"Visto che bravi ministri? È un bellissimo governo". Mario Draghi scherza presentando in conferenza stampa i ministri che lo accompagnano per spiegare i provvedimenti sull'energia messi in campo dal governo. È un modo per stemperare le tensioni dopo l'aut aut di ieri lanciato in seguito al "sabotaggio" dell'azione di governo da parte delle forze della maggioranza in parlamento che hanno messo sotto 4 volte l'esecutivo. Oggi, però, è il giorno delle misure sulle bollette e Draghi ne approfitta per puntualizzare che "conto sui partiti per avere i risultati". "Vedo regolarmente i leader partiti, il colloquio personale è continuo. Ieri ho semplicemente ricordato quello che è il mandato del governo, creato dal presidente della Repubblica, per affrontare certe emergenze e conseguire certi risultati. Se c'è bisogno, massima disponibilità dal governo al dialogo, ma dobbiamo tenere la barra dritta". Poi apre a un possibile "cambio di metodo" nel rapporto coi partiti della maggioranza: "Bisogna chiedere anche all'altra parte... Noi intensificheremo" il confronto "a partire dai prossimi giorni" e comunque "confrontarsi e rispettarsi è molto importante e su questo non c'è mai stato nessun dubbio né da parte del governo né da parte mia. Tutto quello che è necessario e desiderabile per l'approvazione dei provvedimenti necessari e degli obiettivi del Pnrr per ok, il governo e io stesso lo faremo".
Intanto, la misura principale approvata in cdm riguarda gli 8 miliardi in arrivo per l'energia. "Senza scostamenti di bilancio", precisa il premier. "Il governo vuole intervenire fin da ora per evitare che il rincaro dell'energia si traduca in un minor potere di acquisto delle famiglie e in una minore competitività delle imprese". È quanto dichiara il premier in conferenza stampa. Dopo gli interventi delle scorse settimane, prosegue Draghi, "ampliamo le misure sulle bollette e interveniamo in modo strutturale sulla produzione del gas italiano e per semplificare l'istallazione di impianti di energia rinnovabile". Al riguardo, arriveranno oltre 500 milioni per le imprese gasivore nostrane. A spiegare più nel dettaglio la questione gas il ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani: la produzione nazionale di gas punta ad arrivare a circa cinque miliardi di metri cubi di produzione nazionale dagli attuali 3,2 miliardi, su un totale di consumi nazionali di circa 70 miliardi". Ci sarà, spiega Cingolani, una "formidabile semplificazione per gli impianti rinnovabili", un intervento "per la sicurezza nazionale" portando al massimo gli stoccaggi, e "una misura innovativa sui biocarburanti". Tornando alle bollette, a chi gli chiede se il governo stia pensando di chiedere un contributo alle grandi aziende, Draghi risponde così: "Sì ci aspettiamo che i grandi produttori di energia condividano con il resto della popolazione il peso dei rincari dell'energia, sul come ci stiamo riflettendo".
"L'obiettivo - ha spiegato il presidente del Consiglio - è rilanciare una crescita equa e sostenibile e affrontare il mercato del lavoro", combattendo la "precarietà".
Non solo energia. Il governo ha anche dato il via libera a "un fondo da un miliardo l'anno a sostegno dell'industria dell'automobile e della sua filiera che sono al centro della transizione energetica in corso", ha spiegato il premier. Su questo, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha precisato che, "insieme al ministro Cingolani a breve intendiamo presentare un decreto incentivi per l'acquisto di auto ecologicamente compatibili, non solo elettriche", perché nella fase di transizione "dobbiamo considerare anche altre fonti, come l'ibrido".
Sulla situazione generale, però, pendono le fibrillazioni internazionali che preoccupano Draghi: "Siamo ancora in un rallentamento della crescita in Europa, secondo le previsioni, riprenderà spedita dal secondo trimestre di questo anno, bisogna essere cauti perché i rischi geopolitici potranno incidere sulla crescita". Il riferimento è alla crisi in Ucraina sulla quale il presidente del consiglio è tornato in più passaggi. Primario, per il premier italiano, è "portare Putin e Zelensky allo stesso tavolo". Intanto, sul suo colloquio previsto con il presidente russo Vladimir Putin il presidente del consiglio ha tenuto a precisare che "il colloquio è stato richiesto da Putin e la cosa importante è che l'atteggiamento di unità non conosce sfumature e diversità tra tutti i paesi e la Nato. Accanto a questo bisogna mantenere una posizione ferma contro un attacco in Ucraina. Sono stata dispiegate armi nucleari in Bielorussia, quindi non c'è solo l'Ucraina a cui guardare. Dobbiamo tenere aperte tutte le possibilità di dialogo in qualunque formato". Sul tema delle sanzioni alla Russia, Draghi ribadisce il punto di vista dell'Italia: "Le sanzioni devono essere concentrate in settori che non comprendano l'energia e che siano proporzionate rispetto all'attacco e non siano preventive. L'Italia sarebbe la più esposta". E ancora: "Putin ha accennato alla possibilità di continuare a garantire le fornitura di gas all'Italia e di aumentarla se necessario. Questo va considerato anche alla luce degli impegni e delle relazioni con gli alleati e degli effetti delle sanzioni. È un impegno che apprezzo molto, ma ad oggi rimane solo un impegno".
Col premier, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, siede anche il ministro dell'Economia Daniele Franco. È stato proprio Franco a spiegare i termini dei provvedimenti sull'energia: "L'intervento diretto supera i 5,5 miliardi, ma si associano interventi volti a sostenere regioni e comuni. L'obiettivo del decreto è sostenere l'economia in questa fase difficile, abbiamo avuto una performance molto positiva nel 2021, ora vediamo un rallentamento dell'attività in Italia e altri Paesi connesso all'evoluzione dei prezzi dell'energia".