✕

Usa, Washington cerca la superiorità sui missili ipersonici

(ansa)
2 minuti di lettura

BRUXELLES - Non è ancora questo il momento della verità. I tempi della guerra sono lunghi. Il fronte occidentale ha bisogno ancora di qualche giorno o di qualche settimana per rimettere in equilibrio il conflitto in Ucraina. Per rifornire Kiev di nuove armi e per avviare la costruzione dell'unica risorsa su cui la Russia ha una superiorità: i missili ipersonici.

Al vertice di ieri della Nato, allora, non si è parlato di "linee rosse" oltre le quali l'Alleanza avrebbe potuto o dovuto intervenire. Sebbene l'eventuale uso di armi chimiche "cambierebbe la natura del conflitto". Alcuni degli alleati, sopratutto dell'est Europa e in particolare la Polonia e le nazione baltiche…

BRUXELLES - Non è ancora questo il momento della verità. I tempi della guerra sono lunghi. Il fronte occidentale ha bisogno ancora di qualche giorno o di qualche settimana per rimettere in equilibrio il conflitto in Ucraina. Per rifornire Kiev di nuove armi e per avviare la costruzione dell'unica risorsa su cui la Russia ha una superiorità: i missili ipersonici.

Al vertice di ieri della Nato, allora, non si è parlato di "linee rosse" oltre le quali l'Alleanza avrebbe potuto o dovuto intervenire. Sebbene l'eventuale uso di armi chimiche "cambierebbe la natura del conflitto". Alcuni degli alleati, sopratutto dell'est Europa e in particolare la Polonia e le nazione baltiche, avevano provato a spingere su questa posizione. Altri, tra cui l'Italia, hanno frenato. Ma alla fine anche gli Usa hanno accolto e cavalcato la soluzione attendista. Accompagnata da due concetti: "Gradualità" e "deterrenza".

Perché? Perché a Washington e a Londra serve tempo. Per dare a Zelensky le armi più utili in questa fase: la contraerea e missili anti-nave. Nelle analisi che hanno accompagnato il summit, infatti, è emersa una situazione di stallo in Ucraina. I russi per ora non riescono ad avanzare. Sono frenati dai campi minati e soprattutto dall'Intelligence americana che sta accompagnando passo passo le forze armate ucraine segnalando tutti gli spostamenti delle truppe di Putin. Informazioni che consentono all'esercito di Zelensky di parare molti dei colpi lanciati da Mosca. Ma lo stallo spinge i russi a bombardare, anche sui civili. Per questo serve la contraerea. Che per essere trasportata in Ucraina richiede una logistica complicata. Va smontata, rimontata e poi vanno addestrati i soldati ucraini all'uso. Nuovi missili, dunque. Un nuovo arsenale cui dovrebbe partecipare anche l'Italia.

Per questo una delle parole d'ordine è stata "gradualità". Persino sulle sanzioni. L'obiettivo resta quello di strozzare l'economia russa. Ma conservando in questa fase un'arma di "riserva". Per fronteggiare, fino a quando le consegne delle nuove armi non saranno completate, altre eventuali escalation russe. Alla Nato, infatti, sono convinti che Mosca abbia capito gli obiettivi di Washington. Il timore è che i russi possano essere tentati di provocare un incidente, chimico o nucleare.

Anche per questo, nonostante il deciso pressing degli alleati est-europei, c'è stata la retromarcia sugli aerei da trasferire agli ucraini. L'esempio che anche ieri è stato citato, è questo: se un Mig pilotato da un ucraino si alza in volo, ingaggia una battaglia con un jet russo e quest'ultimo lancia un razzo che - volontariamente o involontariamente - va a finire in Polonia, a quel punto cosa fa la Nato? Risponde? O subisce? È esattamente il "dilemma" - ha usato proprio questa parola - cui ha fatto riferimento il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sul rischio di un allargamento del conflitto.

Contemporaneamente gli Usa lavorano anche su una prospettiva di medio periodo. E in questo caso il concetto chiave è "deterrenza". L'obiettivo (Biden ha sensibilizzato buona parte dell'industria militare degli States) è arrivare alla produzione dei missili ipersonici, l'unico dispositivo su cui la Russia è in vantaggio. E, magari, a uno scudo spaziale capace di bloccare razzi che corrono a 20 mila km l'ora, anche quelli con testate nucleari. La "deterrenza", insomma deve tornare a favore dell'Occidente. Come dicono tutti i militari più esperti, "è l'unica voce che Putin ascolta".