Amministrative, intese a rischio nel centrodestra. Lega e FdI sempre più divisi
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaLa guerriglia, nel centrodestra dilaniato che si avvicina alle amministrative, è cominciata. Il casus belli è la Sicilia ma adesso l'alleanza è a rischio in tutt'Italia. Ieri una delegazione di Fratelli d'Italia è stata nell'Isola. Al termine della visita il capogruppo dei meloniani alla Camera, Francesco Lollobrigida, ha esposto chiaramente il suo punto di vista: "In Sicilia non c'è alcun motivo per non sostenere la ricandidatura alla Regione di Musumeci, che ha ben amministrato e gode di una maggioranza ampia. Se, in mancanza di motivazione comprensibile, la sua corsa fosse messa in discussione, Fratelli d'Italia chiederà di ridiscutere tutte le intese per le amministrative e per le prossime Regionali. Anche perché, rispetto a cinque anni fa - conclude Lollobrigida - i rapporti di forza sono cambiati: eravamo poco sopra il 4 e siamo ben oltre il 20, rappresentando il primo partito del centrodestra".
…La guerriglia, nel centrodestra dilaniato che si avvicina alle amministrative, è cominciata. Il casus belli è la Sicilia ma adesso l'alleanza è a rischio in tutt'Italia. Ieri una delegazione di Fratelli d'Italia è stata nell'Isola. Al termine della visita il capogruppo dei meloniani alla Camera, Francesco Lollobrigida, ha esposto chiaramente il suo punto di vista: "In Sicilia non c'è alcun motivo per non sostenere la ricandidatura alla Regione di Musumeci, che ha ben amministrato e gode di una maggioranza ampia. Se, in mancanza di motivazione comprensibile, la sua corsa fosse messa in discussione, Fratelli d'Italia chiederà di ridiscutere tutte le intese per le amministrative e per le prossime Regionali. Anche perché, rispetto a cinque anni fa - conclude Lollobrigida - i rapporti di forza sono cambiati: eravamo poco sopra il 4 e siamo ben oltre il 20, rappresentando il primo partito del centrodestra".
Un messaggio spedito in particolar modo a Forza Italia, il cui coordinatore siciliano, Gianfranco Micciché, si oppone alla conferma di Musumeci mettendo a disposizione la propria candidatura. Ma come in un domino, le intese rischiano di cadere altrove: in Lombardia, dove per le Regionali si voterà nel 2023, la coordinatrice Daniela Santanché ha affermato ieri che Fdi ha un proprio esponente pronto a scendere in campo, una fuga in avanti che avviene mentre il leghista uscente Attilio Fontana sta valutando se ricandidarsi o meno. Proprio l'attuale governatore lombardo oggi ribadisce: "La cosa importante e l'unica
realtà è che il centrodestra si presenti alle prossime elezioni unito. Questo è l'unico aspetto fondamentale, poi sono i partiti che decideranno". E all'annuncio di Santanché risponde: "Non credo sia una minaccia, credo sia dialettica tra i partiti. Va bene. Adesso lavoriamo. Continuiamo a fare il nostro dovere, poi si vedrà".
E c'è il caso Verona: in corsa c'è un candidato di Giorgia Meloni, Federico Sboarina, c'è un accordo ufficiale con la Lega ma Fdi sta con l'ex sindaco Flavio Tosi, in grado di drenare voti anche dal Carroccio. "Se Fi non appoggia Sboarina - dice ancora Lollobrigida - non è scontato il nostro sostegno ad altri candidati sindaci forzisti, più deboli di lui, in altri capoluoghi. Insomma, è ancora caos, a tre mesi dal voto e con i collegamenti fra Salvini e Meloni ancora interrotti dopo lo scontro sul Quirinale.