Cgil nel mirino: dopo l'assalto di ottobre a Roma, intimidazioni neofasciste alle sedi locali
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliMILANO - L'assalto di neofascisti e no vax alla sede nazionale della Cgil dello scorso 9 ottobre è stato il caso più eclatante, rumoroso e simbolicamente significativo. Ma il sindacato rimane tuttora nel mirino, seppur in maniera più silenziosa. Perché da allora, a cadenza settimanale le Camere del Lavoro, da nord a sud, rimangono l'obiettivo prediletto per azioni simboliche della stessa area grigia a metà tra estrema destra e complottismo anti-vaccinale. L'elenco e le fotografie di sfregi, scritte sui muri, minacce - addirittura una molotov rinvenuta fuori dalla sede della Cgil di Jesi - è lungo.
MILANO - L'assalto di neofascisti e no vax alla sede nazionale della Cgil dello scorso 9 ottobre è stato il caso più eclatante, rumoroso e simbolicamente significativo. Ma il sindacato rimane tuttora nel mirino, seppur in maniera più silenziosa. Perché da allora, a cadenza settimanale le Camere del Lavoro, da nord a sud, rimangono l'obiettivo prediletto per azioni simboliche della stessa area grigia a metà tra estrema destra e complottismo anti-vaccinale. L'elenco e le fotografie di sfregi, scritte sui muri, minacce - addirittura una molotov rinvenuta fuori dalla sede della Cgil di Jesi - è lungo.