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Pd, Letta in direzione: "No a due referendum, per gli altri tre c'è il Parlamento. Con M5S il rapporto durerà"

Da sinistra: Giuseppe Conte (5S) ed Enrico Letta (Pd) 
Confronto telefonico con Conte sullo stato di salute dell'alleanza. Il salario minimo? "Tra le nostre priorità". Sulle politiche 2023, il segretario dem cita Rocky: "Nei candidati cercherò gli occhi della tigre"
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Alla fine tra Enrico Letta e Giuseppe Conte non c'è stato il faccia a faccia ma solo un colloquio telefonico, col primo stamani di rientro dalla sua Pisa e con la direzione del Pd in programma nel pomeriggio. L'incontro in sé si stava caricando di troppe aspettative e significati, specie dal fronte 5 Stelle, dove c'è una certa agitazione rispetto allo stato di salute dell'alleanza; meglio insomma la semplice chiamata. Il presidente del M5S aveva fatto filtrare una reazione molto dura alle parole di Carlo Calenda ("noi mai con i 5 Stelle, hanno inquinato la democrazia") al congresso di Azione, sabato scorso, al quale aveva partecipato anche Letta (mentre il Movimento non era stato invitato).

Il caso però si sarebbe chiuso, perlomeno per adesso. Nel senso che Conte ha comunque ribadito che per il Movimento la collocazione nel centrosinistra, o fronte progressista, non è in discussione. Che sono i temi a fungere da guida e su …

Alla fine tra Enrico Letta e Giuseppe Conte non c'è stato il faccia a faccia ma solo un colloquio telefonico, col primo stamani di rientro dalla sua Pisa e con la direzione del Pd in programma nel pomeriggio. L'incontro in sé si stava caricando di troppe aspettative e significati, specie dal fronte 5 Stelle, dove c'è una certa agitazione rispetto allo stato di salute dell'alleanza; meglio insomma la semplice chiamata. Il presidente del M5S aveva fatto filtrare una reazione molto dura alle parole di Carlo Calenda ("noi mai con i 5 Stelle, hanno inquinato la democrazia") al congresso di Azione, sabato scorso, al quale aveva partecipato anche Letta (mentre il Movimento non era stato invitato).

Il caso però si sarebbe chiuso, perlomeno per adesso. Nel senso che Conte ha comunque ribadito che per il Movimento la collocazione nel centrosinistra, o fronte progressista, non è in discussione. Che sono i temi a fungere da guida e su quelli c'è spazio e voglia di interlocuzione ampia, anche oltre al Pd, pur restando ferma la chiusura a destra. C'è anche un dato di realtà, una valutazione oggettiva, che in queste ore si fa nei 5 Stelle: con l'attuale legge elettorale un'alleanza con Pd e sinistra, magari allargata al centro, è l'unica possibile per continuare a contare qualcosa. E i rapporti di forza, ad oggi, premiano i democratici, perlomeno secondo i sondaggi, peraltro parzialmente suffragati anche dall'esito delle amministrative dello scorso autunno. Insomma, anche volendo il M5S non è in grado di alzare la posta o addirittura minacciare corse in solitaria nel 2023.

Letta: parole al miele verso i 5S

Dopodiché Letta in direzione ha utilizzato parole al miele verso i 5 Stelle, che confermano la piena schiarita. "Il lavoro portato avanti coi nostri alleati e in particolare coi 5S nel governo Conte 2 continua col governo Draghi e continuerà anche dopo. Questo tipo di cemento, sviluppato nelle prove dure della pandemia, è il cemento più importante di tutti. Si tratta di un rapporto politico fondamentale che dura e durerà". E poi, a Conte che aveva detto di voler misurare il reale stato di salute del fronte progressista attorno al tema del salario minimo, anche qui il segretario pd dà un'ampia apertura: "Sarà una delle priorità del nostro futuro. È un tema fondamentale con cui parliamo ai lavoratori e alle imprese".

Referendum: no a 2 quesiti, su altri 3 c'è il Parlamento

Dopo l'alleanza con il M5S, Letta si è soffermato sui referendum: "Noi pensiamo che le riforme più importanti sono quelle che sono in Parlamento sia quelle approvate già sia quelle ancora in discussione. Dei cinque referendum tre hanno materie che stanno dentro la discussione parlamentare e noi pensiamo che le risposte arriveranno là, sugli altri due quesiti non riesco a non esprimere la netta contrarietà sia sulla custodia cautelare sia sulla Severino, si possono fare miglioramenti ma non stravolgendo tutto".

Elezioni 2023, Letta cita Rocky

Inevitabile una parentesi sulle prossime elezioni politiche. "Io vorrei che fossimo tutti convinti che noi dobbiamo avere - in questo arco di forze progressiste, democratiche, ecologiste, un arco di forze che vorremmo il più largo possibile - l'ambizione di vincere e non l'istinto di sopravvivere", ha commentato Letta. E a riguardo delle candidature per le future politiche, ha assicurato: "Io guarderò ogni giocatore negli occhi e se vedrò gli occhi di tigre di chi vuole vincere lo metterò in campo, se vedrò negli occhi il pareggio allora lo metterò in panchina". Quegli "occhi della tigre" sono quelli del famoso dialogo tra Rocky Balboa e Apollo Creed nel film Rocky ("Quando combattevamo noi due, tu avevi gli occhi di una tigre, eri feroce e devi farti tornare quegli occhi", diceva Apollo a Rocky). "In questa legislatura non sarà semplice, ma alle elezioni noi parleremo agli italiani con grande forza delle priorità sui diritti. Tenteremo fino in fondo il tema del ddl Zan e quello della cittadinanza. Stiamo costruendo il forum dei nuovi italiani dentro il partito", ha ribadito il segretario del Pd.

