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Ucraina, l’avvertimento di Biden a Putin: “Reagiremo se usa armi chimiche”

(ansa)

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Per la prima volta dall’inizio della guerra, il presidente americano non esclude il ricorso alla forza militare.Oggi in Polonia possibile incontro con Zelensky. G7, Nato, Unione europea aumentano sanzioni a Mosca e armi a Kiev
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BRUXELLES  - "Risponderemo". La natura della risposta dipenderà dalla natura dell'attacco, ma per la prima volta dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina il presidente americano Joe Biden non ha escluso il ricorso alla forza militare se la Russia usasse le armi chimiche o nucleari. Lo ha fatto perché la minaccia è reale ed è venuta dalla stessa bocca di Vladimir Putin. Ma anche per dimostrare la determinazione e l'unità degli alleati occidentali a fermare Mosca, nella sfida lanciata all'intero ordine mondiale basato sulle regole.

L'Ucraina non è sola e i vertici di ieri a Bruxelles di Nato, UE e G7 lo hanno dimostrato con atti concreti su tre fronti: politico, economico e militare. Secondo Biden, il solo fatto di aver tenuto questi incontri ha dimostrato che Putin ha sbagliato i calcoli: "Contava sulla nostra divisione, è successo l'opposto. E' un bruto e il mondo lo ha visto…

BRUXELLES  - "Risponderemo". La natura della risposta dipenderà dalla natura dell'attacco, ma per la prima volta dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina il presidente americano Joe Biden non ha escluso il ricorso alla forza militare se la Russia usasse le armi chimiche o nucleari. Lo ha fatto perché la minaccia è reale ed è venuta dalla stessa bocca di Vladimir Putin. Ma anche per dimostrare la determinazione e l'unità degli alleati occidentali a fermare Mosca, nella sfida lanciata all'intero ordine mondiale basato sulle regole.

L'Ucraina non è sola e i vertici di ieri a Bruxelles di Nato, UE e G7 lo hanno dimostrato con atti concreti su tre fronti: politico, economico e militare. Secondo Biden, il solo fatto di aver tenuto questi incontri ha dimostrato che Putin ha sbagliato i calcoli: "Contava sulla nostra divisione, è successo l'opposto. E' un bruto e il mondo lo ha visto". Ora infatti vorrebbe che fosse cacciato anche dal G20 di ottobre a Bali, o quanto meno che fosse invitato Volodymyr Zelensky. Non lo ha confermato, ma oggi in Polonia insieme ai profughi potrebbe incontrare proprio il collega di Kiev, cementando così la solidarietà con l'immagine.

Sul piano economico, i passi più importanti sono stati tre: le nuove sanzioni contro circa 400 leader del regime russo, fra cui i deputati della Duma; le iniziative per impedire alla banca centrale di Mosca di usare l'oro per sostenere il rublo; il piano per l'indipendenza energetica dell'Europa che verrà annunciato oggi, dopo un nuovo incontro con la presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Gli Usa prometteranno di esportare 15 miliardi aggiuntivi di metri cubi di gas liquefatto, per aiutare il Vecchio continente a ridurre di due terzi la dipendenza dalla Russia entro la fine dell'anno, mentre avvia la costruzione di infrastrutture destinate a cambiare in maniera permanente l'approvvigionamento. Biden ha detto di contare proprio su Ursula, quando tra breve parlerà col leader cinese Xi, per far capire alla Cina che "il suo futuro economico dipende molto più dall'Occidente che dalla Russia", e quindi non gli conviene continuare a sostenere le avventure di Putin.

Siccome però la guerra uccide ogni giorno, le decisioni militari e le linee rosse erano le più attese. Sul piano umanitario Biden ha promesso di accogliere 100.000 profughi e stanziato un miliardo di dollari per l'assistenza. Poi ha incoraggiato l'Ucraina a non cedere territori, se mai si arriverà ad una vera trattativa: "E' una loro scelta, ma io non lo farei". Per arrivarci, però, bisogna prima sconfiggere Putin sul terreno. A questo scopo, oltre agli avvertimenti di Biden sulle armi chimiche e nucleari, ribaditi con forza dal G7, ci sono nuovi passi concreti per aiutare Kiev. Zelensky ha parlato via video al vertice Nato, e anche se non ha ripetuto le richieste di farlo entrare nell'Alleanza o alzare il muro della no fly zone, ha lanciato questo appello: "Voi avrete in totale 20.000 carri armati: dateci solo l'1% di quello che possedete, e vedrete".

Non è così facile, anche perché darebbe l'impressione di un intervento diretto della Nato, aprendo la porta alla Terza guerra mondiale e regalando a Putin un potente argomento retorico sul fronte interno, cioè l'obbligo di schierarsi con lui per difendere la patria. Però ci sono almeno tre passi concreti avviati, oltre ai continui invii di Stinger, Javelin e droni. Il primo è la fornitura della difesa antiaerea, dagli attacchi dei jet e soprattutto dei missili che devastano le città. Washington ha già dato a Kiev tutti gli SA-8 e gli S-300 sovietici che aveva acquistato durante e dopo la Guerra Fredda, ma ora chiede alla Slovacchia, e probabilmente anche a Bulgaria e Grecia, di fare altrettanto in cambio dei Patriot.

Poi arriveranno i missili anti nave, di cui l'Italia è ben dotata, che finora sono stati il tallone d'Achille della resistenza, consentendo alle unità russe di bombardare dal mare. Infine i materiali per la difesa da attacchi chimici, biologici e nucleari. Perché il primo obiettivo resta sconfiggere Putin sul campo, prima di negoziarci, ammesso che sia ancora possibile un futuro con il "criminale di guerra" al tavolo.