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Draghi in conferenza stampa: "No allarmi per guerra in Ucraina, i razionamenti ci saranno solo se necessari"

Canali alternativi di approvvigionamento per alimenti e fonti energetiche. Il governo punta su Usa, Canada, Argentina e Algeria
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ROMA - Prepararsi per tempo, predisporsi a ogni possibile evenienza. Senza panico, ma cercando subito canali alternativi di approvvigionamento per fronteggiare l'eventuale penuria di alcuni alimenti e di fonti energetiche. Mario Draghi sposa un approccio pragmatico anche in tempi difficili, che promettono un'economia di guerra. "Non è ancora il caso di prepararsi all'eventualità di modificare le proprie abitudini - dice il premier -. Dobbiamo prepararci all'evenienza, ma da qui a lanciare un allarme ce ne corre". Significa costruire una rete di protezione per il Paese, approvando immediatamente aiuti per famiglie e imprese. Esplorare mercati alternativi. Progettare soluzioni: il gas da Stati Uniti, Algeria e produttori mediorientali, materie prime agricole da Nord America e Argentina. Promette un linguaggio di verità, tiene a bada allarmismi.

"Certamente tutto questo crea dei disagi - premette il capo dell'esecutivo, mentre dava…

ROMA - Prepararsi per tempo, predisporsi a ogni possibile evenienza. Senza panico, ma cercando subito canali alternativi di approvvigionamento per fronteggiare l'eventuale penuria di alcuni alimenti e di fonti energetiche. Mario Draghi sposa un approccio pragmatico anche in tempi difficili, che promettono un'economia di guerra. "Non è ancora il caso di prepararsi all'eventualità di modificare le proprie abitudini - dice il premier -. Dobbiamo prepararci all'evenienza, ma da qui a lanciare un allarme ce ne corre". Significa costruire una rete di protezione per il Paese, approvando immediatamente aiuti per famiglie e imprese. Esplorare mercati alternativi. Progettare soluzioni: il gas da Stati Uniti, Algeria e produttori mediorientali, materie prime agricole da Nord America e Argentina. Promette un linguaggio di verità, tiene a bada allarmismi.

"Certamente tutto questo crea dei disagi - premette il capo dell'esecutivo, mentre davanti ai giornalisti chiude ufficialmente l'era dell'emergenza Covid - E dobbiamo fare tre cose: diversificazione rapida, intervento sui prezzi, aiuto a famiglie e imprese. E poi, se le cose continuassero a peggiorare, dovremmo cominciare a entrare in una logica di razionamento". La parola evoca scenari che inquietano, ma per Draghi è soltanto pianificazione: proprio farsi trovare preparati significa evitare emergenze. Certo, anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco non nega l'allerta: "La guerra ha considerevolmente incrementato i rischi estremi", dice, e la "preoccupante possibilità di una carenza di gas" potrebbe costringere "per qualche tempo a un razionamento di gas ed elettricità".

Non è però un esito scontato, ripete l'ex banchiere. E tutto va calato sullo scacchiere geopolitico in rapida evoluzione. L'analisi di Draghi parte sempre da una convinzione: "Da parte di Vladimir Putin non c'è volontà di cercare la pace, ma di continuare la guerra". A volte sbocciano "speranze" di pace, puntualmente però smentite. Ma siccome la pace va cercata a ogni costo, il premier concede un centimetro di ottimismo: "Usa e Cina sono credibili. Se c'è un sentiero diplomatico da percorrere, è quello".

È esattamente la sensazione che rimbalza a Roma, dopo i sondaggi con Washington: solo il Dragone può accorciare un conflitto altrimenti lungo e doloroso. Mentre si rincorre una tregua, però, bisogna attrezzarsi al peggio. E dunque, cercare sbocchi commerciali alternativi. Alcune filiere sono in sofferenza: "Vale ad esempio per il grano e il granoturco. La sparizione temporanea di Russia e Ucraina dal mercato dei grani crea sicuramente delle mancanze serie. Per questo bisogna immediatamente andare ad approvvigionarsi in altre parti del mondo, dove peraltro c'è grande abbondanza". Le soluzioni sono note, sul fronte alimentare: Argentina e Nord America, a patto che l'Europa riveda per Canada e Stati Uniti i limiti ad alcuni tipi di materie prime a causa della questione degli Ogm. E anche il nodo energetico richiede flessibilità nell'emergenza: il gas liquido dagli Usa necessita di rigassificatori in patria, il carbone prevede la riattivazione delle centrali già messe in pensione.

Per il momento l'ex banchiere è alle prese con un'urgenza più immediata: tagliare il costo dell'energia e della benzina. Il premier vuole già oggi un testo in consiglio dei ministri. È pronto a misure importanti, a patto di ribadire due priorità: conti in ordine e ottimismo sul Pil. "Per questo intervento non ci sarà uno scostamento di bilancio. L'Italia continua crescere. E oggi nessuno in Europa vede una recessione". La verità è che il capo dell'esecutivo pensa che l'Europa debba fare di più in vista del Consiglio Ue della prossima settimana.

Per questo oggi accoglierà a Roma i premier mediterranei di Spagna, Portogallo e Grecia. E con loro chiederà acquisti e stoccaggi comuni di energia, l'unica strada per evitare concorrenze fratricide. "È necessario un tetto europeo al prezzo del gas". A Biden invece chiederà di favorire l'acquisto a prezzi ragionevoli del gas liquido statunitense. E potrà farlo faccia a faccia prima giovedì 24 marzo in occasione del vertice Nato di Bruxelles, poi a maggio quando è in agenda - conferma - una missione alla Casa Bianca. In due mesi chissà quali scenari presenterà la guerra. Non resta che ribadire il sostegno all'Ucraina, così come la disponibilità a sanzioni più stringenti. Su un punto però Draghi è fermo: l'opposizione alla no fly zone. "Non è possibile, perché significherebbe entrare in guerra. Ci sono Paesi che vorrebbero un intervento più deciso, ma la maggior parte dei partner è su questo fronte".