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Ucraina-Russia, Draghi compatta tutti. Anche Meloni va verso la linea dura con Mosca

Oggi il cdm vara le misure di aiuto militare e la riattivazione delle centrali a carbone
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LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA

Non intende occuparsi di Matteo Salvini, non ha tempo da perdere, in una crisi di questa portata. Mario Draghi non investe neanche un minuto a inseguire lo zig zag del leghista attorno alla guerra scatenata da Putin e i suoi ultimatum (poi ritirati) contro l'invio di armamenti difensivi all'esercito ucraino. Il premier pretende compattezza in ore così gravi e non considera possibile uno smarcamento in consiglio dei ministri della Lega, che non avrebbe precedenti tra le forze di maggioranza dell'emisfero occidentale. L'unica cosa che trapela da Palazzo Chigi, dunque, è che l'Italia andrà avanti comunque con i rifornimenti bellici a Kiev, come garantito ai vertici di Bruxelles e alla Nato. La norma che deroga al divieto vigente sarà approvata oggi, in consiglio dei ministri.

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Non intende occuparsi di Matteo Salvini, non ha tempo da perdere, in una crisi di questa portata. Mario Draghi non investe neanche un minuto a inseguire lo zig zag del leghista attorno alla guerra scatenata da Putin e i suoi ultimatum (poi ritirati) contro l'invio di armamenti difensivi all'esercito ucraino. Il premier pretende compattezza in ore così gravi e non considera possibile uno smarcamento in consiglio dei ministri della Lega, che non avrebbe precedenti tra le forze di maggioranza dell'emisfero occidentale. L'unica cosa che trapela da Palazzo Chigi, dunque, è che l'Italia andrà avanti comunque con i rifornimenti bellici a Kiev, come garantito ai vertici di Bruxelles e alla Nato. La norma che deroga al divieto vigente sarà approvata oggi, in consiglio dei ministri.

È domenica, ma il giro diplomatico è vorticoso. Attorno all'ora di pranzo Draghi riceve la chiamata di Ursula von der Leyen. La presidenza della Commissione europea gli annuncia la svolta: nel pomeriggio dichiarerà l'intenzione europea di fornire armi difensive all'esercito ucraino. È un passo storico e drammatico. Il premier le ribadisce quanto dirà a sera in una nota sull'intero blocco di sanzioni: "L'Italia dà il suo pieno e convinto appoggio al pacchetto di misure contro la Federazione Russa presentato oggi dalla Commissione Europea. L'aggressione dell'Ucraina è un atto barbaro e una minaccia per tutta l'Europa. L'Ue deve reagire con la massima fermezza".

Il "caso Salvini", invece, non occupa i pensieri del capo dell'esecutivo. Non solo perché Giancarlo Giorgetti, che guida la delegazione del Carroccio in consiglio dei ministri, non voterebbe mai contro la norma. Ma anche perché addirittura Fratelli d'Italia, dall'opposizione, è pronta a sposare la linea dell'esecutivo sulle misure d'emergenza e parteciperà oggi al tavolo della videochiamata insieme ai gruppi di maggioranza e al ministro per i Rapporti col Parlamento D'Incà: una Lega contraria si ritroverebbe isolata.



È per questo che Salvini fatica a trovare un posizionamento. I suoi trascorsi con la Russia, d'altra parte, sono noti all'intero arco parlamentare e alle cronache. Il 12 ottobre del 2014 - pochi mesi dopo la presa della Crimea da parte di Mosca - il leghista annunciò su Twitter una visita nella penisola. E poi il giorno successivo, sempre sui social, aggiunse: "Incontrati Presidente Repubblica e Capo governo di Crimea: qui buone occasioni di lavoro per le imprese italiane, altro che sanzioni!". Il 18 novembre 2016, una foto su Instagram informa che l'ex ministro dell'Interno si intrattenne a colloquio con il vicepremier di Crimea, il responsabile esteri del partito di Putin e alcuni parlamentari della Duma.

Da allora e fino a oggi, Salvini è stato considerato dalla diplomazia di Kiev sostanzialmente - e non è chiaro se anche formalmente - personalità non gradita. Pare inoltre, a sentire fonti del Carroccio che preferiscono restare anonime, che sia proprio questa la ragione per cui pochi giorni fa, a conflitto scoppiato, l'ambasciatore ucraino a Roma non avrebbe ricevuto di persona il leader, il quale si sarebbe limitato a deporre fuori dalla porta dell'ambasciata un mazzo di fiori (e a informare i cronisti di avere contattato telefonicamente il diplomatico). Salvini ha poi incontrato uno dei sei consoli ucraini in Italia, quello operativo nella sua Milano.

Resta il fatto che oggi il consiglio dei ministri approverà la dotazione di armi difensive che l'Italia fornirà all'Ucraina. Tra queste, gli Stinger e le mitragliatrici pesanti, assieme ad equipaggiamenti. Poi, martedì in Parlamento, Draghi ribadirà con forza la necessità di questa scelta. Accanto a questa mossa, il governo darà il via libera anche a una stringata norma che permetterà al ministero dell'Economia di riattivare se necessario alcune centrali a carbone. L'Italia aveva previsto entro metà del decennio la piena decarbonizzazione per centrare gli obiettivi sulle emissioni, ma l'emergenza impone di dotare il Paese - per adesso soltanto in linea teorica - di strumenti capaci di fronteggiare l'eventuale blocco delle forniture da parte della Russia. Accanto a questo, si lavora a potenziare il Transmed che ci collega con l'Algeria e a sancire nuovi patti con Washington sul gas.