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La piazza dei non equidistanti a Firenze e in 100 città europee: "Con l'Ucraina e contro Putin"

Alla manifestazione unitaria sta lavorando il sindaco del capoluogo toscano, Nardella, che ha promosso l'evento in contemporanea con alcune capitali. Adesione di Pd, Iv, Leu e di tutti i sindacati
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ROMA - Stavolta non ci saranno distinguo. Non si porranno condizioni. Non risuoneranno slogan antagonisti. Stavolta - a una settimana esatta da Piazza San Giovanni, teatro di infinite polemiche - si terrà una grande manifestazione di carattere europeo, aperta a chiunque voglia dire no alla guerra di Vladimir Putin, testimoniare solidarietà agli ucraini, invocare l'immediato cessate il fuoco. Senza ambiguità e, soprattutto, nessuna equidistanza. Organizzata in uno degli angoli più suggestivi di Firenze: la città di Giorgio La Pira, il "sindaco santo", fautore instancabile del dialogo e della concordia tra i popoli.

Se tutto va come deve, sabato prossimo anche l'Italia - forse l'unico Paese al mondo che è riuscito a dividersi persino sulla pace - ospiterà la sua prima mobilitazione unitaria a sostegno dell'Ucraina. O almeno è quello a cui sta lavorando Dario Nardella, il sindaco del capoluogo toscano …

ROMA - Stavolta non ci saranno distinguo. Non si porranno condizioni. Non risuoneranno slogan antagonisti. Stavolta - a una settimana esatta da Piazza San Giovanni, teatro di infinite polemiche - si terrà una grande manifestazione di carattere europeo, aperta a chiunque voglia dire no alla guerra di Vladimir Putin, testimoniare solidarietà agli ucraini, invocare l'immediato cessate il fuoco. Senza ambiguità e, soprattutto, nessuna equidistanza. Organizzata in uno degli angoli più suggestivi di Firenze: la città di Giorgio La Pira, il "sindaco santo", fautore instancabile del dialogo e della concordia tra i popoli.

Se tutto va come deve, sabato prossimo anche l'Italia - forse l'unico Paese al mondo che è riuscito a dividersi persino sulla pace - ospiterà la sua prima mobilitazione unitaria a sostegno dell'Ucraina. O almeno è quello a cui sta lavorando Dario Nardella, il sindaco del capoluogo toscano che ha promosso l'evento in contemporanea con alcune capitali europee: da Parigi a Vienna, passando per Madrid, Helsinky, Amsterdam, Zagabria, Nizza, Rotterdam, Lipsia. Un centinaio di città con più di 250mila abitanti, ma le adesioni sono in via di aggiornamento, che fanno parte della rete Eurocities di cui Nardella è presidente e che hanno risposto all'appello lanciato la settimana scorsa al summit di Marsiglia: "Propongo di invitare le nostre comunità locali a unirsi e a condividere un momento di solidarietà". Per far sentire la pressione dell'opinione pubblica continentale sul Cremlino e spingerlo a una tregua che risparmi la vita a milioni di innocenti, riaffermando i valori di libertà e democrazia.

"La nostra ambizione", spiega il primo cittadino di Firenze, "è realizzare la più imponente manifestazione mai fatta dall'inizio del conflitto russo a difesa del popolo ucraino". Che parte dalle città perché "sono le realtà più colpite da questa guerra, l'epicentro della violenza sui civili, dove si buttano giù i palazzi, si bombardano scuole e ospedali, si devastano le strade". E dunque l'iniziativa, pianificata nella cornice di Santa Croce e delle altre cento piazze europee, sarà sì "di pace, ma anche un urlo di rabbia contro la distruzione dei centri urbani e delle persone che lì vivono". Preceduto da una miriade di marce e sit-in in vari comuni in giro per l'Italia: hanno già detto sì Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino e altri si aggiungeranno.

Una kermesse solidale e diffusa, che alle 15 convergerà nel maxi-raduno fiorentino. Al quale parteciperanno il Pd, rappresentato dal segretario Enrico Letta e tantissimi parlamentari; Iv, +Europa, Verdi e Leu. Con l’incognita M5S. "Ma io ho chiamato tutte le forze politiche e sindacali", specifica il sindaco, che sta parlando pure con Forza Italia. E dunque, un po' a sopresa, ci saranno Cgil e Uil, già protagoniste in Piazza San Giovanni. "Mi ha telefonato il sindaco di Firenze e ho accolto il suo invito", conferma Maurizio Landini: "Noi sin dal principio abbiamo fatto appello alla diplomazia, ora occorre riporre le armi e lavorare strenuamente per una tregua". In sintonia con l’altro segretario generale, Pier Paolo Bombardieri: «Ovunque ci sia un’iniziativa di pace, la Uil c’è». Insieme alla Cisl di Luigi Sbarra (che invece dalla kermesse romana si era dissociato). E contatti sono stati avviati con Anpi e Arci, anche loro piuttosto critici sugli aiuti militari.

Soprattutto ci sarà l’ambasciatore ucraino in Italia, Yaroslav Melnyck: "Mi ha assicurato che verrà", incalza Nardella, "una bella notizia poiché è la prima volta che prenderà parte a una manifestazione pubblica". Dove si spera intervenga pure la comunità russa perché "noi non siamo di fronte alla guerra di un popolo contro un altro popolo, ma a una guerra scatenata irresponsabilmente da Putin contro un popolo inerme". Una precisa scelta di campo, con un obiettivo chiaro: "Dare una forte scossa all’opinione pubblica e a tutti i governi". Uniti, in nome della pace.