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Meloni: "L’Italia poteva opporsi al nazismo, ma non lo fece"

(ansa)
Napoli, manifesti col simbolo Fdi e la foto del coordinatore del partito che fa il saluto romano
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ROMA -  "Io penso che chi sostiene che l'Italia non aveva le forze di opporsi ai nazisti dice il falso, la Bulgaria lo fece, si poteva fare e non si è fatto". La leader di Fdi, Giorgia Meloni, prende le distanze dalle pagine più buie del Ventennio, dalle leggi razziali e dalle persecuzioni degli ebrei. Lo fa intervenendo alla presentazione del libro di Virman Cusenza, "Giocatori d'azzardo", edito da Mondadori.

Con lei, accanto all'autore e al direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, c'è l'ex presidente della Camera Luciano Violante, un uomo di sinistra cui Meloni riconosce "grande onestà intellettuale". La presidente di Fratelli d'Italia risponde ancora una volta a chi rimprovera al su…

ROMA -  "Io penso che chi sostiene che l'Italia non aveva le forze di opporsi ai nazisti dice il falso, la Bulgaria lo fece, si poteva fare e non si è fatto". La leader di Fdi, Giorgia Meloni, prende le distanze dalle pagine più buie del Ventennio, dalle leggi razziali e dalle persecuzioni degli ebrei. Lo fa intervenendo alla presentazione del libro di Virman Cusenza, "Giocatori d'azzardo", edito da Mondadori.

Con lei, accanto all'autore e al direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, c'è l'ex presidente della Camera Luciano Violante, un uomo di sinistra cui Meloni riconosce "grande onestà intellettuale". La presidente di Fratelli d'Italia risponde ancora una volta a chi rimprovera al suo partito nostalgie e non decise rotture con il passato: "Le parole di Fdi - dice - sono state durissime sull'antisemitismo, nella mia parte politica non ci può essere spazio per il razzismo e l'antisemitismo. Il nostro è un partito di patrioti - assicura - E d'altronde la nostra nazione non nasce su basi etniche, ma sul principio della cittadinanza romana".

Si parla di pacificazione e rispetto, a piazza di Pietra, nel commentare il libro che racconta di uno squarcio storico di pietas, del gesto dell'avvocato antifascista Enzo Paroli, che alla fine della guerra accettò di difendere Teresio Interlandi, uno dei giornalisti più vicini a Benito Mussolini e maggiormente compromessi col regime fascista, tanto da assumere la direzione della rivista "La difesa della razza".

 

"Bisogna capire se questa Nazione deve tornare a esaltare ciò che la unisce rispetto a cosa la divide. Purtroppo - afferma Meloni - ancora si disegna l'altro come un mostro, manca un senso di appartenenza comune: tutti noi, prima di essere diversi, di destra di sinistra, siamo italiani". Un messaggio di unità e di cesura con il passato che arriva nel giorno in cui a Napoli esplode la polemica attorno a un manifesto che vede Sergio Rastrelli, coordinatore cittadino di Fdi, ritratto in manifesti con il simbolo del partito mentre fa il saluto romano.

 

Rastrelli parla di "vile strumentalizzazione" di un gesto che lui ha fatto in occasione del funerale del padre Antonio: "Nulla di cui vergognarmi, è stato un ultimo saluto promesso sul letto di morte a mio padre". E anche Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato, è d'accordo: "Si tratta di un moto d'affetto, non è apologia del fascismo". Ma la cosa curiosa è che il manifesto sarebbe stato prodotto da esponenti di Fdi, o meglio da un'opposizione interna che a Napoli lamenta l'esclusione dalle liste per le Comunali e i magri risultati. "Appena individuati i responsabili li denunceremo per danno d'immagine", dice il responsabile dell'organizzazione Giovanni Donzelli.