Salvini, non solo t-shirt di Putin. Dalle mascherine alla citofonata "lei spaccia?": tutte le gaffe del leghista
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoÈ finito pure sulla Treccani, senza suggerimenti di sinonimi, che pure verrebbero in mente (e in rima baciata): la "salvinata" è la "trovata", "l'uscita tipica del politico Matteo Salvini". In tremila giorni da segretario della Lega, c'è abbastanza materiale grezzo da farne una miniserie, sul misto di inciampi, figuracce, giravolte, del Capitano rimasto senza felpa e magliette di Vladimir Putin. Anche allontanandosi dal filone di più stringente ilarità, naturalmente quello russo, in voga come mai in queste ore di voltafaccia e imbarazzi lavati malissimo al confine polacco-ucraino, c'è una collezione abbondante di salvinate out of topic.
A tema sanitario, resterà negli annali social quel "No?", subito meme, dopo il tele-disagio a DiMartedì, davanti a Giovanni Floris, che gli chiedeva conto dei selfie, specialità della casa, senza mascherina con i fan assembrati …
È finito pure sulla Treccani, senza suggerimenti di sinonimi, che pure verrebbero in mente (e in rima baciata): la "salvinata" è la "trovata", "l'uscita tipica del politico Matteo Salvini". In tremila giorni da segretario della Lega, c'è abbastanza materiale grezzo da farne una miniserie, sul misto di inciampi, figuracce, giravolte, del Capitano rimasto senza felpa e magliette di Vladimir Putin. Anche allontanandosi dal filone di più stringente ilarità, naturalmente quello russo, in voga come mai in queste ore di voltafaccia e imbarazzi lavati malissimo al confine polacco-ucraino, c'è una collezione abbondante di salvinate out of topic.
A tema sanitario, resterà negli annali social quel "No?", subito meme, dopo il tele-disagio a DiMartedì, davanti a Giovanni Floris, che gli chiedeva conto dei selfie, specialità della casa, senza mascherina con i fan assembrati a distanza ravvicinatissima. Era il giugno del 2020, l'Italia usciva fuori dal lockdown, tempi di restrizioni severe. "Ma posso togliermi la mascherina per fare una foto con una signora?", chiedeva Salvini spazientito. "Eh, no. Se non sta a un metro e mezzo, no", rispondeva il conduttore al segretario leghista, sguardo zaloniano, che cadeva dalle nubi.
C'è poi il filone a tema droghe, fecondo di svarioni quasi quanto quello putiniano. È epica del "cringe" la citofonata bolognese "Scusi lei spaccia?", sul sentito dire dei passanti del quartiere Pilastro. E l'archiviazione recente alla querela per diffamazione risolve certo la bega legale, meno l'ammaccatura d'immagine. Anche perché questa particolare sotto-sezione delle salvinate non si esaurisce qui, basta pensare alle foto col capo ultrà del Milan fresco di patteggiamento per spaccio (era il 2018, "sono un indagato fra indagati", la replica dopo le polemiche).
Sfogliando l'album delle gaffe, c'è qualche salvinata perfino ingegneristica: estate 2020, eccolo sul ponte di Genova, dove per poco non ha eguagliato Danilo Toninelli quando, caschetto giallo in testa, elogiò il viadotto che "si autoalimenterà con i pannelli di metano". Che non erano di metano, ma fotovoltaici.
Alla voce salvinate internazionali, la più celebre è del 2014, la segreteria del Capitano era agli inizi, e mentre il neo-leader svezzava la Bestia per lanciarla contro Bruxelles, l'eurodeputato belga Marc Tarabella lo sgridava nell'emiciclo come uno scolaretto: "È una vergogna sentirla in Aula. Per un anno e mezzo abbiamo lavorato con gli altri, ma lei non l'abbiamo mai vista. Sei un fannullone!". Qualche anno dopo, davanti a quello stesso parlamento, sfoggiò la famosa maglia di Putin. Perché come le fette di nutella, una salvinata tira l'altra.