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Centrodestra, FdI boccia le altre "nozze" tra Berlusconi e Salvini: "Il leader si decide col voto"

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Malumori tra i meloniani per l’investitura del Cavaliere nei confronti del capo leghista durante il matrimonio simbolico con Marta Fascina a Villa Gernetto
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ROMA - "Quel video ci lascia indifferenti. Sono gli elettori a determinare le leadership, non le dichiarazioni estemporanee fatte durante una festa. Auguri al Cavaliere e alla sua famiglia". Così, a sera, il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Francesco Lollobrigida (cognato di Giorgia Meloni), rompe il silenzio del suo partito sulla nuova investitura di Silvio Berlusconi nei confronti di Matteo Salvini. Una "incoronazione" avvenuta in un'occasione decisamente informale, il matrimonio simbolico dell'ex premier con Marta Fascina. Berlusconi, a tavola, ha definito Salvini "l'alleato più affidabile" e poi, prima della foto di gruppo in giardino davanti alla torta, ha detto che il segretario della Lega è "l'unico leader vero che c'è in Italia". Aggiungendo: "È una persona sincera e io gli voglio bene".

Una testimonianza di affetto politico contenuta in un video pubblicato …

ROMA - "Quel video ci lascia indifferenti. Sono gli elettori a determinare le leadership, non le dichiarazioni estemporanee fatte durante una festa. Auguri al Cavaliere e alla sua famiglia". Così, a sera, il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Francesco Lollobrigida (cognato di Giorgia Meloni), rompe il silenzio del suo partito sulla nuova investitura di Silvio Berlusconi nei confronti di Matteo Salvini. Una "incoronazione" avvenuta in un'occasione decisamente informale, il matrimonio simbolico dell'ex premier con Marta Fascina. Berlusconi, a tavola, ha definito Salvini "l'alleato più affidabile" e poi, prima della foto di gruppo in giardino davanti alla torta, ha detto che il segretario della Lega è "l'unico leader vero che c'è in Italia". Aggiungendo: "È una persona sincera e io gli voglio bene".

Una testimonianza di affetto politico contenuta in un video pubblicato da Vittorio Sgarbi sui suoi profili social, che non è passata inosservata negli ambienti di Fdi, partito sempre più lontano da Forza Italia e Lega. Meloni non era stata neppure invitata alle "quasi nozze" di Berlusconi, a differenza di Salvini la cui partecipazione è rimasta coperta sino al giorno della festa.

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La presidente di Fratelli d'Italia "è più sorpresa che irritata", anche perché questa nuova plateale apertura di credito del Cavaliere arriva nel momento più difficile per il capo della Lega, reduce da due insuccessi come la regia delle operazioni per il Quirinale e la sfortunata missione ai confini dell'Ucraina. Diverso era il clima dello scorso agosto, quando Berlusconi attribuì a Salvini lo stesso riconoscimento, nel corso della festa della Lega a Cervia. E certamente differenti erano i rapporti di forza tre anni fa, prima delle Europee e dell'editto del Papeete, quando il partito di Salvini sfiorava il quaranta per cento.

"Fra poco avremo più voti di Lega e Fi messi assieme, queste investiture sono fuori dal tempo", dice un altro dirigente di Fratelli d'Italia. L'unica certezza è che il "quasi matrimonio" di Villa Gernetto ha lasciato pure uno strascico politico che rischia di essere più lungo di quello della sposa: ormai, anche sul piano dei rapporti umani, una riconciliazione fra Meloni e gli altri vertici del centrodestra è più che difficile. L'ultimo contatto fra la presidente di Fdi e Salvini risale al 28 gennaio, giorno dell'elezione di Sergio Mattarella, mentre Berlusconi, irritato per una dichiarazione in tv di Meloni ("Al Cavaliere non devo nulla") per una decina di giorni aveva vietato le "ospitate" degli esponenti di Fratelli d'Italia nei programmi Mediaset.

Il coordinatore di Fi Antonio Tajani minimizza ("Perché non c'era Meloni al pranzo di Villa Gernetto? Salvini è stato invitato come amico") ma le fastose nozze simboliche di Lesmo rischiano di scavare un solco ancora più ampio. E rafforzare la tentazione, da parte di Meloni, di correre da sola alle Politiche con il suo partito in ascesa nei sondaggi.

L'ala moderata e anti-salviniana di Fi, nel frattempo, trattiene a fatica la disapprovazione. I ministri, anche loro non invitati alla cerimonia, non si lasciano sfuggire altri sentimenti che non siano "sinceramente affettuosi" nei riguardi dell'ex premier. Ma in tanti, specie nella vecchia guardia, rumoreggiano: "Berlusconi o chi lo consiglia - dice un senatore azzurro di lungo corso - non comprendono che così facendo, seguendo la deriva salviniana, si rompe il partito e si mina ancora di più l'unità del centrodestra. Proprio mentre dobbiamo chiudere le intese per le amministrative. Siamo su un binario morto".