Sardegna, la Consulta salva le nuove province. Solinas: "Riconosciuta la nostra autonomia"
di Monia Melis , di Monia MelisL'ultima parola sulle province della Sardegna arriva - ancora - da Roma. A suon di sentenze. La Corte costituzionale ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso del governo nazionale contro l'ultima riforma regionale degli Enti locali approvata ad aprile 2021. Al momento - secondo la legge numero sette - sono dunque sei le province isolane: solo due ricalcano quelle storiche con un unico capoluogo, rispettivamente Nuoro e Oristano. Le altre quattro sono: Nord Est Sardegna - ovvero la Gallura, con centri di riferimento Olbia e Tempio Pausania; Ogliastra, con capoluoghi Tortolì e Lanusei; il Medio Campidano a sud, con Sanluri e Villacidro e a sud ovest il Sulcis Iglesiente i cui capoluoghi sono Carbonia e Iglesias. A questa rete si aggiunge la grande novità, tanto attesa dal nord della Sardegna: la città metropolitana di Sassari che fa il paio con quella già esistente di Cagliari, capoluogo di Regione. La rivoluzione, però, non lascia indenn…
L'ultima parola sulle province della Sardegna arriva - ancora - da Roma. A suon di sentenze. La Corte costituzionale ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso del governo nazionale contro l'ultima riforma regionale degli Enti locali approvata ad aprile 2021. Al momento - secondo la legge numero sette - sono dunque sei le province isolane: solo due ricalcano quelle storiche con un unico capoluogo, rispettivamente Nuoro e Oristano. Le altre quattro sono: Nord Est Sardegna - ovvero la Gallura, con centri di riferimento Olbia e Tempio Pausania; Ogliastra, con capoluoghi Tortolì e Lanusei; il Medio Campidano a sud, con Sanluri e Villacidro e a sud ovest il Sulcis Iglesiente i cui capoluoghi sono Carbonia e Iglesias. A questa rete si aggiunge la grande novità, tanto attesa dal nord della Sardegna: la città metropolitana di Sassari che fa il paio con quella già esistente di Cagliari, capoluogo di Regione. La rivoluzione, però, non lascia indenne la principale città sarda: la nuova città metropolitana di Cagliari comprende infatti 71 comuni, al posto dei 17 precedenti dell'area vasta. Di fatto questa nuova estensione - e il ritorno della provincia del Sulcis - fa sparire la provincia del Sud Sardegna, così come quella di Sassari. Via anche la Rete metropolitana di Sassari, un'etichetta considerata un contentino non sufficiente dagli amministratori del nord ovest. Di fatto la mappa attuale prevede sei province e due città metropolitane per un milione e seicentomila residenti in totale, distribuiti anche nelle zone interne, isolate e poco popolate. Con picchi al ribasso di nemmeno 55mila in Ogliastra e 94mila nel Medio Campidano.
Le ragioni della bocciatura
Il Consiglio dei ministri, lo scorso giugno, aveva impugnato uno specifico articolo della legge, il numero sei che riguarda l'accertamento della volontà dei territori. Considerato che il nuovo assetto, stabilito per legge, coinvolge i singoli comuni si sosteneva l'obbligo di una consultazione preventiva. Ossia un referendum sui cambi di provincia. Ma non c'è stato appunto nessun parere tramite voto, l'iter è stato politico e istituzionale. Peccato che, rileva la Consulta ora, il ricorrente - vale a dire - il governo avrebbe dovuto estendere il rilievo a tutta la legge. Non solo a un pezzo. Da qui la bocciatura del ricorso perché "carente l'interesse all'impugnazione".
Il balzo all'indietro
La geografia delle province, ora salvate dalla Consulta, fa quindi un balzo all'indietro di vari anni. Era il 2001, infatti, quando fu approvata la prima norma regionale che moltiplicava le quattro tradizionali province distribuite più o meno secondo i punti cardinali. Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari che arrivava fino alla Gallura. Così arrivarono anche Medio Campidano, Sulcis Iglesiente, Ogliastra e Gallura operative dal 2005. Tutto fino al 2012 quando un referendum regionale consultivo sul riassetto delle province, vale a dire il taglio delle ultime arrivate, sfiora il 97 per cento dei sì (sebbene con una percentuale di voti sotto il 40 per cento). È l'onda dei quesiti ribattezzati anticasta e così le province più giovani vengono commissariate. Ma non è detta, appunto, la parola fine.
La riforma del 2016 e le elezioni saltate
La soppressione delle quattro oggetto del referendum, più la provincia di Cagliari, avviene con la riforma del 2016 della giunta di centrosinistra. Che fa nascere il Sud Sardegna e ripristina la maxi provincia di Sassari che ingloba la Gallura. A partire da qui i malumori si moltiplicano e spingono per le velleità dei territori, di fatto saltano le elezioni provinciali e tornano gli amministratori straordinari di nomina regionale. Punto e a capo fino alla legge che le rianima sotto l'attuale legislatura di centrodestra di Christian Solinas, come da suo programma elettorale, con il supporto dell'assessore agli Enti locali, il gallurese Quirico Sanna. "Un'altra importante affermazione dell'autonomia della Sardegna - così commenta il presidente della Regione Solinas -. La sentenza - rimarca - certifica ulteriormente, ce ne fosse ancora bisogno, che il Consiglio regionale ha pieno diritto di legiferare nelle materie di sua competenza, senza indebite interferenze dello Stato".