M5S, per Conte inizia la fase 2. Ora il leader fissa l'agenda del Movimento
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniQuello che arriva da Giuseppe Conte è un netto no all'aumento delle spese militari. "Nessun passo indietro - dice il leader del Movimento 5 stelle - sono sicuro che sarà il governo a fare un passo verso di noi". L'avvocato domani (martedì 29 marzo) alle 17.30 a Palazzo Chigi incontrerà il premier Mario Draghi per trovare un quadra su quello che ormai sembra un punto fermo dell'esecutivo: portare la dote destinata agli armamenti al 2 per cento del Pil.
L'ex premier parla a margine dell'assemblea dei Comitati politici del M5S, chiamati a raccolta nel giorno in cui si concludono le operazioni di voto che con ogni probabilità lo (ri)incoroneranno presidente del Movimento, dopo l'annullamento del voto sullo statuto deciso dal Tribunale di Napoli. "Noi non siamo disponibili ad 'accomodarci'". Parole pronunciate agli attivisti e ripetute davanti alle telecamere appostate allo Scout center di Roma, l…
Quello che arriva da Giuseppe Conte è un netto no all'aumento delle spese militari. "Nessun passo indietro - dice il leader del Movimento 5 stelle - sono sicuro che sarà il governo a fare un passo verso di noi". L'avvocato domani (martedì 29 marzo) alle 17.30 a Palazzo Chigi incontrerà il premier Mario Draghi per trovare un quadra su quello che ormai sembra un punto fermo dell'esecutivo: portare la dote destinata agli armamenti al 2 per cento del Pil.
L'ex premier parla a margine dell'assemblea dei Comitati politici del M5S, chiamati a raccolta nel giorno in cui si concludono le operazioni di voto che con ogni probabilità lo (ri)incoroneranno presidente del Movimento, dopo l'annullamento del voto sullo statuto deciso dal Tribunale di Napoli. "Noi non siamo disponibili ad 'accomodarci'". Parole pronunciate agli attivisti e ripetute davanti alle telecamere appostate allo Scout center di Roma, luogo scelto per ospitare l'assemblea dei Comitati pentastellati. La linea è chiara: se all'interno del Def (documento finanziario preparato dal governo) venisse previsto l'aumento della dote destinata agli armamenti, il Movimento 5 stelle non lo voterebbe. "Nessun passo indietro", ribadisce. "La sicurezza è un concetto molto più ampio che riguarda la sicurezza delle nostre periferie, centri urbani, campagne". Uno scenario, quello evocato da Conte, che metterebbe in seria difficoltà la maggioranza e, soprattutto, il governo, deciso a portare avanti gli impegni presi con gli alleati occidentali come conseguenza dell'invasione russa in Ucraina. "Impegni - sottolinea l'ex premier - che non sono stati onorati in passato" e che "a maggior ragione non possono essere onorati dopo due anni di pandemia". Prima di lui anche Roberta Lombardi, coordinatrice del Comitato per gli enti locali, aveva ribadito lo stesso concetto: "Bisogna portare il tema delle spese militari all'interno della Nato, iniziando una politica dì disarmo e abbassamento delle spese militari all'interno di quella sede".
Quella convocata oggi è una riunione che vede la partecipazione di molti esponenti vicini al leader pentastellato. Tra i presenti, l'ex reggente Vito Crimi, Alfonso Bonafede, nei panni di coordinatore del Comitato sulla Giustizia, e il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano. "Dobbiamo volerci bene", ha scandito Conte davanti all'assemblea riferendosi alle divisioni interne emerse nell'ultimo periodo. "Volersi bene - ha aggiunto - vuol dire parlarsi e confrontarsi con sincerità. Significa avere piena fiducia reciproca, e quando parleremo tra noi senza avvertire la necessità di trasmettere fuori frammenti di discorso, saremo pienamente maturi e potremo all'occorrenza litigare perché la politica è anche conflitto, confronto duro, l'importante è che tutti si tenda al bene comune, senza personalismi".
Sono giorni concitati per il Movimento, non solo per quanto riguarda la questione legata alle spese militari, ma anche per l'esito della votazione online convocata per formalizzare la leadership di Conte. Con ogni probabilità l'avvocato sarà rieletto presidente, visto che si tratta dell'unico candidato in corsa. "Non c'è mai stato nessun dubbio sulla sua leadership, sono sicuro che gli sarà dato nuovamente pieno mandato e che da questo momento in poi viaggeremo spediti verso la realizzazione definitiva di tutti quei cambiamenti necessari alla rigenerazione del nostro progetto politico", ha commentato Giuseppe Brescia, presidente commissione Affari costituzionali alla Camera e Coordinatore del Comitato per la sicurezza del M5S. Ma potrebbe non filare tutto così liscio. È già partita, infatti, la controffensiva legale alle nuove votazioni. L'avvocato Lorenzo Borrè mercoledì sarà a Napoli per raccogliere le firme per le procure da parte degli attivisti ricorrenti.
L'incognita, al momento, è più sull'effettiva partecipazione al voto. "Mi aspetto un'investitura chiara, ma non dobbiamo ripetere o superare il precedente numero di votanti, anche perché si tratta di una votazione che è già stata fatta, resa necessaria dalle ormai note vicende giudiziarie. L'importante è che ci sia partecipazione", ha detto. E a metà pomeriggio, dal Movimento emerge soddisfazione per l'andamento delle votazioni dove risulta che abbiano già votato oltre 50mila ammessi. Un dettaglio non indifferente considerando che pochi giorni fa la votazione sul nuovo statuto fu ripetuta a causa del mancato raggiungimento del quorum necessario per validare la consultazione. Votarono solo in 34mila, il 28 per cento su un totale degli oltre 121mila iscritti aventi diritto.