NEW YORK - Il paradosso dell'invasione russa in Ucraina, che mette in discussione l'acume di Putin, è questo: in teoria, l'operazione aveva lo scopo dichiarato di respingere la Nato sui confini del 1997, quando aveva cominciato l'espansione verso Est; nella pratica, non solo ha resuscitato e ricompattato l'Alleanza, ma sta anche convincendo gli Usa ad aumentare le truppe stanziate sul Vecchio continente, e gli alleati a spendere di più per la difesa.
Basti un numero per tutti: i soldati americani schierati in Europa sono saliti alla soglia di 100.000 uomini, che non raggiungevano dal 2005, quando era in corso la "guerra al terrorismo" scatenata dopo l'11 settembre. Con la differenza che stavolta non ci sono spaccature, tutti sono uniti nella determinazione a respingere Putin, e già si considera di rendere permanente il cambiamento della postura.
NEW YORK - Il paradosso dell'invasione russa in Ucraina, che mette in discussione l'acume di Putin, è questo: in teoria, l'operazione aveva lo scopo dichiarato di respingere la Nato sui confini del 1997, quando aveva cominciato l'espansione verso Est; nella pratica, non solo ha resuscitato e ricompattato l'Alleanza, ma sta anche convincendo gli Usa ad aumentare le truppe stanziate sul Vecchio continente, e gli alleati a spendere di più per la difesa.
Basti un numero per tutti: i soldati americani schierati in Europa sono saliti alla soglia di 100.000 uomini, che non raggiungevano dal 2005, quando era in corso la "guerra al terrorismo" scatenata dopo l'11 settembre. Con la differenza che stavolta non ci sono spaccature, tutti sono uniti nella determinazione a respingere Putin, e già si considera di rendere permanente il cambiamento della postura.
La presenza delle forze armate Usa nel Vecchio continente, come ha sottolineato "Stars and Stripes" in una recente analisi, ha sempre fluttuato in base alle necessità. Nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale, si è toccato il massimo di oltre tre milioni di uomini, ma nel 1948 erano già scesi a 128.309. Poi era cominciata la Guerra fredda, e nel 1957 erano risaliti a 450.000, restando grosso modo sullo stesso livello per trent'anni. Nel 1987 erano calati a 350.000 soldati, ma dopo il crollo dell'Urss nel 1991 era iniziato il lungo declino.
Tra il 2001 e il 2005 c'era stata un'inversione della tendenza, risalendo a 101.000 militari, perché le basi europee erano coinvolte nelle operazioni in Afghanistan, Iraq, e altri fronti della lotta al terrorismo. Col progressivo ritiro però era ripreso il calo, a parte i 7.000 uomini inviati a rotazione in Europa orientale nel 2014, per rispondere flebilmente all'annessione russa della Crimea.
La maggioranza dei membri Nato, Italia inclusa, non aveva rispettato l'impegno preso al vertice di Cardiff di portare gli investimenti nella difesa al 2% del pil, e il presidente francese Macron era arrivato ad accusare l'Alleanza di "morte cerebrale".
Per tenerla artificialmente in vita si immaginavano missioni fuori teatro, a partire dalla sfida con la Cina. Trump, la cui ammirazione per Putin resta senza spiegazioni chiare, aveva cavalcato l'onda, al punto che secondo il suo consigliere per la sicurezza nazionale Bolton voleva uscire dalla Nato. Aveva martellato gli alleati sui contributi, perché funzionava bene col suo elettorato "America First", ordinando anche il ritiro di 9.500 soldati dalla Germania, giusto per mollare un calcio negli stinchi alla cancelliera Merkel. Biden aveva congelato questa mossa, ma alla fine del 2021 il Pentagono aveva rivisto la distribuzione delle sue forze nel mondo, giungendo alla conclusione che era adeguata.
anche in Italia: in fondo vuole solo riprendersi il maltolto. A parte la figuraccia delle sue forze armate, chiaramente impreparate, i risultati sono i seguenti. Biden rimanda le truppe in Europa facendole salire a 100.000, tra cui i paracadutisti della 82nd Airborne Division, eroi dello sbarco in Normandia inviati in Polonia; la Germania inverte la linea, esporta armi e promette di investire più del 2% nella difesa; Svezia e Finlandia considerano di entrare nella Nato. Mara Karlin, che aveva condotto per il Pentagono la revisione della postura globale nel 2021, dice che non va più bene e va aggiornata. La Difesa autonoma europea torna in agenda, non in contraddizione con gli Usa. Il Nato-Russia Founding Act del 1997, che escludeva lo schieramento permanente di forze da combattimento nei nuovi paesi membri orientali, diventa irrilevante a causa della guerra. Non sappiamo ancora come finirà l'invasione dell'Ucraina, ma questi sono mutamenti di lungo termine che vanno nella direzione opposta degli obiettivi di Putin