Draghi: "Ferma condanna delle stragi civili in Ucraina, Putin ne risponderà"
di Serenella Mattera , di Serenella Mattera“Il presidente Putin, le autorità e l’esercito russo dovranno rispondere delle loro azioni”. Perché le “atrocità” ucraine hanno un chiaro colpevole, secondo Mario Draghi. Il premier lo dice senza troppi giri di parole da Torino, dov’è per la firma di un patto per la città. Deve parlare di innovazione, sviluppo, di “cambiamenti epocali”. Ma non può che partire dalle stragi di civili, da quelle immagini di Bucha, Irpin e altre località liberate dall’esercito ucraino, che ora dopo ora infittiscono il diario dell’orrore della guerra ucraina e “scuotono nel profondo i nostri animi”. Ribadisce una condanna “ferma”. Invoca “indagini indipendenti per far piena luce”. Aggiunge che “i crimini di guerra devono essere puniti”. Poi fa il nome di Vladimir Putin: “Dovrà rispondere delle sue azioni”, afferma.
“Il presidente Putin, le autorità e l’esercito russo dovranno rispondere delle loro azioni”. Perché le “atrocità” ucraine hanno un chiaro colpevole, secondo Mario Draghi. Il premier lo dice senza troppi giri di parole da Torino, dov’è per la firma di un patto per la città. Deve parlare di innovazione, sviluppo, di “cambiamenti epocali”. Ma non può che partire dalle stragi di civili, da quelle immagini di Bucha, Irpin e altre località liberate dall’esercito ucraino, che ora dopo ora infittiscono il diario dell’orrore della guerra ucraina e “scuotono nel profondo i nostri animi”. Ribadisce una condanna “ferma”. Invoca “indagini indipendenti per far piena luce”. Aggiunge che “i crimini di guerra devono essere puniti”. Poi fa il nome di Vladimir Putin: “Dovrà rispondere delle sue azioni”, afferma.
Draghi in mattinata, prima della breve visita al capoluogo piemontese, viene ascoltato per due ore dal Copasir, anche sulle ricadute per la sicurezza dell’aggressione russa a Kiev. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato l’espulsione dall’Italia di trenta diplomatici russi, una scelta da cui la Lega ha preso le distanze, ma che il premier difende senza ombra di dubbio, perché nasce da un “accordo con altri partner europei e atlantici”. Roma è “pienamente allineata” all’Ue anche sulle sanzioni a Mosca e “appoggia con convinzione” le penalizzazioni sul carbone e sul blocco dei porti annunciate da Ursula von Der Leyen. “A Putin dico ancora una volta – afferma Draghi ricordando la telefonata della scorsa settimana con il presidente russo – di porre fine alle ostilità, interrompere le stragi di civili, partecipare con serietà ai negoziati per la pace”. La convinzione è che “per il grande popolo russo” la guerra non abbia “senso”: ma sia “solo vergogna, isolamento, povertà”.
L’Italia fa intanto i conti con le ricadute economiche del conflitto: domani il Def confermerà una forte frenata del Pil. Le difficoltà, ricorda il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, colpiscono le imprese, pesano sulle famiglie, mettono in difficoltà gli enti locali. Draghi, preceduto dalle proteste di un gruppo di manifestanti no Vax e no Euro e da tensioni in piazza con le forze dell'ordine, arriva in città per firmare un patto da 1,1 miliardi in venti anni per risanare i conti del Comune e “dare serenità” ai cittadini. Sul piatto, spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, ci sono poi investimenti per circa 3 miliardi, grazie alle risorse del Pnrr. Con questi fondi, sottolinea il presidente del Consiglio, il governo vuole dare risposte a “esigenze manifestate dai cittadini”, come non si è fatto in passato. E visto che “Torino è stata spesso un laboratorio per soluzioni innovative a cambiamenti epocali”, la spinta del governo serve a far sì che “continui a esserlo”.
C’è la lotta al cambiamento climatico, che si è manifestato con la siccità che ha fatto scendere la produzione idroelettrica ai livelli più bassi da venti anni. C’è l’automotive, con la spinta alla trasformazione industriale (un fondo da 8,7 miliardi fino al 2030) e i nuovi incentivi per la rottamazione, che dovrebbero essere resi effettivi nelle prossime ore da un dpcm: “Vogliamo aumentare la domanda e sostenere l’offerta, puntando sulla ricerca e incentivando la creazione delle competenze”. C’è la necessità di uno sviluppo economico che coniughi “progresso civile e lotta alle diseguaglianze” a partire dalla riqualificazione dei quartieri, da Porta Palazzo alle Vallette, perché siano più inclusivi.
Draghi cita Mario Soldati sul Po, perché vederlo “scarseggiare d’acqua è un colpo alla nostra storia”, e Adriano Olivetti sulle industrie innovative (“Domina il progresso, si fa luce la bellezza”). “Voi torinesi, in particolare i più giovani, avete mostrato di saper reinventare la vostra città in direzione più solidale, più sostenibile. Continuate con entusiasmo”, è l'appello del premier.
Che prima di tornare a Roma si reca in visita a due realtà del capoluogo piemontese, il Sermig, Servizio missionario giovani, animato da Ernesto Olivero, e poi la Nuvola di Lavazza, centro direzionale del gruppo nato dalla riqualificazione di un’area nel cuore della città. “Mi chiedo sempre quando faccio questi incontri, ma il governo a Roma che fa? Bisogna chiedersi il senso di queste cose”, confida ai dipendenti della Nuvola. “Compito fondamentale credo sia creare le condizioni perché realtà come questa possano svilupparsi e crescere, perché chi fa le cose siete voi, quelli bravi siete voi”, si schernisce. "I complimenti non so se è ancora l’ora di meritarmeli”.