Giustizia, i giudici andranno in pensione a 72 anni (e non più a 70). Il no del centrodestra
di Liana Milella e Conchita Sannino , di Liana Milella e Conchita SanninoSempre più in salita la riforma del Csm. Matteo Renzi annuncia che non la vota, perché la considera "inutile". Mentre prosegue la maretta sugli emendamenti, che potrebbe concludersi tra stanotte e domani, e soprattutto sull'ultimo della serie, un aumento dell'età pensionabile delle toghe da 70 a 72 anni, a cui sta lavorando l'ufficio legislativo di via Arenula, e che però potrebbe entrare anche in un decreto legge. Una norma che tra l'altro calzerebbe ad hoc per i due massimi vertici della Cassazione, il primo presidente Pietro Curzio e il procuratore generale Giovanni Salvi. Quest'ultimo compie 70 anni il prossimo 9 luglio, e quindi verrebbe salvato in extremis, mentre Curzio li compie il 5 marzo del 2023. Ma da tutto il centrodestra è già arrivato un deciso niet, dopo i primi sondaggi fatti dal sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.
Sempre più in salita la riforma del Csm. Matteo Renzi annuncia che non la vota, perché la considera "inutile". Mentre prosegue la maretta sugli emendamenti, che potrebbe concludersi tra stanotte e domani, e soprattutto sull'ultimo della serie, un aumento dell'età pensionabile delle toghe da 70 a 72 anni, a cui sta lavorando l'ufficio legislativo di via Arenula, e che però potrebbe entrare anche in un decreto legge. Una norma che tra l'altro calzerebbe ad hoc per i due massimi vertici della Cassazione, il primo presidente Pietro Curzio e il procuratore generale Giovanni Salvi. Quest'ultimo compie 70 anni il prossimo 9 luglio, e quindi verrebbe salvato in extremis, mentre Curzio li compie il 5 marzo del 2023. Ma da tutto il centrodestra è già arrivato un deciso niet, dopo i primi sondaggi fatti dal sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.
Da via Arenula comunque confermano che l'ipotesi di un aumento di due anni dell'età pensionabile esiste. Certo, dicono, non è legata alla scadenza degli incarichi di Curzio e Salvi. Bensì, spiegano dal loro punto di vista, agli obiettivi di accelerazione previsti dal Pnrr per la giustizia. Recuperare professionalità ancora in piena efficienza potrebbe, aggiungono, essere utile assieme all'assunzione di nuovi magistrati attraverso i concorsi. Sarebbe del tutto casuale dunque, dicono le stesse fonti, se in questa strategia dovessero rientrare toghe importanti come Curzio e Salvi che si avvicinano alla scadenza del loro percorso professionale.
Ma tanto urgente è l'ipotesi di passare da 70 a 72 anni per evitare un depotenziamento di organici già risicati che, dopo il niet del centrodestra sull'idea di inserire la variazione nella riforma del Csm, si è ipotizzato anche di spostare la proroga in un decreto legge, addirittura nel primo Consiglio dei ministri utile in programma.
Il lavorio sugli emendamenti della riforma s'intreccia con il voltafaccia di Renzi, annunciato via e-news, con parole del tipo "questa riforma inutile, io non la voto". Posizione espressa peraltro dopo gli attacchi del suo deputato e tuttora magistrato Cosimo Maria Ferri, che ormai da dieci giorni sta criticando aspramente la legge, frutto di un "compromesso tra anime diverse della maggioranza", come ha detto la stessa Guardasigilli Marta Cartabia.
Proprio l'estremo attivismo di Ferri e adesso il niet di Renzi fanno dire a Carlo Calenda: "Matteo, questa posizione è sbagliata e anche paradossale visto che a prenderla è Ferri, una persona di qualità, ma non propriamente estranea alle correnti del Csm e al sistema Palamara. Fate le persone serie.
Tutta la magistratura sta cercando di affossare la riforma". Irritata invece la reazione dell'ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, che ha un conto aperto con Renzi, visto che fu proprio contro di lui e contro la sua relazione sullo stato della giustizia del gennaio 2021 che Renzi ha fatto cadere il governo Conte Due. Dice Bonafede: "Non commento le dichiarazioni di Renzi. Tra l'altro credo che nemmeno sappia di cosa sta parlando, visto che la riforma Bonafede, a suo tempo, fu condivisa con tutte le forze di maggioranza, e quindi anche con Italia viva".
Ma di certo non può essere un caso che il "no" di Renzi arrivi giusto mentre si diffondono le voci sull'età pensionabile. Perché i due anni in più correggerebbero proprio una legge dello stesso Renzi, fatta approvare nel 2014, quindi quando era appena divenuto premier. Una legge che l'allora Guardasigilli Andrea Orlando fu di fatto costretto a subire. E che tagliò drasticamente l'età pensionabile dei magistrati da 75 a 70. Con la concessione, alcuni mesi dopo, di un anno in più per pochi magistrati tra cui l'allora primo presidente della Cassazione Gianni Canzio.
Negli anni successivi, in più di un'occasione, si sono susseguiti dei blitz parlamentari per riguadagnare due anni in più, ma senza successo. La legge del 2014 ha letteralmente decimato la magistratura di figure importanti, tra cui il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, quello di Torino Armando Spataro, e oltre 50 toghe della Cassazione. Si disse, allora, che Renzi con questa legge aveva "potato" la magistratura dalle figure più rappresentative e la cui voce aveva un forte peso rispetto alle scelte legislative.
Tant'è. Adesso via Arenula vorrebbe ritornare ai 72 anni con la motivazione che quei giudici servono per garantire l'efficienza della giustizia chiesta dal Pnrr. Ma la reazione del centrodestra è stata di netto rifiuto. I primi sondaggi - dalla Lega a Forza Italia ad Azione - hanno dato un esito decisamente del tutto negativo.