Cartabia all'Aja incontra il ministro ucraino Maliuska: "Non può esserci impunità per i crimini internazionali fondamentali"
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - "Una giornata importantissima perché anche nel mezzo dei conflitti più duri, quando c'è il fragore delle armi, non deve essere silente il diritto. Siamo stati all'Aja per testimoniare l'importanza della forza della legge, della forza del diritto e quindi a dare un supporto a questa istituzione che può svolgere un ruolo molto importante in questi conflitti internazionali". Parola di Marta Cartabia.
Riapproda a Roma, dopo un'intera giornata trascorsa all'Aja, alla Corte penale internazionale e ad Eurojust, la Guardasigilli italiana che ha incontrato anche il suo omologo ucraino Denys Maliuska. Il quale si è rivolto così ai colleghi europei: "Il mio Paese riconosce l'impegno a condurre indagini efficaci su tutti i crimini di guerra e contro l'umanità commessi sul suo territorio e si dichiara disponibile a garantire la cooperazione con la Corte penale nel miglior livello possibile". E …
ROMA - "Una giornata importantissima perché anche nel mezzo dei conflitti più duri, quando c'è il fragore delle armi, non deve essere silente il diritto. Siamo stati all'Aja per testimoniare l'importanza della forza della legge, della forza del diritto e quindi a dare un supporto a questa istituzione che può svolgere un ruolo molto importante in questi conflitti internazionali". Parola di Marta Cartabia.
Riapproda a Roma, dopo un'intera giornata trascorsa all'Aja, alla Corte penale internazionale e ad Eurojust, la Guardasigilli italiana che ha incontrato anche il suo omologo ucraino Denys Maliuska. Il quale si è rivolto così ai colleghi europei: "Il mio Paese riconosce l'impegno a condurre indagini efficaci su tutti i crimini di guerra e contro l'umanità commessi sul suo territorio e si dichiara disponibile a garantire la cooperazione con la Corte penale nel miglior livello possibile". E ancora: "L'Ucraina confida che i suoi sforzi uniti all'esercizio della giurisdizione universale da parte di altri stati, Eurojust e le indagini più rapide della Corte abbiano un potente effetto sinergico". Maliuska ha concluso con queste parole, riportate nel comunicato finale dei ministri europei: "Il crimine di aggressione contro l'Ucraina non deve rimanere impunito perché contiene il male accumulato di altri crimini rispetto al diritto internazionale".
Un incontro importantissimo quello dell'Aja, nel quale tutti i ministri della Giustizia della Ue, con la loro presenza fisica, hanno dimostrato collettivamente il loro sostegno alla Corte penale internazionale e alla sua azione contro i crimini di guerra commessi da Putin. Un'iniziativa che, vale la pena ricordarlo, è passata con il voto favorevole di tutti i giudici, tranne quelli di Russia e Cina.
Durissima la nota sottoscritta al termini dell'incontro, presieduto dal ministro francese Eric Dupond-Moretti, nella veste di presidente del Consiglio dell'Ue, da tutti i ministri della Giustizia: "Sappiamo che durante i conflitti armati si verificano le peggiori violazioni dei diritti umani. I resoconti e le immagini della guerra di aggressione senza precedenti e illegale della Russia contro l'Ucraina sono orribili. Per noi è chiarissimo: la Russia ha la piena responsabilità di questa guerra di aggressione e della sofferenza del popolo ucraino". E ancora: "I diretti responsabili dei crimini di guerra e delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario sul suolo ucraino devono essere chiamati a risponderne. E le vittime devono avere accesso a mezzi di ricorso e alla giustizia".
I ministri della Giustizia europei sono convinti che "la rapidità con cui i 41 Stati della Ue hanno segnalato la situazione invia l'importante messaggio che non può esserci impunità per i crimini internazionali fondamentali, il che è sottolineato dal fatto che il numero di Stati che hanno deferito la situazione continua ad aumentare. Questa segnalazione non è solo simbolica, ma ha contribuito ad accelerare l'apertura dell'indagine che a sua volta andrà a vantaggio dell'accertamento dei fatti e della raccolta di prove che costituisce la pietra angolare per combattere l'impunità".