Cuppi agita il Pd: "Basta attacchi all’Anpi"
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleROMA - Non l'hanno presa bene al Nazareno l'intervista a Repubblica in cui la presidente del Pd, Valentina Cuppi, invita tutti - compreso il suo partito - a "non trasformare il 25 Aprile in un ring" e ad "ascoltare le persone che si stanno interrogando su come fermare il conflitto".
Parole lette come una critica alla posizione di Enrico Letta sull'invasione russa. Aggravate da un sibillino: "Io sto dalla parte dell'Anpi, che adesso è sotto attacco" pronunciato dalla sindaca di Marzabotto come se gli altri, i suoi "compagni", fossero invece contro, sul fronte opposto. Quello bellicista. Il marchio che il segretario sta tentando i…
ROMA - Non l'hanno presa bene al Nazareno l'intervista a Repubblica in cui la presidente del Pd, Valentina Cuppi, invita tutti - compreso il suo partito - a "non trasformare il 25 Aprile in un ring" e ad "ascoltare le persone che si stanno interrogando su come fermare il conflitto".
Parole lette come una critica alla posizione di Enrico Letta sull'invasione russa. Aggravate da un sibillino: "Io sto dalla parte dell'Anpi, che adesso è sotto attacco" pronunciato dalla sindaca di Marzabotto come se gli altri, i suoi "compagni", fossero invece contro, sul fronte opposto. Quello bellicista. Il marchio che il segretario sta tentando in ogni modo di scollarsi di dosso, dopo aver schierato i Democratici a fianco dell'Europa nel sostegno al popolo ucraino, anche mediante l'invio delle armi alla resistenza di Kiev. Una scelta votata quasi all'unanimità sia dal Parlamento italiano, sia da quello di Strasburgo. Subito però censurata dall'Associazione nazionale partigiani e da alcuni intellettuali di sinistra: convinti che la via della pace non si costruisca con i missili.
Una ferita aperta, che l'intervento della presidente dem non aiuta certo a rimarginare, anzi. Brucia al punto da costringerla a rettificare per evitare di alimentare tormenti e divisioni. Che sembrano agitare la galassia pacifista, ma non il Pd: al netto di qualche sfumatura, compatto sulla linea del segretario. In queste ore impegnato a mettere a punto le misure anticrisi da sottoporre a Draghi per arginare le ricadute del conflitto. "Per noi adesso la priorità è intervenire sui salari dei lavoratori e sul potere d'acquisto delle famiglie", spiega Letta incontrando i leader di Cgil, Cisl e Uil. "Stiamo lavorando per promuovere nel governo tutte le azioni necessarie a impedire la terza recessione in dieci anni". A iniziare dalla proposta di detassare i prossimi aumenti contrattuali per garantire più soldi in busta paga.
Una mossa utile a silenziare "la sterile polemica" sulle armi e concentrare l'attenzione sulle urgenze del Paese. Commenta Gianni Cuperlo, anima sinistra del Pd: "Con l'Anpi nessun contrasto, alcune opinioni possono essere diverse, ma la premessa e l'obiettivo sono comuni: la condanna della guerra di Putin e il massimo sostegno agli aggrediti per giungere a una tregua duratura. L'unica differenza è che noi consideriamo gli aiuti militari alla resistenza ucraina uno strumento in più per premere sul dittatore russo affinché accetti di negoziare". Conferma Marco Furfaro, ufficiale di collegamento tra i Dem e le associazioni: "Dal 24 febbraio abbiamo organizzato oltre 70 assemblee e 150 agorà aperte a non iscritti e movimenti. È chiaro che sulle armi e le spese per la Difesa c'è qualche criticità, ma per tutti l'approdo è quello indicato da Letta: costruire la pace". È il come arrivarci a far discutere. E non solo l'Anpi. Ieri l'appello al governo contro l'aumento dei fondi militari è stato firmato pure da Rosy Bindi e dai tre ex governatori toscani Chiti, Martini e Rossi. A riprova che forse qualche problema c'è anche nel Pd.