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Più sentimento che politica, Zelensky esalta il cuore dell'Italia. Assenti circa 300 parlamentari

Nel suo discorso il presidente ucraino dimostra di apprezzare gli italiani più per quello che siamo nel mondo - cultura, solidarietà e umanità -  che per ciò che gli possiamo offrire nella lotta al nemico
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E poi tutti si alzano in piedi e lo applaudono, anche Matteo Salvini. Laggiù, sullo schermo, Volodymyr Zelensky sembra un ragazzo, il capello corto, le maniche della camicia verde militare arrotolate, lo sguardo stanco di chi da ventisette giorni vive asserragliato nel bunker della storia.

Le undici del mattino. L'aula di Montecitorio è piena, ma non come ci sarebbe aspettati. Gli assenti sono almeno trecento: un terzo dei 945 deputati e senatori ha quindi disertato. Non ci sono almeno trenta senatori grillini e quaranta leghisti, tra cui Simone Pillon (a Londra) e Vito Comencini (che è stato in Russia). Alcune parlamentari, come l'altoatesina Julia Unterberger e Isabella Rauti (Fratelli d'Italia), si sono vestite di gialloblu. Il renziano Luciano Nobili indossa una mascherina con i colori della bandiera ucraina. Matteo Renzi al solito è circondato dai suoi, a cui con ampi gesti illustra le ultime novità. Enrico Letta aspetta silen…

E poi tutti si alzano in piedi e lo applaudono, anche Matteo Salvini. Laggiù, sullo schermo, Volodymyr Zelensky sembra un ragazzo, il capello corto, le maniche della camicia verde militare arrotolate, lo sguardo stanco di chi da ventisette giorni vive asserragliato nel bunker della storia.

Le undici del mattino. L'aula di Montecitorio è piena, ma non come ci sarebbe aspettati. Gli assenti sono almeno trecento: un terzo dei 945 deputati e senatori ha quindi disertato. Non ci sono almeno trenta senatori grillini e quaranta leghisti, tra cui Simone Pillon (a Londra) e Vito Comencini (che è stato in Russia). Alcune parlamentari, come l'altoatesina Julia Unterberger e Isabella Rauti (Fratelli d'Italia), si sono vestite di gialloblu. Il renziano Luciano Nobili indossa una mascherina con i colori della bandiera ucraina. Matteo Renzi al solito è circondato dai suoi, a cui con ampi gesti illustra le ultime novità. Enrico Letta aspetta silenzioso al suo posto. Giorgia Meloni arriva in extremis. Ai banchi del governo i ministri Lorenzo Guerini e Luigi Di Maio chiacchierano con grande familiarità. Fa discutere l'uscita del presidente filo russo della Commissione esteri, Vito Petrocelli, che ha chiesto al M5S di abbandonare il governo. Non ci sono gli ex M5S Gianluigi Paragone, Mario Giarrusso, Elio Lannutti, Laura Granato, che per scelta è in treno anziché sugli scranni: «Zelensky non è un messo di pace». Assente anche il ministro Giancarlo Giorgetti, ma per stringere un accordo industriale a Maranello. I banchi della destra e della sinistra sono i più caldi nell'accoglienza a Zelensky. Anche Mario Draghi batte le mani con evidente emozione. Solo nello spicchio M5S si notano parlamentari che guardano il cellulare o riprendono la scena. L'ex sottosegretario grillino, Alessio Villarosa, che ha lasciato un anno fa il Movimento, ostentatamente tiene le braccia incrociate.

Il presidente ucraino parla per tredici minuti. Dice che ha sentito il Papa. Ricorda che "il nostro popolo è diventato l'esercito". Cita il numero dei bambini uccisi nel conflitto: 117. "E non sarà il numero finale, purtroppo". Ricorda che Mariupol è grande come Genova, e ora non c'è più. "Immaginate Genova", dice. "La conosco ci sono stato". Il paragone fa impressione. Nell'aula cala un silenzio carico di angoscia. Non cita mai Putin per nome (Draghi lo farà dopo). Lo paragona ai nazisti. "L'ultima volta che tutto questo è successo in Europa è avvenuto con loro". Non cita nemmeno i nostri partigiani, come ci si aspettava da più parti. In collegamento col Parlamento tedesco aveva citato il Muro, con quello inglese Amleto, con gli americani l'11 settembre. Con noi italiani fa un discorso più sentimentale che politico: "Conosco la vostra ospitalità, il rapporto che avete con i vostri figli, so cosa significa la vita per voi". È come se Zelensky ci apprezzasse di più per quel che noi siamo nel mondo, cultura, umanità, mare ("non accogliete i russi in vacanza"), più per quello che gli possiamo offrire nella lotta al nemico. Non a caso dice: "Qui è nato il primo figlio ucraino da una madre scappata dalla guerra".

Molinari: "Zelensky si è rivolto all'Italia come Paese cattolico, europeo, terra di accoglienza e umanità"

È una lotta tra bene e male, ci ricorda. State attenti, il Cremlino vuole la distruzione dei vostri valori, "vuole entrare in Europa: la barbarie non deve entrare". Insiste per le sanzioni, invita a congelare gli yacht degli oligarchi, "questa guerra deve finire al più presto. Vi siamo grati per tutto quello che fate". Quando ha finito di parlare tutti si alzano in piedi. L'applauso dura un minuto. Tanto? Poco? Zelensky, laggiù nello schermo, assiste ai battimani in silenzio, l'aria stanca, come assorta in pensieri angosciosi.

Quindi prende la parola Mario Draghi. Gli è piaciuta l'espressione "il nostro popolo è diventato il nostro esercito". Usa parole come patriottismo, eroismo, ferocia. Ringrazia l'opposizione per il sostegno ai provvedimenti pro Ucraina. Giorgia Meloni, che va molto d'accordo col premier, annuisce e applaude. "L'Italia non si volterà dall'altra parte. La Russia ci voleva divisi, e invece siamo stati uniti. Abbiamo congelato beni per 800milioni agli oligarchi". L'aula lo interrompe due volte con scroscianti moti di approvazione, specie quando ricorda che l'Italia vuole l'Ucraina nella Ue e quando rivendica gli aiuti militari offerti alla resistenza di Kiev. In questo secondo passaggio si nota l'entusiasmo a sinistra -  con deputati che battono le mani sui banchi - e freddezza tra i cinquestelle.

Dopo mezz'ora è tutto finito. Il monitor si spegne e Zelensky scompare. L'aula si svuota, tutti corrono alla buvette. Noi ce ne torneremo nelle nostre comode case mentre i missili piovono sulle città di Kiev, Mariupol, Odessa. "Gloria all'Ucraina" sono state le ultime parole di Zelensky.