Petrocelli l'inamovibile: espulso dal M5S ma solo sulla carta
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliSono passate due settimane da quando è stato annunciato che Vito Petrocelli, il presidente della commissione Esteri del Senato, sarebbe stato espulso dai 5 Stelle. Ad oggi però non è avvenuto niente di tutto questo: nessun procedimento formale è stato avviato e non solo, un pezzo di gruppo parlamentare a Palazzo Madama oggi fa pressing su Giuseppe Conte affinché Petrocelli rimanga nel Movimento.
La storia è nota: Petrocelli, in politica estera vicino alla Cina e con ottimi rapporti anche con la Russia, lo scorso 31 marzo ha votato no alla fiducia sul decreto Ucraina. La sua tra l'altro è stata una presa di posizione annunciata e rivendicata più volte, tra l'altro, con una certa coerenza. L'es…
Sono passate due settimane da quando è stato annunciato che Vito Petrocelli, il presidente della commissione Esteri del Senato, sarebbe stato espulso dai 5 Stelle. Ad oggi però non è avvenuto niente di tutto questo: nessun procedimento formale è stato avviato e non solo, un pezzo di gruppo parlamentare a Palazzo Madama oggi fa pressing su Giuseppe Conte affinché Petrocelli rimanga nel Movimento.
La storia è nota: Petrocelli, in politica estera vicino alla Cina e con ottimi rapporti anche con la Russia, lo scorso 31 marzo ha votato no alla fiducia sul decreto Ucraina. La sua tra l'altro è stata una presa di posizione annunciata e rivendicata più volte, tra l'altro, con una certa coerenza. L'esito scontato, perlomeno osservando il metro di giudizio passato nel Movimento dove ogni dissenso al momento di un voto di fiducia valeva la cacciata immediata, c'è stato sì, ma solo a parole. Perché? I problemi sono due. L'espulsione dal partito, che dovrebbe essere decisa dal collegio dei probiviri, necessiterebbe di alcuni passaggi regolamentari e statutari che al momento mancano. L'espulsione dal gruppo, invece, anche quella per essere concretizzata avrebbe bisogno della modifica della procedura visto che in passato alcune espulsioni avvenute con motivazioni simili sono state dichiarate illegittime dal Consiglio di garanzia, l'organo di appello di palazzo Madama, perché - si spiegò - era stato violato "il regolamento del Senato e gli articoli 67 e 49 della Costituzione".
Petrocelli insomma è espulso dal M5S mezzo stampa e basta né è chiaro quando (e se...) lo sarà anche formalmente. Anche perché, nonostante Conte giusto tre giorni fa rassicurasse che "è fuori, ci saranno i passaggi formali", al Senato in diversi chiedono che il senatore rimanga. In tal senso si sono espressi pubblicamente Alberto Airola, Primo Di Nicola e il vicecapogruppo Vincenzo Garruti. Un po' perché comunque Petrocelli è un esponente della vecchia guardia, un po' perché attorno alla sua espulsione o meno potrebbe giocarsi un braccio di ferro tra Conte e un gruppo di ribelli che non vede di buon occhio l'accentramento del potere decisionale attorno alla sua figura. Chi insomma considera automaticamente Petrocelli fuori dal Movimento, riprendendo le parole di Garruti all'Adnkronos, "sbaglia di grosso".