Da Meloni altra stilettata a Lega e Fi: "Vogliono vincere o frenare la nostra crescita?"
di Emanuele Lauria , di Emanuele Lauria"Sono gli altri a dover dire se per loro la priorità è far vincere il centrodestra o piuttosto frenare la crescita di Fratelli d'Italia". L'ultima bordata agli alleati, Giorgia Meloni la lancia a Bari, a margine dell'inaugurazione della Scuola di Formazione Politica- Alle amministrative la coalizione uscita a pezzi dal voto per il Quirinale sarà unita? "Sicuramente FdI c'è - ha precisato Meloni - nel senso che noi stiamo lealmente sostenendo tutti i sindaci uscenti del centrodestra, stiamo dando il via libera dove ci sono proposte serie e credibili che vengono portate avanti. Per noi far vincere il centrodestra è sempre un priorità".
Un messaggio che riguarda soprattutto il caso Sicilia, dove non c'è accordo né per il Comune di Palermo né per la Regione: "Siamo in stallo anche se i contatti non mancano - dice Ignazio La Russa, che sta seguendo la tratta…
"Sono gli altri a dover dire se per loro la priorità è far vincere il centrodestra o piuttosto frenare la crescita di Fratelli d'Italia". L'ultima bordata agli alleati, Giorgia Meloni la lancia a Bari, a margine dell'inaugurazione della Scuola di Formazione Politica- Alle amministrative la coalizione uscita a pezzi dal voto per il Quirinale sarà unita? "Sicuramente FdI c'è - ha precisato Meloni - nel senso che noi stiamo lealmente sostenendo tutti i sindaci uscenti del centrodestra, stiamo dando il via libera dove ci sono proposte serie e credibili che vengono portate avanti. Per noi far vincere il centrodestra è sempre un priorità".
Un messaggio che riguarda soprattutto il caso Sicilia, dove non c'è accordo né per il Comune di Palermo né per la Regione: "Siamo in stallo anche se i contatti non mancano - dice Ignazio La Russa, che sta seguendo la trattativa - Noi non riusciamo a capire perché Fi e Lega non vogliono sostenere la ricandidatura del governatore Nello Musumeci, che dai sondaggi in nostro possesso risulta essere il più popolare". Ma le parti continuano a essere distanti: se i colonnelli dialogano, non è alle viste un incontro fra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Questi ultimi due si sono visti due volte nelle ultime settimane, per il festeggiamento dell'unione fra il Cavaliere e Marta Fascina e poi più di recente ad Arcore. Circostanza che non favorisce un riavvicinamento di Lega e Fi con Fratelli d'Italia, che oggi è il primo partito della coalizione.
Nel corso dell'apertura della Scuola di formazione, alla presenza di Raffaele Fitto e Ryszard Legutko, co-presidenti del gruppo dei Conservatori a Bruxelles, e del vicepresidente del Parlamento Europeo Roberts Zile, Meloni ha anche affrontato il tema dei profughi. "La vicenda della crisi in Ucraina - ga detto la leader di Fdi - ha fatto calare un velo di ipocrisia che c'era sul tema dei rifugiati, dei profughi". "Per anni - ha sottolineato Meloni - la Commissione europea ha attaccato, insultato e ricattato governi come la Polonia che si rifiutavano di ridistribuire immigrati irregolari, ma quando sono arrivati i profughi veri quei governi sono stati i primi a dare una mano. Perché sanno distinguere, come facciamo noi di FdI, il tema del diritto d'asilo con il tema dell'immigrazione che sono due materie completamente diverse". In questa distinzione fra profughi veri e altri migranti c'è un riconoscimento al governo polacco sostenuto dal Pis, il partito di Legutko, ospite della convention pugliese, che è alleato di Fratelli d'Italia in Europa..