La propaganda russa riattiva i canali social, Facebook blocca 50 profili
di Giuliano Foschini , Giovanna Vitale , di Giuliano Foschini, Giovanna VitaleIscriviti alla newsletter quotidiana gratuita sul conflitto
LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA
ROMA - Un video con la traduzione simultanea in italiano del discorso alla nazione di Vladimir Putin, prima dell'attacco all'Ucraina. I militari che smontano le bandiere giallo blu, al grido (sempre in italiano, dall'effetto abbastanza comico se non fosse tragico quello che sta accadendo): "Denazifichiamo!". Profili da tempo dormienti e che vengono riattivati per diffondere tutte le bugie della propaganda russa, tanto da costringere Fb a sospendere una quarantina di profili per diffusione di notizie false.
Infine, la vecchia macchina italiana del consenso - quella molto attiva al tempo del governo giallo-verde - che magicamente si risveglia per veicolare i messaggi di propaganda filo-putiniana. E gridare alla censura davanti alle parole di Ursula von der Leyen che ieri ha annunciato la messa al bando in Europa Sputnik e Russi…
Iscriviti alla newsletter quotidiana gratuita sul conflitto
LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA
ROMA - Un video con la traduzione simultanea in italiano del discorso alla nazione di Vladimir Putin, prima dell'attacco all'Ucraina. I militari che smontano le bandiere giallo blu, al grido (sempre in italiano, dall'effetto abbastanza comico se non fosse tragico quello che sta accadendo): "Denazifichiamo!". Profili da tempo dormienti e che vengono riattivati per diffondere tutte le bugie della propaganda russa, tanto da costringere Fb a sospendere una quarantina di profili per diffusione di notizie false.
Infine, la vecchia macchina italiana del consenso - quella molto attiva al tempo del governo giallo-verde - che magicamente si risveglia per veicolare i messaggi di propaganda filo-putiniana. E gridare alla censura davanti alle parole di Ursula von der Leyen che ieri ha annunciato la messa al bando in Europa Sputnik e Russian Today, megafoni del Cremlino.
Un'escalation. Che ora preoccupa tutti in Parlamento. Non soltanto il Pd. "Al giorno d'oggi la guerra si combatte anche con la disinformazione", riflette il forzista Elio Vito, componente del Comitato di controllo sui Servizi, "è già accaduto in passato che social e piattaforme informatiche fossero utilizzati per influenzare l'opinione pubblica e, a catena, condizionare le scelte delle forze politiche e dei governi. Un tema talmente sensibile che è bene se ne parli in sede di Copasir: mai come in questo momento, la guardia va tenuta alta". Maggioranza e opposizione unite contro i tentativi del Cremlino di inquinare il nostro dibattito pubblico. "In guerra la propaganda e la disinformazione si espongono al deep fake video e foto che purtroppo vengono fatti circolare sui canali social e preoccupano perché esasperano il clima", concorda Federico Mollicone di Fdi. "Visitai da deputato il centro Nato di Riga in Lettonia, che si occupava esattamente del contrasto della guerra al deep fake russi, devo dire che monitoraggio e contrasto sono davvero efficienti". E magari, è il sottinteso, andrebbero replicati in Italia.