L'esecutivo cominciava a scricchiolare, "non intendiamo fare passi indietro" sul no all'aumento delle spese militari entro il 2024, prometteva Giuseppe Conte. Alla fine il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, sia per conto del Pd che per quello del governo, si fa carico di indicare una mediazione. L'aumento concordato nel 2014 con la Nato, arrivando cioè al 2 per cento del Pil, slitterà al 2028. Il M5S chiedeva il 2030, ma insomma la sostanza è che - se effettivamente la proposta di Guerini verrà ratificata dall'esecutivo - tutti possono dirsi soddisfatti e cantare vittoria. In primis il Movimento, perché "fino a ieri ci davano degli irresponsabili, oggi si fa un buon passo quanto chiedevamo", è quanto si commentava dalla sede romana del partito in Campo Marzio dopo l'uscita del ministro. E poi lo stesso Conte al Tg1: "La nostra posizione è sempre stata lineare e coerente. Sin dall'ini…
L'esecutivo cominciava a scricchiolare, "non intendiamo fare passi indietro" sul no all'aumento delle spese militari entro il 2024, prometteva Giuseppe Conte. Alla fine il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, sia per conto del Pd che per quello del governo, si fa carico di indicare una mediazione. L'aumento concordato nel 2014 con la Nato, arrivando cioè al 2 per cento del Pil, slitterà al 2028. Il M5S chiedeva il 2030, ma insomma la sostanza è che - se effettivamente la proposta di Guerini verrà ratificata dall'esecutivo - tutti possono dirsi soddisfatti e cantare vittoria. In primis il Movimento, perché "fino a ieri ci davano degli irresponsabili, oggi si fa un buon passo quanto chiedevamo", è quanto si commentava dalla sede romana del partito in Campo Marzio dopo l'uscita del ministro. E poi lo stesso Conte al Tg1: "La nostra posizione è sempre stata lineare e coerente. Sin dall'inizio avevo parlato di famiglie e imprese in difficoltà economica".
Domani è fissato il voto di fiducia a Palazzo Madama sul decreto Ucraina. In caso di fiducia, se il voto del Senato è favorevole sono preclusi tutti i restanti emendamenti e ordini del giorno presentati in assemblea. Non ci sarà quindi l'odg di Fratelli d'Italia recepito due giorni fa dal governo che lo impegnava sul 2 per cento; nelle pieghe dei regolamenti parlamentari si è consumato "un trucchetto puerile", secondo il capogruppo di Fdi Luca Ceriani, di certo anche qui il M5S festeggia. Le altre forze della maggioranza invece confermano che il documento è stato recepito e tanto basta, l'atto di indirizzo è cristallizzato come impegno politico.