Del Ponte: "Subito il mandato di cattura: Putin è un criminale"
di Liana MilellaROMA - Un mandato di cattura contro Putin? "Mi auguro che sia emesso il prima possibile". Zelensky chiede giustizia? "Fa bene a insistere". Sparare contro i corridoi umanitari? "È un crimine contro l'umanità". Il no alla "no fly zone"? "Capisco il no, ma mi chiedo se il prezzo può essere il sacrificio della popolazione civile dell'Ucraina...". A Repubblica risponde Carla Del Ponte, l'ex procuratore generale svizzero ed ex chief prosecutor del Tribunale dell'Aja per l'ex Jugoslavia.
Lei ha incriminato Milosevic e Karadzic, l'ispiratore e l'esecutore materiale dei massacri in Bosnia. Sarà possibile agire nello stesso modo con Putin?
"So che il procuratore della Corte penale internazionale ha aperto un'inchiesta per i crimini di guerra e contro l'umanità che sono stati commessi e si commettono tuttora durante il conflitto in Ucraina. Le prove permetteranno non s…
ROMA - Un mandato di cattura contro Putin? "Mi auguro che sia emesso il prima possibile". Zelensky chiede giustizia? "Fa bene a insistere". Sparare contro i corridoi umanitari? "È un crimine contro l'umanità". Il no alla "no fly zone"? "Capisco il no, ma mi chiedo se il prezzo può essere il sacrificio della popolazione civile dell'Ucraina...". A Repubblica risponde Carla Del Ponte, l'ex procuratore generale svizzero ed ex chief prosecutor del Tribunale dell'Aja per l'ex Jugoslavia.
Lei ha incriminato Milosevic e Karadzic, l'ispiratore e l'esecutore materiale dei massacri in Bosnia. Sarà possibile agire nello stesso modo con Putin?
"So che il procuratore della Corte penale internazionale ha aperto un'inchiesta per i crimini di guerra e contro l'umanità che sono stati commessi e si commettono tuttora durante il conflitto in Ucraina. Le prove permetteranno non solo di stabilire quali e quanti ne sono stati commessi, ma anche di identificare gli autori. Ma il primo responsabile è sicuramente il presidente Putin. E con lui tutti i politici e i militari con incarichi di responsabilità. Il problema è che l'inchiesta dev'essere condotta velocemente affinché si possa emanare un atto d'accusa e ottenere un mandato di arresto internazionale contro gli accusati".
L'esercito russo ormai è a Kiev. I civili, uccisi e seppelliti nelle fosse comuni, non si contano più. Milioni di profughi. Questa indagine dell'Aja non è già in ritardo?
"No, l'inchiesta non lo è. Giustamente è partita pochi giorni dopo i primi crimini, perché sin dall'inizio sono stati intenzionalmente uccisi dei civili. Quello che non avrei voluto mai più vedere sono le fosse comuni. Intanto perché non tutti sono stati identificati e sicuramente non è stata accertata la causa di morte, cioè i due elementi indispensabili per l'inchiesta. E non basta di certo che siano stati chiusi in sacchi di plastica".
Il presidente Zelensky sta chiedendo giustizia da 17 giorni, ma in realtà non si muove niente di concreto...
"Zelensky fa bene a chiedere giustizia e a ripeterlo continuamente. In questo caso però non è vero che la giustizia è lenta, perché l'inchiesta è già partita solo dopo pochi giorni".
Secondo gli esperti di diritto internazionale sarebbe necessario un nuovo tribunale perché quello dell'Aja ha giurisdizione solo su tre crimini - genocidio e crimini di guerra e contro l'umanità - ma non su quelli di aggressione come nel caso della Russia sull'Ucraina.
"Intanto l'inchiesta contro i crimini più gravi contro l'umanità potrebbe già di per sé bastare perché congloba tutte le atrocità commesse. E poi il reato di aggressione è già stato incluso nello statuto della Corte dell'Aja, per cui anche su questo c'è una piena giurisdizione. Effettivamente proprio questo reato è il più eclatante e facilmente dimostrabile".
Ma è proprio convinta che si possa spiccare un mandato di cattura internazionale nei confronti di Putin e arrivare ad arrestarlo?
"Sono sicura, e mi auguro che avvenga il più presto possibile. Nel senso che si possa concludere velocemente una prima inchiesta, emanare un atto d'accusa e ottenere dai giudici della Corte penale un mandato d'arresto internazionale contro Putin. Questo non vuol dire che sarà arrestato perché se resta in Russia non sarà mai preso. Però gli sarà impossibile uscire dal suo Paese e questo sarebbe già un importante segnale di pubblicità negativa nei suoi confronti".
Lei dice che ci vorrà tempo, ma non si rischia la prescrizione per i suoi reati?
