La Rai riprende le attività giornalistiche della sede di corrispondenza di Mosca a partire dal 30 marzo. Ad annunciarlo è la stessa azienda che il 5 marzo scorso aveva deciso di richiamare in Italia i corrispondenti dalla Russia dopo l'approvazione della legge, voluta da Putin, che prevede fino a 15 anni di carcere "per la pubbicazione di notizie ritenute false dalle autorità" russe. Come i giornalisti di Ansa e Tg5, anche i sei corrispondenti della Rai avevano quindi lasciato Mosca. Il provvedimento aveva riguardato i due corrispondenti Marc Innaro (sotto attacco anche per le sue dichiarazioni ritenute troppo filo-russe) e Sergio Paini, oltre ai 4 inviati dei tg: Alessandro Cassieri da Mosca (Tg1), Giammarco Sicuro da Mosca (Tg2), Marina Lalovic (Rai News 24) e Nico Piro da Rostov sul Don (Tg3). Ora, però, viale Mazzini ha revocato la decisione.
"La sospensione - ricorda la Rai - era stata determinata dalla recente normativa della federazione Russa che prevede pene detentive per chi diffonde notizie ritenute unilateralmente 'non fondate' dalle autorità russe sull'invasione in Ucraina e sulle sanzioni imposte da vari Paesi". Ma, spiega viale Mazzini, "dopo un attento esame della normativa e il confronto con le esperienze degli altri network internazionali, nonostante questa legge sia ancora in vigore la Rai ha ritenuto comunque importante riprendere il flusso informativo dalla Federazione Russa".