Russia, Giulia Grillo: "Nel M5S mettevamo in discussione la Nato. Governare ci ha fatto cambiare idea"
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De Cicco"È pieno di partiti che hanno dovuto cambiare idea una volta al governo. Figuriamoci noi, che eravamo partiti come forza anti-sistema e poi abbiamo governato con la destra, con la sinistra e col centro". Giulia Grillo, deputata M5S, ministra della Sanità ai tempi del Conte I, alleanza gialloverde, è convinta oggi che le sanzioni contro la Russia "siano necessarie, l'unica via da percorrere". Poi riavvolge il nastro dei ricordi a qualche anno fa, quando nel Movimento c'era chi descriveva l'Ucraina come "uno stato fantoccio degli Usa" e definiva Putin un "interlocutore".
Quanto erano radicate queste posizioni tra i 5 Stelle?
"Una parte del Movimento, in quanto anti-sistema, era contro tutto quella che faceva parte, diciamo così, dell'ordine precostituito, di ciò che c'era prima. E bisognava quantomeno metterlo in discussione. Era nell'animo dei 5 stelle. Anche l'at…
"È pieno di partiti che hanno dovuto cambiare idea una volta al governo. Figuriamoci noi, che eravamo partiti come forza anti-sistema e poi abbiamo governato con la destra, con la sinistra e col centro". Giulia Grillo, deputata M5S, ministra della Sanità ai tempi del Conte I, alleanza gialloverde, è convinta oggi che le sanzioni contro la Russia "siano necessarie, l'unica via da percorrere". Poi riavvolge il nastro dei ricordi a qualche anno fa, quando nel Movimento c'era chi descriveva l'Ucraina come "uno stato fantoccio degli Usa" e definiva Putin un "interlocutore".
Quanto erano radicate queste posizioni tra i 5 Stelle?
"Una parte del Movimento, in quanto anti-sistema, era contro tutto quella che faceva parte, diciamo così, dell'ordine precostituito, di ciò che c'era prima. E bisognava quantomeno metterlo in discussione. Era nell'animo dei 5 stelle. Anche l'atlantismo, il ruolo dell'Italia visto come secondario, subalterno rispetto agli Stati Uniti, veniva messo in discussione. È una posizione che poi è stata ritirata quando siamo arrivati alla fase governativa. Perché con la politica estera funziona così, i binari vanno percorsi con continuità, non è che si cambia da un governo all'altro. C'è in ballo l'affidabilità di un Paese. E il M5S ha aggiustato il tiro".
Insomma, avete cambiato idea.
"Credo che cambiare idea sia sempre un segno di intelligenza. Certo avremmo dovuto essere più chiari con gli elettori quando lo abbiamo fatto, soprattutto in altri casi, spiegare meglio. Sulla Nato anch'io, da ministro, ho capito che non possiamo e non dobbiamo mettere in discussione la nostra adesione al blocco atlantico e al blocco Ue".
Però durante il governo gialloverde, le posizioni putiniane di Salvini erano arcinote. E mai smentite dall'interessato, semmai il contrario.
"Lo so, mi ricordo quell'impostazione sulla politica estera, anche se all'epoca discutevamo di più sull'immigrazione. Ma è indubbio che loro avessero una simpatia verso la Russia e verso Putin. Ed è indubbio che la manifestassero. Ora mi sembra che Salvini si sia allineato a una posizione filo-Nato".
E nel M5S quanti erano affascinati da Putin?
"Questo lo escluderei, nel Movimento i regimi poco democratici non sono mai andati di moda".
Il vostro Manlio Di Stefano parlava di "russofobia", è perfino intervenuto al congresso di Russia Unita, il partito di Putin...
"Di questo non sono stata testimone e non ne abbiamo parlato. Che poi qualcuno potesse avere una fascinazione, può essere".
Oggi che strade vede per l'Italia?
"Le sanzioni sono necessarie, non c'è un'alternativa. Non possiamo pensare a interventi armati. Ma la vedo come Prodi: mi preoccupa l'impatto sulla nostra economia, perché tra i Paesi fondatori della Nato siamo quelli in posizione più debole".