La testimonianza dopo il no all'eutanasia: "Chi ha bocciato il referendum venga a vedere Samantha. Una vita di pura sofferenza"
di Maria Novella De Luca , di Maria Novella De LucaROMA - Samantha aspetta. Nel letto di una struttura per pazienti in stato vegetativo alle porte di Belluno. "Chi ha bocciato il referendum sull’eutanasia dovrebbe venire a vedere cosa è una vita di pura sofferenza. Mia figlia non è più con noi da quando un anno fa è entrata in coma. Però il suo corpo esiste ed è tormentato dai dolori. Non è dignità, è soltanto patimento. Ha il diritto di morire, ha detto il giudice, ma i medici non decidono. Quanto dovrà aspettare Samantha per essere libera?". Giorgio D’Incà è un uomo che pesa le parole, sua moglie Genzianella invece le tira fuori come un fiume in piena di lacrime e rabbia. Lui fa il carrozziere, lei lavora in una ditta di pulizie. Nel novembre del 2020 la più piccola dei loro tre figli, Samantha detta Sammy, 31 anni, si frattura un femore scivolando nel vialetto di casa, a Feltre, dove abita con i genitori. E’ l&rsqu…
ROMA - Samantha aspetta. Nel letto di una struttura per pazienti in stato vegetativo alle porte di Belluno. "Chi ha bocciato il referendum sull’eutanasia dovrebbe venire a vedere cosa è una vita di pura sofferenza. Mia figlia non è più con noi da quando un anno fa è entrata in coma. Però il suo corpo esiste ed è tormentato dai dolori. Non è dignità, è soltanto patimento. Ha il diritto di morire, ha detto il giudice, ma i medici non decidono. Quanto dovrà aspettare Samantha per essere libera?". Giorgio D’Incà è un uomo che pesa le parole, sua moglie Genzianella invece le tira fuori come un fiume in piena di lacrime e rabbia. Lui fa il carrozziere, lei lavora in una ditta di pulizie. Nel novembre del 2020 la più piccola dei loro tre figli, Samantha detta Sammy, 31 anni, si frattura un femore scivolando nel vialetto di casa, a Feltre, dove abita con i genitori. E’ l’inizio di una tragedia assoluta: operata con successo al femore, Samantha comincia però ad avvertire dolori in tutto il corpo, gambe e volto si gonfiano. In dieci giorni ogni cosa precipita: a dicembre Sammy entra in coma irreversibile. Un sonno da cui non si sveglierà più.
Cosa è successo a Sammy?
"Ci hanno detto che sarebbe stata colpita in sala operatoria da un batterio che ha aggredito il suo cervello e l’ha ridotta in stato vegetativo. Quando Samantha sarà libera inizieremo la nostra battaglia contro la malasanità che ci ha portato via una figlia".
Fin dalle prime settimane lei e Genzianella avete chiesto che per Samantha fosse applicata la legge sul fine vita. Sospensione di nutrizione e idratazione artificiale. Come fu per Eluana.
"Noi abbiamo sperato, abbiamo chiesto pareri, abbiamo provato cure sperimentali. Il verdetto è stato implacabile: resterà così. Abbiamo chiesto allora che Sammy fosse lasciata morire con la sedazione profonda".
Samantha però non aveva lasciato un testamento biologico.
"Purtroppo no. Quanti ragazzi a 30 anni pensano alla morte o alle malattie? Il biotestamento è un diritto sconosciuto in Italia".
Però voi avete ricostruito le volontà vostra figlia e alla fine il tribunale vi ha dato ragione.
"Sammy conosceva bene la storia di Eluana Englaro, aveva seguito la battaglia di Dj Fabo per il suicidio assistito. Diceva sempre: capitasse a me lasciatemi morire. Non voglio una vita senza coscienza, dipendente dagli altri".
Quindi adesso Samantha potrà avere pace?
"Questo dice la sentenza del tribunale di Belluno. Da tre mesi però tutto si è fermato. L’èquipe di medici che dovrebbe far morire Samantha interrompendo le cure, non dà risposte. Anzi c’è un tentativo di leggere la sentenza in modo restrittivo. Capite come è difficile? In questi giorni ci sarà una nuova riunione tra i medici. A seconda di ciò che decideranno potremmo valutare di tornare in tribunale".
Lei sperava nel referendum sull’eutanasia?
"Certo. Era esattamente quello che chiedevano un milione e mezzo di cittadini. La cui volontà è stata ignorata da quattro giudici. Come possono permettersi di condannare alla sofferenza dei malati senza speranza? Io oggi mi vergogno di essere italiano. E lancio un appello".
Quale, Giorgio?
"Fate testamento biologico. La legge sul fine vita è una buona legge. Anche se poi sulla sua applicazione comanda la discrezionalità dei medici. Ma Genzianella ed io siamo tenaci: Sammy avrà pace e le sue ceneri saranno sparse in mare".