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Pd, mille attivisti a lezione di politica. Cuperlo: "Frattocchie è una pagina chiusa"

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Torna nel week end la scuola di formazione dem per allevare le giovani leve del partito. Tra i relatori in presenza al Nazareno anche Prodi, Gentiloni, Letta, Fassino e giornalisti come Andrea Vianello e Giovanna Botteri
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Non chiamatela Frattocchie 2.0, dice Gianni Cuperlo. Ma il suo "corso di politica" che coinvolge domani e domenica quasi un migliaio di attivisti, soprattutto giovani (i relatori saranno in presenza al Nazareno, gli altri collegati da pc), richiama il modello figiciotto, aggiornato. Obiettivo: formare le giovani leve del partito e sottrarle al correntismo smanioso di questi tempi. "Ci sono due modi di selezionare la classe dirigente di una forza politica - ragiona Cuperlo - Si può puntare sulla fedeltà ai capi di turno oppure investire sulle persone, sulle loro capacità, i meriti, le coerenze. Noi cerchiamo di percorrere la seconda strada. Credo sia la premessa per restituire autorevolezza e credibilità alla politica. E alla sinistra". Meno capibastone, più studio, è il mood, spiega l'ex deputato Pd, che a Frattocchie c'è stato, prima tessera a 15 anni alla federazione dei giovani comunisti. E che ancora…

Non chiamatela Frattocchie 2.0, dice Gianni Cuperlo. Ma il suo "corso di politica" che coinvolge domani e domenica quasi un migliaio di attivisti, soprattutto giovani (i relatori saranno in presenza al Nazareno, gli altri collegati da pc), richiama il modello figiciotto, aggiornato. Obiettivo: formare le giovani leve del partito e sottrarle al correntismo smanioso di questi tempi. "Ci sono due modi di selezionare la classe dirigente di una forza politica - ragiona Cuperlo - Si può puntare sulla fedeltà ai capi di turno oppure investire sulle persone, sulle loro capacità, i meriti, le coerenze. Noi cerchiamo di percorrere la seconda strada. Credo sia la premessa per restituire autorevolezza e credibilità alla politica. E alla sinistra". Meno capibastone, più studio, è il mood, spiega l'ex deputato Pd, che a Frattocchie c'è stato, prima tessera a 15 anni alla federazione dei giovani comunisti. E che ancora ricorda di quando si attovagliava con Pajetta in un'osteria dietro Botteghe Oscure ("mi spiegava cos'era la disciplina") o delle chiacchierate con Ingrao, "che non ti spiegava le cose, te le chiedeva".

Ecco allora il ritorno dei seminari, in tutto saranno 5. Titolo del corso "Partecipazione e democrazia". Mille ragazzi col bloc notes, a prendere appunti davanti a Prodi, Gentiloni, Letta, Fassino ma anche Andrea Vianello e Giovanna Botteri. Un mix di politica e comunicazione (perché la politica è anche comunicazione, oggi), con un occhio agli scenari internazionali. I venti di guerra in Ucraina: ne parlerà l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci. Aprirà i lavori Lucio Caracciolo, il direttore di Limes; Filippo Andreatta racconterà l'America che cambia. Paolo Gentiloni parlerà di Europa domenica mattina. Domani pomeriggio invece lectio di Romano Prodi sul "mondo dopo la pandemia", introduce il segretario del Pd, Enrico Letta. 

La scuola di Cuperlo è al secondo anno. Ma a colpire il presidente della fondazione Pd, stavolta, è stata la carrellata di adesioni. Mille. In gran parte ragazzi fra i 16 e i 30 anni. Contrasta con la narrazione dei giovani sempre più indifferenti, sfiduciati verso i partiti. "La verità è che l'antipolitica ha stancato", è convinto Alberto Bortolotti, architetto di 28 anni, segretario del Pd di Porta Venezia, Milano. Cita Berlinguer: "La questione morale, tra i ragazzi, è ancora sentita. Ma la pandemia ha fatto da spartiacque, si è capito che un politico oltre ad essere onesto, deve anche essere competente". Tutti a studiare, quindi, nella sede di partito. "C'è tanta voglia di capire cose complesse". Lorenzo Tinagli, 25 anni, consigliere Pd a Prato, si collegherà col tablet. "Quando ho letto 'formazione' mi sono iscritto subito. Non se ne può più delle iniziative propagandistiche. O delle feste di partito che diventano passerelle". Si è avvicinato al Pd a 16 anni, al liceo. Crede che la "gavetta sia importante", che quindi occorra "studiare". Meglio così "che ritrovarsi catapultati in Parlamento senza sapere nulla". Delle Frattocchie "conosco la mitologia, i racconti di chi ci è stato. Ma i partiti oggi sono cambiati completamente. La formazione però serve".

"Lascerei stare Frattocchie - riprende Cuperlo - Quella è stata una grande palestra per il formarsi di una classe dirigente, ma è una pagina consegnata a una stagione chiusa. Il punto è che un partito ha bisogno di definire la sua cultura politica e per farlo comprendere la realtà, studiarla, darle rappresentanza è una condizione irrinunciabile". Le mille iscrizioni? "La vivo come una richiesta di politica partecipata, nella qualità. Conferma che oggi si sente finalmente il bisogno di qualche tweet in meno e di qualche lezione in più".