Neanche è nato e già si spacca: le divisioni nel "Centricchio" dopo il litigio fra Brugnaro e Toti
di Filippo Ceccarelli , di Filippo CeccarelliBrugnaro ha litigato con Toti. Si deve essere ingelosito di Quagliariello e per ripicca ha radunato i parlamentari di "Coraggio Italia" guardandosi bene dall'invitare quelli di "Cambiamo", che si riconoscono in Toti, e a maggior ragione quelli di Quagliariello, che rispondono - ma poi rispondono? - all'impegnativa denominazione di "Idea".
Sono le ultime dal centricchio, o centricolo che dir si voglia. Doverosa avvertenza: da quelle parti l'infedeltà, più che un optional è un connaturato state of mind, una lieta abitudine e una condicio sine qua non - e utilmente se ne potrebbe chiedere conferma al generoso Berlusconi che tutti e tre ha inventato e a cui si fa risalire: "Per trovare qualcuno fedele, ho dovuto comprare un cane", il lealissimo Dudù.
Brugnaro ha litigato con Toti. Si deve essere ingelosito di Quagliariello e per ripicca ha radunato i parlamentari di "Coraggio Italia" guardandosi bene dall'invitare quelli di "Cambiamo", che si riconoscono in Toti, e a maggior ragione quelli di Quagliariello, che rispondono - ma poi rispondono? - all'impegnativa denominazione di "Idea".
Sono le ultime dal centricchio, o centricolo che dir si voglia. Doverosa avvertenza: da quelle parti l'infedeltà, più che un optional è un connaturato state of mind, una lieta abitudine e una condicio sine qua non - e utilmente se ne potrebbe chiedere conferma al generoso Berlusconi che tutti e tre ha inventato e a cui si fa risalire: "Per trovare qualcuno fedele, ho dovuto comprare un cane", il lealissimo Dudù.
Adesso può suonare malizioso concentrarsi sul nuovo nome che uscirà dallo sposalizio adulterino tra "Cambiamo" e "Idea". Ma senza troppo inoltrarsi sui girovaghi progetti, i fumosi orizzonti e le mutevoli alleanze varrà la pena di soffermarsi un attimo sull'incalzante fantasia onomastica di quel mondo cui si aggiunge la creatura di Maurizio Lupi, "Noi con l'Italia", e l'ultimissimo, ma perenne frutto dei Mastellas, che fino alla cerimonia di battesimo, allestita in un teatro dove la sera si andava a rappresentare "Aladin", sono rimasti incerti tra "Meglio Noi" e "Noi di Centro".
Ora, è molto probabile che la faccenda del Centro viaggi assai lontano dai guai e dalle impellenze dell'agenda Italia. E però chi per mestiere segue questo genere di brulicanti formicolii deve lo stesso confessare il proprio disorientamento. Nel senso che proprio nelle ultime settimane, in vista della corsa per il Quirinale, da più parti era sembrato che Brugnaro, Toti e Quagliariello, più Lupi, Mastella e i democristoidi dell'Udc, più alcuni presunti naufraghi di Forza Italia, insomma tutti questi erano pronti a convergere su questo benedetto Centro, mossi dall'idea rapinosa di risultare determinanti.
Addirittura Renzi era stato un attimo a guardare, poi oh sì, certo, andiamo-andiamo, presto-presto, come fa lui, con la faccia seria: patto federativo, unificazione dei gruppi parlamentari. E Calenda? Beh, Calenda qualche riserva ce l'aveva, però alla fine di riffa o di raffa avrebbe detto sì. Non solo: più tutti si ingolosivano, più il sogno post-centrista all'italiana si gonfiava assumendo valenze strategiche e di sistema, oltre a includere ulteriori ospiti tipo i governisti berlusconiani, i leghisti ragionevoli, qualche pd in libera uscita e dulcis in fundo pure Giggino Di Maio.
In questi casi ci pensa la storia a spegnere le chiacchiere, e infatti sul Quirinale è andata come è andata. Ma la cosa formidabile e a suo modo inquietante è che sulla faccenda è calato il silenzio. Per cui dietro, ma anche sotto, sopra e soprattutto dentro l'immenso Centro immaginario di tutti e di nessuno pare piuttosto di scorgere l'antica sapienza di un proverbio secondo cui: "Troppi galli a cantare, non si fece mai giorno" - e se al posto dei galli cantano i galletti la notte è ancora più buia.
Quindi: aiuto! È da vent'anni almeno che qualcuno ogni tanto si sveglia e vuole fare il Centro, e intanto di accontenta di un centricchio o centricolo. Più che luogo comune, riflesso pavloviano o scemenza, è purtroppo una concezione della politica, che si cala dall'alto nel vuoto. Presto Brugnaro farà pace con Toti, Quagliariello chissà.