Autismo, il Parlamento in pressing sul governo con 2 mozioni. Costa: "Più fondi e più assistenza"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - Il governo assicura che non sarà l’ennesima promessa non mantenuta in fatto di fragilità, salute e aiuto alle famiglie. D’altra parte, sull’autismo in Parlamento si sono messi d’accordo tutti i partiti, dal Pd alla Lega, dai renziani a Fratelli d’Italia che sta all’opposizione, dai grillini a Forza Italia alla sinistra. Due mozioni sono state approvate all’unanimità alla Camera nei giorni scorsi per chiedere iniziative concrete, precise, per fronteggiare difficoltà che il Covid ha acuito. In Italia si stimano tra le 300 e le 500 mila persone affette da disturbi dello spettro autistico, ne sarebbe colpito 1 bambini su 77 nella fascia d’età tra 7 e 9 anni.
ROMA - Il governo assicura che non sarà l’ennesima promessa non mantenuta in fatto di fragilità, salute e aiuto alle famiglie. D’altra parte, sull’autismo in Parlamento si sono messi d’accordo tutti i partiti, dal Pd alla Lega, dai renziani a Fratelli d’Italia che sta all’opposizione, dai grillini a Forza Italia alla sinistra. Due mozioni sono state approvate all’unanimità alla Camera nei giorni scorsi per chiedere iniziative concrete, precise, per fronteggiare difficoltà che il Covid ha acuito. In Italia si stimano tra le 300 e le 500 mila persone affette da disturbi dello spettro autistico, ne sarebbe colpito 1 bambini su 77 nella fascia d’età tra 7 e 9 anni.
E quindi dovrebbe aumentare il fondo a disposizione passando a 25 milioni di euro. Ma le altre iniziative sono il coordinamento a livello nazionale di una rete scientifica e epidemiologica che promuova studi e ricerche finalizzati a raccogliere dati aggiornati, anche in raccordo con le altre esperienze europee. Il monitoraggio ovviamente, delle buone pratiche terapeutiche è da considerarsi prioritario.
L’altro impegno del governo è di potenziare i servizi di neuropsichiatria infantile e dei dipartimenti di salute mentale. E qui bisogna ci sia una differenziazione, ovvero i poli per minori e per adulti, secondo il modello degli hub. E’ importante che i trattamenti siano “precoci, tempestivi e completi”. C’è quindi il capitolo ospedali, che il governo sembra avere recepito, ovvero la necessità che anche nei pronto soccorso, nelle case di cura, ci siano percorsi e personale formato proprio per gestire le persone con disturbo dello spettro autistico. Con i fondi del Pnrr alcuni adeguamenti sono possibili. Quindi da prevedere la presenza in queste situazioni di caregiver familiari oppure dell’assistente domiciliare.
Il sottosegretario Costa assicura che si sta lavorando anche ad aumentare l’assistenza domiciliare da parte dei servizi assistenziali, riabilitativi e sociali. Occorre una risposta capillare, sul territorio: è quella che hanno chiesto le famiglie e di cui al ministero della Salute sono consapevoli. Altro step, su cui il governo starebbe lavorando è la formazione per il personale scolastico. C’è poi il problema dell’inserimento lavorativo delle persone con disturbi autistici. Nella fase della pandemia e del lockdown c’è stato il rischio di sospensione dei servizi socio-educativi e assistenziali per le persone autistiche: da scongiurare per il futuro e anche con una normativa ad hoc.
Questi sono i punti su cui il ministero è al lavoro. Sempre Costa: “L’attenzione da parte nostra è massima”. La risposta alle due mozioni - una della grillina Virginia Villani (ma che riassumeva quelle dei partiti della maggioranza di governo) e l’altra di Francesco Lollobrigida, capogruppo di FdI – dovrebbe essere su tutte le richieste presentate, inclusa una rete di centri di screening. Nell’anno che manca alla fine della legislatura, nonostante la drammaticità della situazione internazionale con la guerra in Ucraina e l’emergenza - ora sotto controllo ma non superata – del Covid, soprattutto i genitori di bambini autistici chiedono una svolta di norme e iniziative.