È stato bocciato l'emendamento soppressivo della riforma del catasto presentato dal centrodestra in commissione Finanze alla Camera. La riforma voluta dal governo è dunque salva ma la maggioranza si è spaccata con FI, Lega e Fdi che hanno votato a favore della proposta di soppressione. I voti contrari sono stati 22, i favorevoli 23. "Il centrodestra ha appena tentato di far cadere il governo Draghi sul riordino del catasto. Non vi è riuscito per un soffio. Abbiamo tenuto. Sembra una fake news, in uno dei giorni più drammatici della nostra storia recente. Purtroppo è una notizia vera. Sono senza parole", scrive su il segretario del Pd, Enrico Letta. E a caldo, un "esterrefatto" Matteo Salvini chiede a
al presidente del Consiglio, Mario Draghi un appuntamento. "Non mi spiego l'insistenza di queste ore sulla revisione del catasto e il conseguente, negativo segnale di un futuro aumento di tasse" sembra abbia detto il leader della Lega al premier - Abbiamo "una folle guerra alle porte dell'Europa, per fermare la quale ti abbiamo dato piena fiducia". Ricordando poi gli altri problemi sul tavolo: le bollette, l'inflazione, la crisi economica e sociale alle porte, il Covid e milioni di italiani bloccati dalle restrizioni.
Forza Italia poco prima del voto aveva parlato di "menzogne della Sinistra sul catasto Fratelli d'Italia. "Porre la riforma del catasto come la condizione per la sopravvivenza del Governo Draghi dimostra quanto questo Esecutivo sia lontano dalla realtà e dai problemi degli italiani. È patetico assistere in queste ore a vertici, trattative e litigi su un provvedimento che ha come unico obiettivo quello di aumentare agli italiani le tasse sulla casa. Questa è la verità e le menzogne del Pd e della sinistra sono inaccettabili perché tutti sanno che questa riforma avrà finalità fiscali". A dirlo Marco Osnato, Lucia Albano e Galeazzo Bignami, deputati di Fratelli d'Italia e componenti della commissione Finanze. Un risultato, con lo scarto di un solo voto. "Decisivo quello di Colucci (NcI) che ha votato con il Pd", scrive su Twitter il deputato della Lega, Claudio Borghi. Alessandro Colucci chiamato in causa, spiega così la sua scelta:" "La casa è un bene primario e prezioso, non c'è e non ci dovrà essere alcun aumento della tassazione, che peraltro già oggi è troppo alta. Noi con l'Italia ha valutato nel merito il tema ed ha deciso di ritirare la firma del presidente Lupi dall'emendamento soppressivo perché l'aggiornamento catastale, approvato in Consiglio dei Ministri, è un atto necessario e città come Roma e Milano l'hanno già fatto. Restiamo convinti anche della necessità di non alimentare tensioni nel governo in un momento critico come questo, con la guerra alle porte dell'Europa".
Ecco come cambia il catasto
Una giornata concitata quella di oggi in Aula. Una giornata che si era aperta con la Lega pronta a non fare passi indietro. La commissione Finanze della Camera (che sta esaminando la delega fiscale in cui è contenuta la riforma del catasto) era stata convocata nel pomeriggio, interrotta e poi riprogrammata per consentire lo svolgimento di un vertice di maggioranza che potesse esaminare la nuova formulazione dell'art. 6 della riforma. Le trattative serrate tra maggioranza e governo sono andate avanti. Il capogruppo di FI Paolo Barelli, il capogruppo di FI in commissione Finanze Antonio Martino e il capo dei dipartimenti del partito azzurro Alessandro Cattaneo, dopo essere andati a palazzo Chigi, hanno incontrato il presidente Luigi Marattin (che poi ha visto il capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio, Antonio Funiciello) per lavorare su un testo di mediazione che però non ha trovato l'accordo di tutta la maggioranza. E al termine della riunione, i deputati della Lega in commissione Finanze hanno dichiarato: "Abbiamo tentato fino all'ultimo la mediazione: non accettiamo l'aggiornamento costante dei valori di mercato che significa più tasse, hanno deciso loro di rompere la trattativa. Chiediamo il voto sul nostro emendamento soppressivo dell'articolo sul catasto". Alla fine, il testo non è stato depositato in commissione Finanze. Si è quindi tornati quindi a votare l'originaria proposta di FI Lega e FdI di cancellare la riforma dalla delega, viene riferito. Il tutto mentre il premier Draghi chiamava Berlusconi. Uno scambio di idee che comunque non servirà. FI, poco dopo, voterà ugualmente a favore (con Lega e FdI).