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La propaganda russa riattiva i canali social, Facebook blocca 50 profili

A Torino una lite fra manifestanti ucraini e sostenitori di Putin  (fotogramma)
Interrogazione del Pd sulle chat dei No Vax convertite alla controinformazione
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LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA

ROMA - Un video con la traduzione simultanea in italiano del discorso alla nazione di Vladimir Putin, prima dell'attacco all'Ucraina. I militari che smontano le bandiere giallo blu, al grido (sempre in italiano, dall'effetto abbastanza comico se non fosse tragico quello che sta accadendo): "Denazifichiamo!". Profili da tempo dormienti e che vengono riattivati per diffondere tutte le bugie della propaganda russa, tanto da costringere Fb a sospendere una quarantina di profili per diffusione di notizie false.

Infine, la vecchia macchina italiana del consenso - quella molto attiva al tempo del governo giallo-verde - che magicamente si risveglia per veicolare i messaggi di propaganda filo-putiniana. E gridare alla censura davanti alle parole di Ursula von der Leyen che ieri ha annunciato la messa al bando in Europa Sputnik e Russi…

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LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA

ROMA - Un video con la traduzione simultanea in italiano del discorso alla nazione di Vladimir Putin, prima dell'attacco all'Ucraina. I militari che smontano le bandiere giallo blu, al grido (sempre in italiano, dall'effetto abbastanza comico se non fosse tragico quello che sta accadendo): "Denazifichiamo!". Profili da tempo dormienti e che vengono riattivati per diffondere tutte le bugie della propaganda russa, tanto da costringere Fb a sospendere una quarantina di profili per diffusione di notizie false.

Infine, la vecchia macchina italiana del consenso - quella molto attiva al tempo del governo giallo-verde - che magicamente si risveglia per veicolare i messaggi di propaganda filo-putiniana. E gridare alla censura davanti alle parole di Ursula von der Leyen che ieri ha annunciato la messa al bando in Europa Sputnik e Russian Today, megafoni del Cremlino.

La guerra è anche il suo racconto. E qualcuno, in Italia, come nel resto del mondo, sta provando ad alterarlo. "La narrazione che si sta tentando di accreditare è quella dei russi - spiega una fonte italiana dell'Intelligence - lasciati soli da Europa e Stati Uniti a combattere la guerra contro i nazisti". Per capirlo basta vedere un video, taroccato, che girava ieri su decine di chat No Vax (in serata le visualizzazioni erano più di centomila) e che racconterebbe "militari ucraini che fermano le auto che si allontanano dalle zone del conflitto e arrestano gli occupanti: vogliono utilizzare i civili come scudi umani, l'occupante dell'auto scappa e riceve qualche bella raffica di mitragliatore". Il video chiaramente è un fake, chissà a cosa si riferisce. Ma indica, perfettamente, il metodo che viene utilizzato. Nel contenuto del messaggio e nelle sue modalità di diffusione. Con l'inquietante fusione tra putiniani e No Vax, come raccontato ieri da Repubblica.

Ora, di questo, dovrà occuparsene il governo. "Sulla base dei contenuti dell'inchiesta giornalistica", annuncia infatti Enrico Borghi, responsabile Sicurezza del Pd, "presenteremo un'interrogazione urgente al Viminale per chiedere informazioni su un fenomeno che sta assumendo dimensioni preoccupanti e sapere chi c'è dietro, se è in atto una forma di destabilizzazione del Paese". Proprio il Copasir, di cui Borghi fa parte, a maggio del 2020 aveva lanciato un allarme specifico sulla disinformazione di matrice russa in Italia. Era stato provato come fossero stati creati account specifici che twittavano in italiano cavalcando "le teorie complottiste sulla diffusione del coronavirus" per "creare sfiducia nei governi occidentali e i loro sistemi sanitari". Si sono mossi in queste ore poi siti riconducibili a personaggi che avevano lavorato con il M5S e una catena di profili che avevano attaccato Repubblica, rilanciando le accuse del ministero degli Esteri russo dopo lo scoop di novembre che aveva svelato i movimenti delle truppe ex sovietiche al confine con l'Ucraina.

Un'escalation. Che ora preoccupa tutti in Parlamento. Non soltanto il Pd. "Al giorno d'oggi la guerra si combatte anche con la disinformazione", riflette il forzista Elio Vito, componente del Comitato di controllo sui Servizi, "è già accaduto in passato che social e piattaforme informatiche fossero utilizzati per influenzare l'opinione pubblica e, a catena, condizionare le scelte delle forze politiche e dei governi. Un tema talmente sensibile che è bene se ne parli in sede di Copasir: mai come in questo momento, la guardia va tenuta alta". Maggioranza e opposizione unite contro i tentativi del Cremlino di inquinare il nostro dibattito pubblico. "In guerra la propaganda e la disinformazione si espongono al deep fake video e foto che purtroppo vengono fatti circolare sui canali social e preoccupano perché esasperano il clima", concorda Federico Mollicone di Fdi. "Visitai da deputato il centro Nato di Riga in Lettonia, che si occupava esattamente del contrasto della guerra al deep fake russi, devo dire che monitoraggio e contrasto sono davvero efficienti". E magari, è il sottinteso, andrebbero replicati in Italia.