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Ucraina, c'è la guerra: la Nato proroga Stoltenberg per 12 mesi

(ansa)
La mossa per evitare il cambio di guardia al vertice dell'Alleanza durante l'emergenza in corso: il norvegese in sella fino al 2023
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BRUXELLES -  È possibile sostituire il segretario generale della Nato mentre è in corso nel cuore dell'Europa uno dei conflitti più drammatici degli ultimi decenni? La domanda circolava da qualche giorno circola nella sede dell'Alleanza a Bruxelles, e la risposta è stata negativa. Infatti l'alleanza ha deciso di prorogare il mandato dell'attuale segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, per dodici mesi e dunque fino al settembre del 2023. La formalizzazione arriverà al vertice della prossima settimana.

I primi a chiedere se questo fosse il momento giusto per un cambio della guardia erano stati gli Usa. Nel summit della prossima settimana, quello con tutti i…

BRUXELLES -  È possibile sostituire il segretario generale della Nato mentre è in corso nel cuore dell'Europa uno dei conflitti più drammatici degli ultimi decenni? La domanda circolava da qualche giorno circola nella sede dell'Alleanza a Bruxelles, e la risposta è stata negativa. Infatti l'alleanza ha deciso di prorogare il mandato dell'attuale segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, per dodici mesi e dunque fino al settembre del 2023. La formalizzazione arriverà al vertice della prossima settimana.

I primi a chiedere se questo fosse il momento giusto per un cambio della guardia erano stati gli Usa. Nel summit della prossima settimana, quello con tutti i capi di Stato e di governo a partire dallo statunitense Biden, ci sarà sul tavolo la questione anche se con ogni probabilità l'argomento sarà discusso senza i crismi dell'ufficialità perché l'ordine del giorno presenta un unico punto: come arginare la violenza di Mosca.

Sarebbero dunque andate a buon fine le verifiche sulla concreta possibilità di estendere il mandato del rappresentante norvegese. Un cambio d'agenda rispetto al programma stabilito fino a qualche settimana fa, che prevedeva di indicare il nuovo segretario generale in occasione del Consiglio Atlantico del prossimo giugno a Madrid. Per farlo entrare formalmente in carica a settembre. Troppo rischioso, in un momento tanto delicato, esporsi ad una transizione lunga almeno tre mesi e all'insediamento di un "Commander in chief" che inevitabilmente dovrà prendere confidenza con il ruolo.

Stoltenberg è già in prorogatio dal 2019. Le prime indicazioni erano di portare il suo mandato fino a dicembre. Alla fine dell'anno, infatti, si terrà un altro vertice ufficiale. Ma si va verso un orizzonte ancor più ampio, nella speranza che la crisi tra Russia e Ucraina non si trascini con la medesima tragica tensione. C'è un altro valore aggiunto: senza dover pensare ora al nuovo vertice, l'incontro di Madrid si potrà concentrare esclusivamente sullo "Strategic Concept", ossia sulla definizione della strategia Nato per i prossimi dieci anni.

Che inevitabilmente dovrà essere aggiornata alla luce di quel che sta accadendo a Kiev.

A far propendere per un normale avvicendamento c'era qualche difficoltà di ordine "diplomatico" con la Norvegia. Stoltenberg, infatti, è stato designato già da qualche settimana come il nuovo governatore della Banca Centrale di Oslo. Il suo incarico dovrebbe prendere il via a dicembre. Secondo la road map iniziale, dunque, poco dopo la fine del mandato alla Nato. Bisognerà quindi gestire il suo mandato domestico.

Lo slittamento, inoltre, consentirà all'Alleanza di prendersi un altro po' di tempo per la selezione e la scelta del nuovo vertice. Le candidature, infatti, negli ultimi mesi si sono affastellate e nessuna ancora ha assunto un carattere prevalente. L'Italia rappresenta una delle opzioni principali, in considerazione della probabile preferenza per un esponente dell'area mediterranea. Ma i giochi, a questo punto, possono avere tempi molto più lunghi.