Nuovo capo del Dap, M5S e penitenziaria insorgono contro la scelta di Cartabia
di Conchita Sannino"Inaccettabile", per il Movimento 5 Stelle . Rischioso, per polizia penitenziaria, che intravede "la nascita di grandi conflitti".
Insorgono i pentastellati, a partire dal presidente della commissione Giustizia alla Camera, e danno battaglia anche i sindacati degli operatori della sicurezza interna alle carceri, contro la scelta della ministra Marta Cartabia, che avrebbe già individuato il magistrato Carlo Renoldi, attualmente giudice di Cassazione, e con un passato da Magistrato di Sorveglianza, alla guida del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
Un clima di conflittualità che rischia di compromettere anche il clima di (indispensabile) collaborazione chiesto dalla stessa Guardasigilli - oltre che dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche nei toni fermi del suo discorso d'insediamento per portare "con immediatezza a compimento" le riforme sulla Giustizia, ed in particolare sul Csm. Divisioni che spingono …
"Inaccettabile", per il Movimento 5 Stelle . Rischioso, per polizia penitenziaria, che intravede "la nascita di grandi conflitti".
Insorgono i pentastellati, a partire dal presidente della commissione Giustizia alla Camera, e danno battaglia anche i sindacati degli operatori della sicurezza interna alle carceri, contro la scelta della ministra Marta Cartabia, che avrebbe già individuato il magistrato Carlo Renoldi, attualmente giudice di Cassazione, e con un passato da Magistrato di Sorveglianza, alla guida del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
Un clima di conflittualità che rischia di compromettere anche il clima di (indispensabile) collaborazione chiesto dalla stessa Guardasigilli - oltre che dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche nei toni fermi del suo discorso d'insediamento per portare "con immediatezza a compimento" le riforme sulla Giustizia, ed in particolare sul Csm. Divisioni che spingono Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, a intervenire in favore di quella designazione: "Un carcere conforme alla Costituzione e ai diritti delle persone è un carcere anche più sicuro. Un grande equivoco pensare il contrario". Così anche il magistrato che guida l'Anm (l'Associazione nazionale magistrati), Giuseppe Santalucia, getta acqua sul fuoco. "Carlo Renoldi è un magistrato stimato in Cassazione per il suo equilibrio e la competenza tecnica - sottolinea Santalucia - Mi compiaccio della scelta della ministra".
Nel Movimento, invece, crescono i mal di pancia. Per Vittorio Ferraresi, deputato del Movimento 5 Stelle e già sottosegretario alla Giustizia, "se fosse confermata questa notizia, si tratterebbe di un fatto grave che mi lascerebbe senza parole. Renoldi, oltre ad aver improntato interventi in convegni contro il regime 41-bis e a favore di un suo gravissimo annacquamento, non ha risparmiato parole forti con attacchi frontali a forze politiche come il Movimento 5 Stelle e non solo (definendole politiche "reazionarie" e basate su "logiche perverse"), ha anche sminuito "l'antimafia dei martiri" così definita da lui". Ferraresi affonda: "Mai ci saremmo aspettati un nemico del 41-bis, e degli istituti che il nostro ordinamento pone a contrasto della criminalità organizzata di stampo mafioso, a gestire il Dap. Questo risulterebbe inaccettabile, anche agli occhi delle tante vittime di mafia, che purtroppo continuano ad essere tristemente attuali alle cronache e i cui diritti ricordiamo sono egualmente tutelati dalla Costituizione, di chi vive nel terrore di minacce e ritorsioni, dei magistrati che ogni giorno rischiano la vita per la nostra libertà".
Lo stesso Mario Perantoni, alla guida della Commissione, lancia un alt: "Ci lasciano perplessi le indiscrezioni sul nuovo vertice del Dap alla vigilia dell'approdo in aula della riforma dell'ergastolo ostativo. Non per la persona di Renoldi, ovviamente, ma per le sue esternazioni che connoterebbero il capo del Dap per la sua disponibilità ad allentare le regole del carcere per i mafiosi e per quella sua critica all'antimafia 'arroccata nel culto dei suoi martiri'. Posizioni evidente troppo sbilanciate per una carica così delicata: noi vogliamo garantire la tenuta della legislazione antimafia, come stiamo dimostrando in Parlamento con una riforma dell'ergastolo ostativo equilibrata ma coerente con la lotta decisa alla criminalità mafiosa. Il mondo del carcere ha molte criticità che vanno affrontate: il tema della detenzione dei boss di mafia non è tra quelli".
E così anche Eugenio Saitta, capogruppo 5S nella stessa commissione : "Siamo sorpresi e preoccupati per quanto sta avvenendo a proposito della nomina del vertice del Dap. Ed una scelta che desta davvero stupore perché sarebbe orientata verso un alleggerimento del 41/bis, istituto più volte contestato da Renoldi a cui, tra l'altro, non piace l'antimafia 'arroccata nel culto dei martiri".
