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Julianne Smith: “Basta finta neutralità sull'Ucraina. Pechino deve schierarsi dalla parte delle regole"

L'ambasciatrice americana presso la Nato: "La no-fly zone ora non è utile e ci porta in una direzione sbagliata"
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NEW YORK  - Sulla guerra in Ucraina la Cina deve "schierarsi dalla parte dell'ordine basato sulle regole". La sollecitazione viene dall'ambasciatrice americana alla Nato Julianne Smith, durante una conference call con diverse testate alla vigilia della ministeriale in programma oggi.

Quale aggressione russa provocherebbe una risposta militare Usa?
"La Nato ha una linea molto chiara sancita dall'articolo 5. Difenderemo ogni centimetro di territorio dell'Alleanza".

 

Perché siete contrari alla no fly zone, e alla consegna dei Mig polacchi agli ucraini?
"Il nostro obiettivo è porre fine alla guerra. Convincere la Russia a lasciare l'Ucraina, fermando gli attacchi contro l'esercito e i civili. Non vogliamo espandere il conflitto. La sensazione è che una no-fly zone ci porterebbe nella direzione sbagliata. C'è anche una domanda più ampia sull'utilità di questa opzione. Il rec…

NEW YORK  - Sulla guerra in Ucraina la Cina deve "schierarsi dalla parte dell'ordine basato sulle regole". La sollecitazione viene dall'ambasciatrice americana alla Nato Julianne Smith, durante una conference call con diverse testate alla vigilia della ministeriale in programma oggi.

Quale aggressione russa provocherebbe una risposta militare Usa?
"La Nato ha una linea molto chiara sancita dall'articolo 5. Difenderemo ogni centimetro di territorio dell'Alleanza".

 

Perché siete contrari alla no fly zone, e alla consegna dei Mig polacchi agli ucraini?
"Il nostro obiettivo è porre fine alla guerra. Convincere la Russia a lasciare l'Ucraina, fermando gli attacchi contro l'esercito e i civili. Non vogliamo espandere il conflitto. La sensazione è che una no-fly zone ci porterebbe nella direzione sbagliata. C'è anche una domanda più ampia sull'utilità di questa opzione. Il recente attacco alla struttura di addestramento militare, a 15 chilometri dalla Polonia, è stato lanciato da un bombardiere nello spazio aereo russo, ponendo la questione se una no-fly zone nello spazio ucraino avrebbe avuto un impatto. Sui Mig c'erano dubbi riguardo lo spostamento, i piloti, il carburante, i missili. Non era un'opzione sostenibile".

L'uso dei droni russi in territorio Nato sarebbe una linea rossa?
"Negli ultimi anni abbiamo avuto molte discussioni sull'applicazione dell'Articolo 5, ad esempio nel campo cyber. Tutti gli alleati hanno il diritto di invocarlo, ogni volta che ritengono di essere stati attaccati".
 

Cosa pensa degli sforzi della Ue affinché la Cina agisca da mediatore?
"Penso che l'obiettivo dell'incontro di Roma tra il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan e la controparte cinese fosse inviare un messaggio abbastanza chiaro che gli Usa sono ansiosi di vedere dove si collocano tutti i paesi del mondo - inclusa la Repubblica Popolare - rispetto al conflitto in Ucraina, e che devono schierarsi dalla parte dell'ordine basato sulle regole. Questo non è il momento di sedersi in disparte o fingere di poter rimanere neutrali".

Siete disposti a considerare un ponte aereo umanitario verso l'Ucraina?
"Nella nostra cooperazione con Ue, Nato, Nazioni Unite, G7 e altri forum, gli Usa sono continuamente alla ricerca di modi per creare corridoi umanitari, passaggi sicuri per chi cerca di fuggire alla violenza. La Russia ha indicato a volte di essere interessata, ma purtroppo non abbiamo notato alcun impegno da parte sua per aiutare le persone bisognose. Al contrario, abbiamo visto attacchi indiscriminati ai civili. Continueremo a cercare modi per assistere le persone, lavorando con le istituzioni multilaterali e gli alleati per garantire la sicurezza delle persone che cercano di uscire. E continueremo a chiedere ai russi, in primo luogo, di fermare gli attacchi, sperando che rispondano agli appelli della comunità internazionale".