Ma finte nozze, in che senso? Tanto ha scavato in profondità il berlusconismo nell'immaginario che da qualche settimana si dà per acquisita come la cosa più normale del mondo che si possano celebrare delle nozze che non sono nozze, cioè non hanno alcun valore, né formale, né legale, né patrimoniale, né niente. Con il che, prima di uno sposalizio, ovvero di un reciproco patto istituito all'alba dei tempi, "dal dì che nozze, tribunali ed are", eccetera, le finte nozze di Silvione con Marta Antonia Fascina celebrano piuttosto il trionfo salvifico e tappabuchi della finzione.
Abbastanza fasullo pure il luogo scelto, Villa Gernetto, già dodici anni orsono indicata come sede di una più che fantomatica università del pensiero liberale (tra i docenti annunciati Putin), poi più realisticamente divenuta sede dei ritiri del Monza calcio. Quindi la pezza coloratissima secondo cui i ristre…
Ma finte nozze, in che senso? Tanto ha scavato in profondità il berlusconismo nell'immaginario che da qualche settimana si dà per acquisita come la cosa più normale del mondo che si possano celebrare delle nozze che non sono nozze, cioè non hanno alcun valore, né formale, né legale, né patrimoniale, né niente. Con il che, prima di uno sposalizio, ovvero di un reciproco patto istituito all'alba dei tempi, "dal dì che nozze, tribunali ed are", eccetera, le finte nozze di Silvione con Marta Antonia Fascina celebrano piuttosto il trionfo salvifico e tappabuchi della finzione.
Abbastanza fasullo pure il luogo scelto, Villa Gernetto, già dodici anni orsono indicata come sede di una più che fantomatica università del pensiero liberale (tra i docenti annunciati Putin), poi più realisticamente divenuta sede dei ritiri del Monza calcio. Quindi la pezza coloratissima secondo cui i ristretti festeggiamenti (50/60 coperti) sarebbero il dovuto tributo a un matrimonio cosiddetto "all'americana"; e qui i più attempati osservatori della vita pubblica - Dio li ricompensi per il tempo perduto - non possono che ripensare alle nozze celtiche, anche quelle totalmente finte che si inflissero alla fine degli anni 90 i leghisti Calderoli e Castelli, officiate con vischio, bracciali, e ospiti in gonnellino.
Ma vuoi mettere? Nei suoi rapporti con la realtà il berlusconismo, inteso come fenomeno megalo-mitologico, non teme rivali; e infatti le finte nozze sono vere, o meglio lo sono come tantissime altre meravigliose invenzioni, piccole e grandi, di un'epopea ormai ultraventennale: il miracolo italiano, il vulcano della Certosa, il milione di posti di lavoro, i limoni cuciti sulle piante al G7 di Genova, le Grandi Opere, la scuola quadri per le euroveline, le alterazioni pilifere e facciali, il salvataggio dell'Alitalia, il papà di Noemi autista di Craxi, la nipote di Mubarak, il container pieno di abiti inviato da Gheddafi per le gare di burlesque e così via, all'insegna di una simulazione fantastica innescata ora dal desiderio di strafare, ora dalla necessità di cacciarsi fuori dai guai.
A questo secondo ordine di motivazioni sembra di poter ascrivere le finte nozze del Cavaliere con Fascina, giovane (32) e graziosa deputata, però a tal punto sconosciuta da non sapere se l'accento cade sulla prima o sulla seconda sillaba del cognome. E comunque: nata in Calabria, approdata in Campania, laureata in filosofia e proiettatasi - via Galliani? - in uno dei più prosperi e generosi santuari femminili dell'impero di Arcore, l'ufficio comunicazione del Milan; e di lì, come un fulmine, in Parlamento, collegio iperblindato secondo gli arcani, ma abituali cursus honorum del gruppo, del partito e della corte.
Un bel giorno, attraverso l'enigmatico specchio di "Chi", si è saputo che Marta, che non vive ad Arcore, aveva scalzato Francesca Pascale dal cuore del sovrano. Un brutto giorno, nonostante la massima riservatezza, le è scappata sui social un orrido primissimo piano del Re a letto, un po' gonfio, i capelluzzi rossicci sparsi sul cuscino, un occhio mezzo aperto e uno mezzo chiuso. A riprova della vertiginosa leggenda, metà dei commenti dicevano: è in coma; l'altra metà che era un selfie after sex.
Sulle nozze presunte girano due ipotesi, anche se potrebbero essere di più. Una è che l'ultima volta in cui lui è stato parecchio male, a gennaio, lei avrebbe insistito per regolarizzare a gran velocità il rapporto; l'altra è che, nel momento peggiore al San Raffaele, lui le abbia chiesto di sposarlo quando fosse guarito. In entrambi i casi le due famiglie di Berlusconi, già divise sulla distribuzione del patrimonio, ma unite nella sorveglianza della vita sentimentale di Silvione, si sarebbero fermamente opposte all'idea di una ripartizione a tre.
Donde, per accontentare Marta, le finte nozze all'americana. Un ripiego che sa di gioco di prestigio, l'estremo tentativo di venire a patti con la realtà, lusingarla, scavalcarla, addomesticarla, ingannarla, o illudersi di.