Fine vita, ok della Camera a morte medicalmente assistita. Valanga di emendamenti, agguati dietro l'angolo
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioStop all'eutanasia: è stata bocciata ieri sera la modifica che la introduceva. Ma la legge sul suicidio assistito è entrata oggi nel vivo. In aula alla Camera saranno votati gli otto articoli che la compongono, anche se l'approvazione definitiva con ogni probabilità slitta a domani.
Innanzitutto, stamani Fratelli d'Italia ha ritirato la richiesta avanzata ieri di procedere a scrutinio segreto su tutte le votazioni sugli emendamenti e sugli articoli della proposta di legge. A seguire, l'Aula ha dato il via libera all'articolo 2 della proposta di legge sul fine vita. I voti a favore sono stati 223, i voti contrari 168. L'articolo due della proposta di legge sul fine vita è uno degli architravi dell'intero testo in quanto definisce i contenuti della legge stessa.
Il testo dunque finora ha tenuto. Gli agguati però sono dietro l'angolo. La destra ha presentato circa 200 emendamenti e vuole fermare la legge. Da sinis…
Stop all'eutanasia: è stata bocciata ieri sera la modifica che la introduceva. Ma la legge sul suicidio assistito è entrata oggi nel vivo. In aula alla Camera saranno votati gli otto articoli che la compongono, anche se l'approvazione definitiva con ogni probabilità slitta a domani.
Innanzitutto, stamani Fratelli d'Italia ha ritirato la richiesta avanzata ieri di procedere a scrutinio segreto su tutte le votazioni sugli emendamenti e sugli articoli della proposta di legge. A seguire, l'Aula ha dato il via libera all'articolo 2 della proposta di legge sul fine vita. I voti a favore sono stati 223, i voti contrari 168. L'articolo due della proposta di legge sul fine vita è uno degli architravi dell'intero testo in quanto definisce i contenuti della legge stessa.
Il testo dunque finora ha tenuto. Gli agguati però sono dietro l'angolo. La destra ha presentato circa 200 emendamenti e vuole fermare la legge. Da sinistra se ne vogliono allargare le maglie, perché giudicata troppo restrittiva, persino meno inclusiva della sentenza della Consulta del 2019, quella sul caso di Marco Cappato, processato e poi assolto, per avere aiutato nel suicidio medicalmente assistito Dj Fabo.
Ebbene ieri, nella riunione dei deputati del Pd si è discusso di questo. Un gruppo - tra cui Barbara Pollastrini, Giuditta Pini, Andrea Giorgis, Michele Bordo - ha chiesto che alcuni paletti venissero rimossi. Ad esempio, il requisito in base al quale solo se attaccati a macchine di sostegno vitale si possa accedere al suicidio assistito. O l'altro, che prevede si passi prima attraverso le cure palliative. Alfredo Bazoli, il relatore dem, spiega: "Il testo è il punto di compromesso raggiunto, toccarlo potrebbe significare vedere naufragare tutto".
Intanto è stato approvato anche il primo articolo, dove è indicata la mission della legge, ovvero "la facoltà della persona affetta da una patologia irreversibile e con prognosi infausta o da una condizione clinica irreversibile di richiedere assistenza medica, al fine di porre fine volontariamente e autonomamente alla propria vita".
Finora una settantina di voti di scarto sembrano assicurare la maggioranza. La destra compatta, da Fratelli d'Italia a Lega, Forza Italia e Coraggio Italia, ha tentato ieri il blitz con un emendamento "svuota legge", che prevedeva cioè solo il rifiuto dell'accanimento terapeutico. Respinto con 252 no, 5 astenuti e 180 a favore, che è comunque meno della somma dei voti del centrodestra. È il segnale che le divisioni sono trasversali e i dissensi anche nella destra.
Invece, l'emendamento di Riccardo Magi e Giorgio Trizzino, che riprendeva il quesito sull'eutanasia del referendum bocciato dalla Consulta, ha raccolto 52 voti a favore e 389 contrari.
"La legge sul fine vita prosegue il suo percorso: è la conferma di una solida maggioranza che sostiene questo testo, decisa a tradurlo in legge", commenta Mario Perantoni, il presidente grillino della commissione Giustizia della Camera. Oggi sarà il giorno dei nodi da sciogliere, perché gli articoli 2 e 3 affrontano le questioni più delicate sul suicidio assistito, ovvero chi può accedervi, chi deve dare il via libera, e l'obiezione di coscienza di medici e personale sanitario. Riunioni e colloqui sono previsti. Anche l'altro relatore Nicola Provenza dei M5S, è convinto sia indispensabile mantenere l'equilibrio raggiunto.
Debora Serracchiani, la capogruppo dem, ha chiuso ieri la riunione del gruppo blindando il testo così com'è, non aprendo alle modifiche del radicale Magi, come era stato chiesto appunto da una parte dei deputati del Pd.