Fisco, spunta la stretta anti-evasori. Incontro Draghi-centrodestra: Fi insiste solo sul catasto, ma la Lega vuole di più
di Emanuele Lauria e Serenella Mattera , di Emanuele Lauria e Serenella MatteraROMA - "Non mi sembra che questi siano i tempi di una crisi di governo: c'è la guerra, c'è la pandemia...". Preceduto da un messaggio non belligerante di Matteo Salvini, andrà in scena a Chigi il vertice della verità: le delegazioni di Lega e Forza Italia incontrano Draghi per chiedere modifiche alle norme sul fisco in discussione alla Camera. Nello stesso giorno in cui il Consiglio dei ministri è chiamato a varare un pacchetto di disposizioni contro l'evasione.
Uno snodo cruciale per il premier, che deve anzitutto fronteggiare l'offensiva del centrodestra di governo. Sul fisco le posizioni della vigilia restano distanti: Salvini e Antonio Tajani, con i capigruppo dei due partiti, sono pronti oggi a invocare i co…
ROMA - "Non mi sembra che questi siano i tempi di una crisi di governo: c'è la guerra, c'è la pandemia...". Preceduto da un messaggio non belligerante di Matteo Salvini, andrà in scena a Chigi il vertice della verità: le delegazioni di Lega e Forza Italia incontrano Draghi per chiedere modifiche alle norme sul fisco in discussione alla Camera. Nello stesso giorno in cui il Consiglio dei ministri è chiamato a varare un pacchetto di disposizioni contro l'evasione.
Uno snodo cruciale per il premier, che deve anzitutto fronteggiare l'offensiva del centrodestra di governo. Sul fisco le posizioni della vigilia restano distanti: Salvini e Antonio Tajani, con i capigruppo dei due partiti, sono pronti oggi a invocare i correttivi già annunciati per far sì che non aumentino le tasse sulla proprietà immobiliare, sui risparmi, sugli affitti. Lega e Fi si presentano compatti, con una prospettiva che Salvini vede dentro una lista unica alle Politiche ("Perché no?" ha detto ieri sera a Porta a Porta) ma in realtà l'approccio non è univoco. Per gli azzurri è prioritario che venga stralciato l'articolo della riforma del catasto che, introducendo il criterio del valore di mercato, farebbe crescere dal 2026 l'importo delle tasse sulla casa. Su altri due punti Fi è più morbida ma la Lega invece non ha intenzione di deflettere.
Per il Carroccio è fermo pure il no all'introduzione del cosiddetto "sistema duale" che prevede a regime una sola aliquota per i redditi da capitale: significa, per i tecnici del Carroccio, che crescerà la tassazione sugli affitti (le cedolari secche) e sui titoli di Stato, solo per fare due esempi. Inoltre, la Lega chiede che i decreti attuativi della delega fiscale siano sottoposti al parere preventivo delle commissioni. "La delega, così com'è, non è votabile - dice Alberto Gusmeroli, vicepresidente leghista della commissione Finanze - e ribadiamo le tre richieste di modifica già avanzate".
Le posizioni verranno comunque limate mercoledì mattina, in una riunione di centrodestra che precederà il vertice a Palazzo Chigi. Non è ancora alle viste un punto di caduta della trattativa, ma tra le ipotesi sul tavolo col governo ci sarebbero un possibile ammorbidimento del sistema duale di tassazione e una ulteriore precisazione sul catasto.Chi è vicino a Draghi ribadisce una disponibilità a mediare, ma non a stravolgere la riforma: no allo stralcio delle norme sugli immobili, insomma. Dall'opposizione Giorgia Meloni sfida gli alleati: "Se Draghi mette la fiducia, Salvini e Tajani non devono farla votare".
Di certo, Draghi non vuole rischiare alcun ritardo nel percorso del Pnrr. Ecco perché già mercoledì porterà in Consiglio dei ministri un decreto contenente una serie di misure che consentiranno di realizzare altri cinque o sei obiettivi fissati dal Piano per giugno (sono in tutto 45, una decina già incassati). Tra le norme su cui è più alta l'attenzione politica c'è un pacchetto del ministero dell'Economia per il contrasto all'evasione fiscale, perché bisogna iniziare ad agire se si vuole ridurre la propensione all'evasione del 5% nel 2023 e fino al 40% al 2026. Nel pacchetto ci dovrebbero essere una stretta alla disciplina sull'obbligo del Pos per tutti gli esercenti (le multe sono slittate a gennaio 2023), la comunicazione all'agenzia delle Entrate dei pagamenti elettronici da parte dei gestori, una revisione della Lotteria degli scontrini che finora ha dato risultati deludenti, l'estensione della fatturazione elettronica ai regimi forfettari e anche un potenziamento del monitoraggio del Superbonus al 110%.
Sono solo i primi interventi, di portata non dirompente, sottolineano dal governo. Bisognerà capire quanto risulteranno indigeste a Salvini, che continua a invocare la "pace fiscale", ma anche a Fi e M5S. Il rischio che la lotta all'evasione diventi un nuovo terreno di confronto in maggioranza esiste. Ma non finisce qui: perché sul tavolo del governo potrebbe finire anche il provvedimento che innalza l'età pensionabile dei magistrati, da 70 a 72 anni. È ancora un'ipotesi, ma ha già suscitato perplessità e malumori nel centrodestra.