Russia, Paragone: "Tifo Putin? Non è un dittatore, altri si facevano i selfie al Cremlino e ora hanno cambiato idea"
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De Cicco“Lo so che ora sarò etichettato come l’amico di Putin, l’amico del cattivo della Storia. Ma dobbiamo trattare con lui”, dice Gianluigi Paragone. Si smarca, l’ex giornalista, senatore ex M5S, ora leader di Italexit, da quel battaglione di politici “che andavano a farsi le foto con le felpe no-euro al Cremlino e ora hanno cambiato idea”. Ma dice “non mi iscrivo al club dei putiniani”.
Però è uno dei pochi a difenderlo ora. O no?
“Chi non capisce che Putin ha un disegno, che è quello della Grande Russia, è un cretino. L’Unione europea ha perso la sua partita e l’Italia ha preso posizione con una fretta incredibile”.
C’è una guerra.
“Ma la nostra posizione non farà cambiare di uno iota quello che succederà sullo scacchiere internazionale. Noi pensiamo davvero che se l’Italia prende una posizione più cauta, cambia il mondo? Pensi…
“Lo so che ora sarò etichettato come l’amico di Putin, l’amico del cattivo della Storia. Ma dobbiamo trattare con lui”, dice Gianluigi Paragone. Si smarca, l’ex giornalista, senatore ex M5S, ora leader di Italexit, da quel battaglione di politici “che andavano a farsi le foto con le felpe no-euro al Cremlino e ora hanno cambiato idea”. Ma dice “non mi iscrivo al club dei putiniani”.
Però è uno dei pochi a difenderlo ora. O no?
“Chi non capisce che Putin ha un disegno, che è quello della Grande Russia, è un cretino. L’Unione europea ha perso la sua partita e l’Italia ha preso posizione con una fretta incredibile”.
C’è una guerra.
“Ma la nostra posizione non farà cambiare di uno iota quello che succederà sullo scacchiere internazionale. Noi pensiamo davvero che se l’Italia prende una posizione più cauta, cambia il mondo? Pensiamo a quelle che saranno dopo le ricadute economiche. Io avrei giocato un’altra partita, diplomatica”.
Putin è un dittatore secondo lei?
“No, non lo definirei un dittatore”.
Come lo definirebbe?
“Mi interessa poco definirlo, è a capo della Russia, è un mio interlocutore. Come per l’Italia lo è stato Gheddafi. Non sono amico di Putin né nemico”.
L’ex ministra Giulia Grillo dice che il M5S pre-governativo, in quanto forza anti-sistema, voleva mettere in discussione la Nato. Lei che è stato eletto nel Movimento, la pensa ancora così?
“Se l’atlantismo significa agire per inerzia rispetto alle decisioni che prende l’America, non ha senso. Biden e i democratici si arrogano il diritto di dimostrarsi padroni del mondo e si mettono lo stellone da sceriffo”.
La guerra in Ucraina l'ha scatenata Putin. La condanna?
“Si, ma anche gli americani sono andati ad aggredire altri stati. E non è che non devo pensare alle ricadute economiche che ci saranno dopo. I problemi per noi oggi sono due: quello energetico e quello delle relazioni industriali. Poi se vogliamo farci del male da soli, perché vogliamo accodarci agli altri…”.