Ma è da Giovan Battista De Blasis, segretario generale aggiunto del Sappe, sindacato della polizia penitenziaria, che arrivano toni non meno duri: "Renoldi è dichiaratamente uomo di sinistra, iscritto a Magistratura Democratica e ad Area. Hanno fatto discutere alcune sue prese di posizione nei convegni particolarmente critiche con l'attuale gestione dell'esecuzione penale esterna che, a suo dire, non rispetta la Costituzione. Da Magistrato addetto all'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia ha gestito la fase applicativa della sentenza Torreggiani". Nei prossimi giorni, è prevista una riunione tra i sindacati, che ventilano ipotesi di agitazioni. De Blasis ricorda ancora che il giudice Renoldi "si è espresso più volte contro i colleghi antimafia colpevoli a suo dire di essere troppo sbilanciati a favore delle vittime, ha partecipato ai tavoli degli Stati generali dell'esecuzione penale del Ministro Orlando e, in una recente occasione, ha criticato aspramente Gratteri per le sue proposte di riforma del Corpo perché non si può mettere il carcere nelle mani della polizia penitenziaria". La conclusione è allarmata: "Non rimane difficile prevedere un periodo di grandi conflittualità, e per fortuna che si tratterà soltanto di un anno". E un'altra componente 5S della commissione Giustizia, la deputata Valentina D'Orso, esprime "forte perplessità per questa scelta: che avviene, peraltro, nell'anno in cui ricorderemo il trentennale delle stragi di Capaci e via D'Amelio e mentre il Parlamento è impegnato a legiferare sull'ergastolo ostativo e a ribadire quanto sia imprescindibile la funzione di questo istituto nella lotta alle mafie e al terrorismo".
Anche Forza Italia, notoriamente super garantista (specie se in carcere rischiano di finirci i potenti), fa sentire la sua voce attraverso il senatore Maurizio Gasparri. Che però punta il dito sulla corrente. "Non so se sarà ancora una volta un esponente di Magistratura democratica, la corrente di sinistra della magistratura, a impossessarsi del ruolo di capo dell'amministrazione penitenziaria dirigendo il Dap al posto del dottor Petralia, che si è recentemente dimesso - commenta Gasparri - Ma, se così dovesse essere, mi auguro che Renoldi smentisca le dichiarazioni ostili ed offensive che ha rilasciato nel passato contro i sindacati del personale della polizia penitenziaria. Nelle carceri ci vuole una gestione rispettosa dei diritti di tutti, ovviamente anche dei detenuti. Ma anche il personale della polizia penitenziaria merita rispetto".
Ma si tratta di un grande equivoco, è l'obiezione che punta a disinnescare questa nuova conflittualità sulla giustizia. Di cui non c'è davvero bisogno - come si sottolinea in via Arenula da settimane - nel momento in cui occorre varare riforme condivise. Ecco il ragionamento dell'accademico, e presidente emerito della Consulta, Onida. "Il curriculum e le esperienze" del giudice Renoldi "lo rendono, a mio parere, molto adatto a ricoprire il ruolo di capo Dap. Il carcere - sottolinea ancora Onida - ha mille bisogni. Dentro il carcere, vive un'intera umanità: fatta di detenuti e agenti, di cui bisogna garantire la dignità. È un equivoco pensare che un carcere con più diritti sia meno sicuro, anche rispetto ai mafiosi. Per ogni detenuto, in base al suo reato, ci saranno poi accorgimenti particolari". Così anche il presidente Santalucia, che però precisa di parlare "come collega e non come vertice dell'Anm", perché ha lavorato con lui: "Io ero vicecapo del legislativo e lui era magistrato addetto all'ufficio legislativo", Renoldi diede quindi "il suo contributo dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'uomo sul caso Torreggiani. In quell'occasione si fecero provvedimenti normativi efficaci contro il sovraffollamento, senza ricorrere a provvedimenti di clemenza". Per Santalucia, insomma, "non si tratta di essere contro il 41 bis, ma di coniugare la necessità di sicurezza con l'umanizzazione della detenzione". Non condivide le perplessità sulla scelta di Cartabia, il deputato Pd Walter Verini, membro delle Commissioni Giustizia e Antimafia: "Renoldi è un magistrato di grande preparazione, in generale e in particolare sul tema della gestione e dell'umanizzazione dell'ordinamento penitenziario. Il rigore inflessibile nel contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata, dentro e fuori dal carcere, non può essere in contrasto con i principi fissati dalla Costituzione. In questo senso stiamo lavorando, per esempio, anche nella riforma dell'ergastolo ostativo".