Articolo Uno, un partito nuovo con il Pd. Speranza presenta la sua mozione e si ricandida segretario
di Giovanna Casadio , di Giovanna Casadio"Non ci sono partiti in grado di accompagnare cambiamenti politici così enormi, eppure mai come ora ce n'è bisogno". Parte da qui Roberto Speranza, il ministro della Salute che si ricandida alla guida di Articolo Uno - il partito nato per scissione dal Pd di Matteo Renzi nel 2017, sulla spinta della scelta di Pierluigi Bersani. L'obiettivo è quindi "una soggettività politica comune" con i Dem: una casa della sinistra, "un progetto con il Pd". "È tempo della sinistra" è il titolo della mozione con cui Speranza indica la traiettoria politica e presenta la sua proposta.
Non quindi uno scioglimento immediato dei bersaniani nelle file dem nel congresso che si terrà sabato 23 e…
"Non ci sono partiti in grado di accompagnare cambiamenti politici così enormi, eppure mai come ora ce n'è bisogno". Parte da qui Roberto Speranza, il ministro della Salute che si ricandida alla guida di Articolo Uno - il partito nato per scissione dal Pd di Matteo Renzi nel 2017, sulla spinta della scelta di Pierluigi Bersani. L'obiettivo è quindi "una soggettività politica comune" con i Dem: una casa della sinistra, "un progetto con il Pd". "È tempo della sinistra" è il titolo della mozione con cui Speranza indica la traiettoria politica e presenta la sua proposta.
Non quindi uno scioglimento immediato dei bersaniani nelle file dem nel congresso che si terrà sabato 23 e domenica 24 aprile a Roma, ma è quella l'occasione "per rimettere tutto in discussione ... dalle scelte che faremo sui Comuni, sulle amministrative, dall'idea di come cambiare un Comune di 10 mila abitanti a come leggiamo gli equilibri geopolitici, la Cina, la Russia, le grandi questioni". Speranza anticipa temi e questioni del suo documento in 39 pagine in un webinar con gli scrittori Maurizio De Giovanni e Antonio Scurati, con lo storico, ex ministro e fondatore della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi. Discussione ricca, che va dalla necessità della sinistra (De Giovanni: "Mai ce n'è stato tanto bisogno") alla riflessione sulla pace di Riccardi, all'aneddoto di Scurati sulla sua opera "M. Il figlio del secolo" tradotto in 46 Paesi ma non in Russia, dove l'argomento dittatori è sgradito.
La scommessa di Articolo Uno è certo che il fronte dei progressisti si rassetti complessivamente, e che lo stesso Pd di Enrico Letta cambi anche ragione sociale e logo magari, per garantire una offerta politica più nuova, più di sinistra, più popolare. Ma il mandato con cui Speranza presenta la sua candidatura a leader della sinistra è intanto "di completare il confronto con il Pd e altre realtà politiche e associative dell'area progressista" per un partito insieme, in vista delle prossime elezioni politiche del 2023. Un partito che "funga da architrave del nuovo centrosinistra". Alla due giorni di congresso sono invitati il segretario dem Letta, Giuseppe Conte il capo dei 5Stelle, Carlo Calenda leader di Azione, ma non Matteo Renzi, dato per perso al perimetro progressista.
Comunque nella mozione del ministro della Sanità, forte della sua esperienza con la pandemia, c'è un programma puntuale: dalla lotta al lavoro povero e alla precarietà, all'abolizione della legge sull'immigrazione Bossi-Fini e alla promozione dei Beni comuni, a dopo della salute e della vita rispetto alle speculazioni di Borsa e alle remunerazioni degli azionisti". E c'è un discorso sulla pace, che però - dice - si accompagna alla sicurezza. In Parlamento Articolo Uno ha votato a favore dell'invio degli aiuti militari a Kiev. Ma soprattutto non ha sollevato obiezioni all'impegno Nato per l'aumento delle spese militari al 2% del Pil. Con malumori e distinguo, perché la linea bersaniana è che prima occorre creare una Difesa comune europea, e poi ricalibrare le spese militari. Nel documento di Speranza, l'unico in campo, viene anche sottolineato con rammarico che dopo la caduta del Muro di Berlino "non è stata superata definitivamente la stagione della contrapposizione Est-Ovest".