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Ucraina, il deputato M5S Grimaldi: "Dopo Zelensky, mi piacerebbe che parlasse alla Camera anche Putin"

"Bisogna sentire la controparte", dice il parlamentare che, insieme a 3 colleghi di partito, non ha votato a favore del decreto per inviare armi di difesa a Kiev
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La Camera ha appena annunciato per martedì prossimo, il 22 marzo, il collegamento con Montecitorio del presidente Volodymyr Zelensky e tempo mezz'ora, Nicola Grimaldi, deputato 5 Stelle fresco di astensione sul decreto Ucraina, in dissenso dal gruppo, rilancia: "Invitiamo anche Putin, per sentire la controparte".

Deputato, era anche lei fra i grillini contrari all'intervento di Zelensky al parlamento italiano?
"No, non sono contrario. Bene Zelensky, ma bisogna sentire anche l'altra parte, per capire la situazione. Mi piacerebbe che parlasse alla Camera Putin".

Perché si è astenuto sul decreto Ucraina. La linea del M5S, e di tutta la maggioranza, era per il sì.
"Un voto di coscienza. Ma ho avvisato il capogruppo Davide Crippa e gli altri. Non cerco strappi. Ma non credo che spedire armi letali all'Ucraina sia risolutivo per il conflitto".

La Camera ha appena annunciato per martedì prossimo, il 22 marzo, il collegamento con Montecitorio del presidente Volodymyr Zelensky e tempo mezz'ora, Nicola Grimaldi, deputato 5 Stelle fresco di astensione sul decreto Ucraina, in dissenso dal gruppo, rilancia: "Invitiamo anche Putin, per sentire la controparte".

Deputato, era anche lei fra i grillini contrari all'intervento di Zelensky al parlamento italiano?
"No, non sono contrario. Bene Zelensky, ma bisogna sentire anche l'altra parte, per capire la situazione. Mi piacerebbe che parlasse alla Camera Putin".

Perché si è astenuto sul decreto Ucraina. La linea del M5S, e di tutta la maggioranza, era per il sì.
"Un voto di coscienza. Ma ho avvisato il capogruppo Davide Crippa e gli altri. Non cerco strappi. Ma non credo che spedire armi letali all'Ucraina sia risolutivo per il conflitto".

Che alternative suggerisce?
"È la famosa domanda da un milione di dollari. Credo che la pace debba passare dal negoziato, dalla diplomazia, bisogna spingere in questo senso, ma mi rendo anche conto che è quasi impossibile trattare con la Russia in questo momento, mentre continuano gli attacchi".

Quindi?
"Fosse per me, chiederei un intervento delle Nazioni Unite, dei caschi blu, come avvenuto in Serbia. Anche se è un'operazione che va autorizzata".

E la Russia è uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
"Può mettere il veto, lo so. Però credo che le armi non siano mai la soluzione. Per il resto, sono favorevole a tutti gli aiuti umanitari all'Ucraina. Ero anche pronto a partire, come medico più che come parlamentare, con la missione organizzata dalla comunità Giovanni XXIII a Leopoli".

Che ha deciso, parte o no?
"Sono in contatto con la Farnesina, che ha sconsigliato la missione, per ragioni di sicurezza. Devo sentire in queste ore il presidente della Giovanni XXIII, per capire come organizzarci. Io vorrei partire, ma in un quadro di sicurezza per tutti. C'è un altro pericolo, poi: se per caso feriscono un parlamentare italiano, si rischia di coinvolgere anche il nostro Paese nel conflitto".