"Per i crimini di guerra e contro l'umanità, l'aggressione, il genocidio non c'è alcuna prescrizione. Tant'è che in Cambogia, dopo trent'anni, si è potuto procedere anche se i responsabili erano ormai pochi".
Nel 1999, con il procuratore generale di Mosca Yury Ilyich Skuratov, lei ha indagato sulla corruzione. Adesso sono in corso in Europa i sequestri dei patrimoni degli oligarchi. Ritiene che si riuscirà mai a sequestrare il denaro di Putin?
"Ricordo tuttora quanto sia stato amaro per me quel lavoro investigativo, perché le difficoltà furono enormi. Sono stata diverse volte a Mosca, non ho ottenuto niente, e anzi il procuratore è stato dimesso e messo da parte..."
Beh, almeno allora non andava ancora di moda il veleno....
"Non posso tuttora rivelare i segreti dell'inchiesta. Comunque il sequestro del patrimonio di Putin è già previsto dalle sanzioni della Ue".
Una settimana fa il commissario Borrell ha denunciato l'uso di armi severamente vietate dalla Convenzione di Ginevra. Questo non è un crimine nel crimine?
"Proprio così, l'uso di armi proibite è un crimine di guerra, lo abbiano già visto in Siria dove sono state usate le bombe a grappolo con effetti devastanti sulla popolazione civile. Ma abbiamo accertato che quelle bombe venivano proprio dalla Russia...".
Sono stati i vostri investigatori a scoprirlo?
"Certo, i resti delle bombe sono stati identificati, ma loro hanno negato".
Ha visto le immagini dei bambini morti? Massacri devastanti come quelli dell'ospedale pediatrico di Mariupol che la Russia nega.
"La tv trasmette solo aggressioni ai civili, quasi che l'esercito russo stia attaccando solo loro e le loro case. Giustificarsi con la presenza di militari non è certo un fatto nuovo perché anche in Siria facevano lo stesso. E noi lo abbiamo provato più volte".
Zelensky dice che le azioni degli invasori russi possono essere "equiparate a quelle dei terroristi dello Stato islamico". Lo giudica un paragone possibile?
"Per me è difficile dare un giudizio perché conosco bene l'attività criminale e terroristica dell'Isis per i 5 anni d'inchiesta sulla Siria. Ma so troppo poco dei dettagli di quanto in queste ore avviene in Ucraina".
Sparare sui corridoi umanitari, peraltro imposti solo verso la Russia, è o non è un crimine contro l'umanità?
"Sì, senza dubbio. Siamo di fronte a un crimine di guerra e a un crimine contro l'umanità".
E l'uso delle armi chimiche e batteriologiche di cui parlano le fonti ucraine?
"Ovviamente anche qui siamo di fronte a un altro crimine gravissimo. E del resto l'indagine sulla Siria ci ha confermato l'utilizzo indiscriminato e spregiudicato di quest'arma".
Il ministro degli Esteri ucraino Kuleba ha data per certa l'esistenza di "numerosi casi di donne stuprate dai soldati russi nelle città ucraine" proprio com'è avvenuto in Bosnia da parte dei serbi.
"Gli stupri dei militari in Bosnia sono stati qualificati dal tribunale dell'Aja per la ex Jugoslavia come un crimine di guerra, tant'è che Milosevic, se non fosse morto prima della sentenza, sarebbe stato condannato anche per questo reato contemplato nel suo d'accusa. Mi auguro però che le testimonianze delle vittime vengano raccolte il più rapidamente possibile".
Vista la sua esperienza nella commissione Onu per la Siria che impressione le fa il coinvolgimento contro l'Ucraina di 16mila uomini provenienti dalle milizie siriane assoldate da Putin?
"Se fosse vero non ci sarebbe di che stupirsi perché la Russia ha sostenuto il presidente Assad durante tutto il conflitto, e lo sostiene tuttora. E mi chiedo perché contro i crimini commessi in Siria non si sia fatto nulla, tant'è che mi sono dimessa dalla commissione. Mi auguro adesso che la vicenda ucraina faccia aprire finalmente un dossier su quei delitti che peraltro continuano tuttora".
Già, il 6 agosto 2017 lei si è dimessa dalla commissione dell'Onu, ma la situazione non è cambiata.
"Certo, l'Ucraina è a un passo da noi e questa guerra tocca gli interessi europei e americani. La Siria è lontana, Assad non è Zelensky ed è alleato di Putin, ma le vittime civili e il crimine di guerra contro l'umanità sono esattamente la stessa cosa".
Zelensky insiste da giorni sulla "no fly zone". In alternativa vuole gli aerei. "Li pilotiamo noi" ha detto. Usa ed Europa rispondono che non si può scatenare la terza guerra mondiale.
"Considero più che giustificata la preoccupazione di una terza guerra mondiale che certo va evitata, ma poi mi chiedo se il prezzo può essere il sacrificio della popolazione civile dell'Ucraina".