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Ue, i 5 Stelle bussano ai Verdi. Lo stop di Bonelli: "Hanno altri valori, il loro ambientalismo è di facciata"

Angelo Bonelli 
Il co-portavoce di Europa Verde: "Un conto è un'alleanza nel centrosinistra e un altro fare una famiglia insieme. Il M5S per storia e organizzazione non è conforme ai principi dei partiti verdi, che sono per prima cosa democratici"
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Al solo sentir parlare dei 5 Stelle nel gruppo dei verdi nel Parlamento europeo ad Angelo Bonelli - co-portavoce di Europa Verde assieme ad Eleonora Evi, europarlamentare che proprio con il M5S fu eletta - va il sangue alla testa.

Sapeva di questo dialogo in corso?
"So che c'era una richiesta da parte del M5S, il cui esito è ancora indefinito. Noi però anche in passato abbiamo sempre mostrato contrarietà a questa ipotesi".

Perché non le pare una buona idea?
"Un conto è un'alleanza nel centrosinistra e un altro fare una famiglia insieme. Il M5S per storia e organizzazione non è conforme ai principi dei partiti verdi, che sono per prima cosa democratici. Nel Movimento da…

Al solo sentir parlare dei 5 Stelle nel gruppo dei verdi nel Parlamento europeo ad Angelo Bonelli - co-portavoce di Europa Verde assieme ad Eleonora Evi, europarlamentare che proprio con il M5S fu eletta - va il sangue alla testa.

Sapeva di questo dialogo in corso?
"So che c'era una richiesta da parte del M5S, il cui esito è ancora indefinito. Noi però anche in passato abbiamo sempre mostrato contrarietà a questa ipotesi".

Perché non le pare una buona idea?
"Un conto è un'alleanza nel centrosinistra e un altro fare una famiglia insieme. Il M5S per storia e organizzazione non è conforme ai principi dei partiti verdi, che sono per prima cosa democratici. Nel Movimento da sempre il potere è nella mano di una sola persona, che attualmente fa tutte le nomine e poi lascia agli iscritti un sì o un no".

Il Movimento è un partito ecologista però, lei dice quindi 'non abbastanza'?
"L'ecologismo oggi è un brand, anche il democristiano Gianfranco Rotondi si dice verde. Ma l'ambientalismo non è un treno dal quale si sale e si scende né una scialuppa di salvataggio. Se penso ai provvedimenti dei governi guidati da Giuseppe Conte, che per esempio era a favore del ponte sullo Stretto, che varò la norma per alzare i valori consentiti di diossina da depurazione da poter disperdere nei campi, non vanno in quella direzione. Poi: i rapporti con la Russia del M5S sono poco chiari. Sull'immigrazione abbiamo idee precise, da sempre, per cui per noi essere ecologisti è anche lottare contro le povertà e quindi in primis evitare che i migranti naufrighino in mare: Conte non può passare dai decreti Salvini di tre anni fa al gruppo verde".

Quasi l'80 per cento dei voti di 5 Stelle e verdi nei provvedimenti in Europa sono sovrapponibili, secondo i loro dati. L'affinità c'è tutta.
"Bisognerebbe vedere qual è l'altro 20 per cento... Il problema comunque non sono gli otto singoli deputati europei, ma il fatto che ci sia un tentativo di fregiarsi del brand dei Greens. Ripeto: la cultura di Conte è estranea all'ambientalismo. L'utilitarismo di questa richiesta non è per noi accettabile, essendo il campo valoriale qualcosa di fondamentale per i verdi".

Quante possibilità ci sono che invece alla fine un accordo si faccia?
"So solo dire che siamo fortemente contrari e lo diremo ai nostri colleghi verdi in Europa".

Se il direttivo dei Greens invece dirà di sì?
"Non lo prendo nemmeno in considerazione".

Ma per lei i 5 Stelle sono degli avversari o dei colleghi di coalizione?
"Le collaborazioni non sono escluse, come centrosinistra si può lavorare ad un programma per il 2023, ma condividere lo stesso tetto è un fatto ben diverso".