Le elezioni amministrative di primavera saranno "prologo importante delle elezioni politiche del 2023. Si sta facendo, con Francesco Boccia, un lavoro importante in tante città. Seguiremo con il massimo impegno, lo stesso che metteremo in una terra fondamentale quale la Sicilia. Confermo il nostro massimo impegno e la nostra festa nazionale dell'Unità la svolgeremo a Palermo".

Governo: chiediamo a tutti serietà per andare avanti

Il segretario dem ha commentato poi quanto accaduto nella mattinata in commissione Affari sociali della Camera durante l'esame del decreto Covid, con gli esponenti della Lega che hanno presentato un emendamento per chiedere la sospensione del Green Pass dal 31 marzo quando terminerà lo stato di emergenza per la pandemia. "A me ha colpito un po' che dopo quello che è successo l'altro giorno con tutti i partiti politici che dicevano 'non risuccederà mai più', poi stamattina la Lega come se nulla fosse abbia votato provvedimenti fuori da una logica di maggioranza e contro il parere del governo. Noi chiediamo serietà a noi stessi e a tutti perché è l'unico modo perché questo lavoro comune, che abbiamo chiesto al presidente Draghi, vada avanti con efficacia", ha osservato alla direzione nazionale del Pd. E ancora: "delega fiscale, concorrenza e appalti sono tre provvedimenti del governo che sono la condizioni per ottenere i soldi del Pnrr. Nessuno può immaginarsi che i soldi tardino per colpa del Parlamento o delle istituzioni. Sono partite essenziali per il rilancio dell'economia. Non possiamo sbagliare nulla sul tema dell'attuazione del Pnrr".

Letta ha parlato anche della rielezione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvenuta con "sobrietà, la chiave con la quale abbiamo scelto il politico più politico, con il Parlamento. Ripartiamo avendo messo lo Stato, il governo e la democrazia nelle migliori mani possibili, la riconferma di Mattarella e Draghi è la scelta preferita dagli italiani e da noi, siamo in sintonia profonda con il paese e questo ci carica di grande responsabilità".

Legge elettorale: noi disponibili a migliorarla

Il segretario del Pd ha poi affrontato la questione legata alla legge elettorale. L'attuale "è la peggiore di sempre", sostiene, "se ci fossero le condizioni ci sederemmo a un tavolo per migliorarla. Noi siamo una piccola parte di questo Parlamento e da soli non siamo in grado di farlo. Noi ci siamo, se gli altri sono disponibili noi faremo la nostra parte, per ridare agli italiani la possibilità di esser arbitri".

Covid: a due anni dall'inizio della pandemia Ue è più forte

Poi c'è il covid. Dopo la pandemia "c'è un problema di rappresentanza. Ci sono ovviamente non solo difficoltà sociali ma anche per i giovani che vivono un momento di difficoltà molto particolare. Dobbiamo metterli al centro, ascoltarli, far sì che siano cuore, motore e centro della società altrimenti non saremo in grado di dare le risposte che ci aspettiamo - ha detto Letta - Dobbiamo ascoltare i giovani e gli studenti che esprimono un disagio che è legittimo. E meno male che lo esprimono sarebbe molto peggio se non lo esprimessero".

Aiutare i giovani e un bilancio a due anni dallo scoppio della pandemia. "Oggi possiamo dire che tutta quella esperienza ci ha consegnato un paese più forte e non più debole; una Europa diversa e migliore che ha scoperto che senza la dimensione sociale e sanitaria non può esistere - ha commentato il segretario alla direzione nazionale del Pd - Non ci si fermi alla considerazione delle difficoltà iniziali che ci sono stati, ma non c'è alcun tema che abbia visto l'Europa dare una risposta così rapida di sistema".

Ucraina: l'Europa sia unita

E l'Europa, sulla vicenda ucraina, deve essere unita. "Non ci sarà sicurezza in Europa finché non verrà regolato il tema dei confini dell'ex Unione sovietica. Per questo parliamo di una conferenza sulla sicurezza di Helsinki a cui la Russia deve partecipare. Noi crediamo che sia inaccettabile la scelta di Putin, una scelta da condannare, la deve condannare l'Italia e l'Ue, senza ambiguità. Chiediamo che il Parlamento venga convocato immediatamente, l'Italia deve esprimersi: è inaccettabile che l'uso della forza diventi la regola con cui si costruiscono gli Stati e i confini", ha detto Enrico Letta commentando la decisione del presidente russo Vladimir Putin di riconoscere l'indipendenza delle repubbliche separatiste del Donbass. "L'Ue prenda le decisioni più forti. L'Eeuropa deve reagire con durezza".