25 aprile, il veterano inglese Shindler: "La Brigata Ebraica combatteva con noi, gli arabi stavano con Hitler"
di Marco Patucchi , di Marco Patucchi"Hanno combattuto al mio fianco sulla Linea Gotica. Me li ricordo benissimo, eravamo una banda di fratelli nell'inferno della battaglia di Rimini, o negli scontri sul fiume Sennio. Come gli Alleati e come i partigiani italiani, anche loro hanno versato il proprio sangue per liberare l'Italia e non capisco come si possano fischiare e contestare durante le manifestazioni del 25 aprile. Piuttosto erano gli arabi a stare con Hitler". La Brigata Ebraica è nel cuore di Harry Shindler, 101 anni, veterano dell'esercito inglese e membro onorario dell'Anpi.
Lui, che dallo sbarco di Anzio in poi ha risalito il nostro Paese combattendo i nazifascisti, ha le idee chiare su cosa dovrebbe essere il 25 aprile: "La festa della Liberazione e basta. Non devono esistere strumentalizzazioni, vanno ricordati e onorati tutti coloro che hanno sacrificato la vita ottant'anni fa venendo in Italia da ogni angolo del pianeta. Americani, inglesi, canadesi, francesi, bras…
"Hanno combattuto al mio fianco sulla Linea Gotica. Me li ricordo benissimo, eravamo una banda di fratelli nell'inferno della battaglia di Rimini, o negli scontri sul fiume Sennio. Come gli Alleati e come i partigiani italiani, anche loro hanno versato il proprio sangue per liberare l'Italia e non capisco come si possano fischiare e contestare durante le manifestazioni del 25 aprile. Piuttosto erano gli arabi a stare con Hitler". La Brigata Ebraica è nel cuore di Harry Shindler, 101 anni, veterano dell'esercito inglese e membro onorario dell'Anpi.
Lui, che dallo sbarco di Anzio in poi ha risalito il nostro Paese combattendo i nazifascisti, ha le idee chiare su cosa dovrebbe essere il 25 aprile: "La festa della Liberazione e basta. Non devono esistere strumentalizzazioni, vanno ricordati e onorati tutti coloro che hanno sacrificato la vita ottant'anni fa venendo in Italia da ogni angolo del pianeta. Americani, inglesi, canadesi, francesi, brasiliani, polacchi, africani...il mondo contro il male assoluto. E soprattutto gli italiani che scelsero la Resistenza. Uomini, donne, addirittura ragazzini. Niente da dire sulle altre guerre, sulle crisi internazionali, sulle emergenze, ma il 25 aprile è e deve restare il giorno della Liberazione dell'Italia. L'ho sempre detto a quelli dell'Anpi, però ho l'impressione che ormai essendo rimasti in pochi di noi che c'erano davvero, siano parole perse nel vento. Io tra qualche anno non ci sarò più, ma se andiamo avanti così temo che sparirà anche la festa del 25 aprile".