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Balneari, pressing 5S: “Meno gare, più risarcimenti"

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Offensiva parlamentare su un tema simbolo dei grillini per rendere più soft il testo del governo
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Niente gare per le concessioni più vecchie, per gli alberghi, e ovunque la "risorsa-spiaggia" non sia considerata "scarsa". Nuove licenze allungate fino a 20 anni. Indennizzi più ricchi per i balneari che perdono il tratto di costa su cui hanno costruito affari per decenni. Dopo la disputa sull'aumento delle spese militari, il M5S va alla carica su un altro tema simbolo del grillismo delle origini, l'applicazione della direttiva Bolkestein sulla concorrenza. Con toni un po' stemperati rispetto a quelli intransigenti della passata legislatura, quando contro la norma Ue il Movimento scendeva in piazza insieme alle lobby di settore, vedi i selfie con i Tredicine, re dei bancarellari romani, il gruppo 5 Stelle al Senato ha presentato una batteria di subemendamenti che ammorbidisce il decreto del governo che chiede di applicare agli stabilimenti, dopo 15 anni di rimpalli, la direttiva comunitaria del 2006.

Niente gare per le concessioni più vecchie, per gli alberghi, e ovunque la "risorsa-spiaggia" non sia considerata "scarsa". Nuove licenze allungate fino a 20 anni. Indennizzi più ricchi per i balneari che perdono il tratto di costa su cui hanno costruito affari per decenni. Dopo la disputa sull'aumento delle spese militari, il M5S va alla carica su un altro tema simbolo del grillismo delle origini, l'applicazione della direttiva Bolkestein sulla concorrenza. Con toni un po' stemperati rispetto a quelli intransigenti della passata legislatura, quando contro la norma Ue il Movimento scendeva in piazza insieme alle lobby di settore, vedi i selfie con i Tredicine, re dei bancarellari romani, il gruppo 5 Stelle al Senato ha presentato una batteria di subemendamenti che ammorbidisce il decreto del governo che chiede di applicare agli stabilimenti, dopo 15 anni di rimpalli, la direttiva comunitaria del 2006.


La pratica è gestita da Mario Turco, senatore e vicepresidente M5S. Non è tipo barricadero, conosce bene il tema, quindi parla del pacchetto appena presentato in Commissione Industria come di un "giusto punto di equilibrio tra interessi contrastanti". I grillini non tentano più la strada dell'ennesima maxi-proroga, come quella, definita "tecnica", varata dal Conte gialloverde, che allungò le concessioni fino al 2033. Manovra bocciata dal Consiglio di Stato a novembre, dopo che già la Corte di giustizia europea, nel 2016, aveva condannato le proroghe indiscriminate. In un settore, peraltro, dove quasi il 70% degli stabilimenti paga canoni d'affitto irrisori, 200 euro al mese, a fronte di un business che sfiora i 2 miliardi l'anno.
Il Movimento è a favore dell'aumento dei canoni, anche se su base regionale, ma chiede di rivedere diversi passaggi dell'emendamento 2.0.1000 varato dal governo 2 mesi fa, per regolare le gare che partiranno a fine 2023. Innanzitutto, il M5S non vuole che siano messe a bando tutte le concessioni: non quelle rilasciate (o prorogate) prima del 2009, la data di "trasposizione" della Bolkestein, "come sentenziato dal Consiglio di Stato". Non quelle in dotazione ad alberghi e camping. Non quelle legate alla nautica. Sempre gli albergatori avrebbero la "prelazione" sulle aree "prospicienti" messe a gara. Il M5S propone poi una mappatura delle coste per fare in modo che le gare riguardino solo i tratti in cui "la risorsa balneare sia considerata scarsa" dalle regioni. Rispetto al testo del governo, i 5 Stelle fissano termini precisi per la durata delle nuove concessioni: minimo 6 anni, fino a 20 (ma senza più proroghe). Chiedono di ricalcolare gli indennizzi per i balneari che perderanno la licenza: non più un gettone per il "mancato ammortamento degli investimenti", ma un risarcimento in base ai redditi dichiarati negli ultimi 5 anni. C'è anche un subemendamento contro l'ingresso di imprese straniere nel comparto: ognuna potrà avere solo una concessione.