Gli ex 5S e il feeling con Rousseau: obiettivo un nuovo "movimento". Sabatini: "Conte? Da avvocato del popolo a imputato del popolo"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliA prima vista potrebbe sembrare un revival a 5 Stelle: Nicola Morra a parlare di Rousseau, assieme a Enrica Sabatini. Oggi infatti in Senato è prevista una conferenza stampa, promossa proprio dal presidente della commissione Antimafia, dal titolo "Democrazia partecipativa: l'esperienza Rousseau". Alla quale parteciperà anche il professor Massimo Di Felice, docente di Teoria delle reti all'università di San Paolo, in Brasile. Né Morra né Sabatini oggi sono più nel M5S, ma che ci siano interlocuzioni in corso tra più soggetti per ricreare qualcosa che si richiami ai valori fondativi delle cinque stelle non è un mistero.
Morra è stato storicamente uno degli esponenti più in vista del M5S, salv…
A prima vista potrebbe sembrare un revival a 5 Stelle: Nicola Morra a parlare di Rousseau, assieme a Enrica Sabatini. Oggi infatti in Senato è prevista una conferenza stampa, promossa proprio dal presidente della commissione Antimafia, dal titolo "Democrazia partecipativa: l'esperienza Rousseau". Alla quale parteciperà anche il professor Massimo Di Felice, docente di Teoria delle reti all'università di San Paolo, in Brasile. Né Morra né Sabatini oggi sono più nel M5S, ma che ci siano interlocuzioni in corso tra più soggetti per ricreare qualcosa che si richiami ai valori fondativi delle cinque stelle non è un mistero.
Morra è stato storicamente uno degli esponenti più in vista del M5S, salvo poi venire espulso un anno fa per non aver sostenuto la svolta del Movimento a favore del governo di Mario Draghi. Di lì a poco si è poi consumata la rottura tra il Movimento e la piattaforma Rousseau, che doveva essere l'anima tecnologica e partecipativa del partito, tanto che il legame era di natura statutaria, e che poi fu estromessa per divergenze politiche. Su quella esperienza Sabatini, compagna di Davide Casaleggio, ha scritto un libro uscito proprio ieri, Lady Rousseau, dove peraltro si rivela che vennero cambiate delle regole in corsa dagli allora vertici del M5S, un anno e mezzo fa, per impedire ad Alessandro Di Battista di diventarne capo politico.
Già qualche mese Morra aveva spiegato di avere in mente la creazione di un nuovo soggetto politico "francescano", assieme alla ex ministra Barbara Lezzi. Nel frattempo l'espulsione di Lezzi è stata revocata dal Consiglio di garanzia, l'organo di appello di palazzo Madama, creando una situazione ibrida di persona fuori dal M5S ma formalmente da reinserire nel gruppo. Quanto a Rousseau, nei mesi scorsi sul portale era possibile prenotarsi per assistere all'evento pubblico a Siena di un altro ex di lusso, sempre Di Battista, che doveva fare da preludio ad una nuova creatura politica. Insomma, di carne al fuoco ce n'è parecchia, di certezze meno. Anche perché attorno al simbolo - e alla guida stessa del Movimento - c'è di mezzo la nota vicenda giudiziaria che sta già tenendo sulle spine Giuseppe Conte. E di quella parla Sabatini in un colloquio con l'AdnKronos a proposito della decisione del leader 5S di convocare per il 10 e 11 marzo gli iscritti 5S per votare le modifiche allo statuto già approvato nell'agosto 2021 e sulle quali era intervenuto il tribunale di Napoli.
"È incredibile che un uomo di legge ed ex Presidente del Consiglio come Giuseppe Conte decida di convocare gli iscritti non rispettando l'ordinanza del tribunale di Napoli che lo ha sospeso dalle sue funzioni e, di fatto, reso nulla la sua leadership nel MoVimento 5 Stelle", attacca Sabatini. "Conte prende questa decisione nella piena consapevolezza di non aver alcuna competenza per indire questo voto dando di fatto mandato di consegnare i dati sensibili degli associati del MoVimento 5 Stelle - che non potrebbero trattare - alla società SkyVote". Per Sabatini, "non è scontato ricordare che chiunque tratti dati personali in modo non legittimo, potrebbe arrivare a commettere addirittura il reato di trattamento illecito di dati personali o altri reati affini che possono portare fino a sei anni di reclusione. A questo si aggiunge che votare su un'altra piattaforma che non sia Rousseau è stato ritenuto illegittimo anche dal Garante Beppe Grillo. Siamo alla surreale situazione - conclude - per cui da avvocato del popolo Giuseppe Conte rischia di diventare un imputato dal popolo"