La Rai, Orsini a Carta Bianca per duemila euro a puntata. Il Pd protesta: "Pifferaio di Putin"
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleFinirà in Parlamento la decisione della Rai di mettere sotto contratto il professor Alessandro Orsini, direttore e fondatore dell'Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della Luiss, ormai noto per le sue posizioni filo-russe e ora arruolato dal servizio pubblico per esporre le sue controverse teorie sull'invasione di Putin contro l'Ucraina. Che, a suo dire, sarebbe stata provocata dalla Nato e potrebbe presto trasformarsi in una guerra nucleare se il presidente Zelensky non smetterà di resistere insieme a tutto l'Occidente, accusato di essere complice dei massacri per aver armato l'esercito di Kiev.
Questo, in sintesi, è il contenuto dell'intervento andato in onda ieri a Carta Bianca. Il programma di approfondimento condotto da Bianca Berlinguer che per risollevare gli ascolti ha pensato bene di arruolare il sociologo come ospite fisso per almeno sei puntate, due delle quali già trasmesse. Con un compenso che dovrebbe agg…
Finirà in Parlamento la decisione della Rai di mettere sotto contratto il professor Alessandro Orsini, direttore e fondatore dell'Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della Luiss, ormai noto per le sue posizioni filo-russe e ora arruolato dal servizio pubblico per esporre le sue controverse teorie sull'invasione di Putin contro l'Ucraina. Che, a suo dire, sarebbe stata provocata dalla Nato e potrebbe presto trasformarsi in una guerra nucleare se il presidente Zelensky non smetterà di resistere insieme a tutto l'Occidente, accusato di essere complice dei massacri per aver armato l'esercito di Kiev.
Questo, in sintesi, è il contenuto dell'intervento andato in onda ieri a Carta Bianca. Il programma di approfondimento condotto da Bianca Berlinguer che per risollevare gli ascolti ha pensato bene di arruolare il sociologo come ospite fisso per almeno sei puntate, due delle quali già trasmesse. Con un compenso che dovrebbe aggirarsi intorno ai 2mila euro a puntata, anche se il condizionale è d'obbligo, vista la proverbiale segretezza imposta da Viale Mazzini ai contratti di anchor e opinionisti. Dodicimila euro in totale per ascoltare posizioni come questa: "Se porremo Vladimir Putin in una condizione disperata, certamente userà la bomba atomica". Oppure: "L'Italia e l'Europa stanno dando armi, stanno portando sanzioni ad un livello altissimo. È chiarissimo cosa stanno facendo per la guerra. Ma cosa stanno facendo per la pace? Un bel niente". O ancora: "Bisogna avere il coraggio di ammettere che Putin ha già vinto". Da parte sua Berlinguer difende la scelta: "Il dibattito non sia univoco".
Una propaganda pro-Cremlino intollerabile per il Pd. "Non esiste né può esistere alcuna "par condicio" tra aggredito e aggressore", tuona su twitter il deputato Andrea Romano. "Ed è assolutamente inaccettabile che le risorse del servizio pubblico radiotelevisivo vengano utilizzate per finanziare i pifferai della propaganda di Putin". Deciso ora a chiederne conto alla Rai in una interrogazione che verrà depositata tra oggi e domani in Commissione di Vigilanza. Dove da tempo giace inevasa un'analoga richiesta sulle cronache "di parte" confezionate dal capo dei corrispondenti da Mosca Marc Innaro. Ormai tuttavia silenziato dai vertici Rai, che un paio di settimane fa hanno sospeso tutti i servizi dalla Russia in seguito alle norme-bavaglio sull'informazione introdotte dal governo ex sovietico. Con Orsini, voluto per risollevare le sorti di un programma che il martedì racimola quasi sempre ascolti più bassi della concorrenza, potrebbe essere più complicato.