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Anche gli ucraini in piazza il 25 aprile con Anpi, Pd e 5S

Gianfranco Pagliarulo, presidente dell'Anpi (ansa)
La comunità nel corteo a Milano con Sala e la Brigata ebraica Bandiere Nato a Torino
2 minuti di lettura

MILANO - Dopo due anni di stop a causa della pandemia, torna il corteo nazionale a Milano per la festa della Liberazione, il prossimo 25 aprile. Non sarà ovviamente l’unica manifestazione, perché in tutta Italia sono previste numerose iniziative istituzionali e non per commemorare la fine del fascismo. “Pace, solidarietà e antifascismo” sono le tre parole chiave della grande manifestazione nel capoluogo lombardo. Come ormai avviene da anni, nel corteo (partenza alle ore 14,30 da corso Venezia, per arrivare in piazza Duomo un’ora dopo) non mancherà la grande bandiera-torpedone arcobaleno cucita a mano.

Sono previsti gli interventi del sindaco Beppe Sala, del presidente nazionale Aned (gli ex deportati nei campi nazisti) Dario Venegoni, del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, del presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo e di quello del Comitato permanente antifascista Roberto Cenati.

MILANO - Dopo due anni di stop a causa della pandemia, torna il corteo nazionale a Milano per la festa della Liberazione, il prossimo 25 aprile. Non sarà ovviamente l’unica manifestazione, perché in tutta Italia sono previste numerose iniziative istituzionali e non per commemorare la fine del fascismo. “Pace, solidarietà e antifascismo” sono le tre parole chiave della grande manifestazione nel capoluogo lombardo. Come ormai avviene da anni, nel corteo (partenza alle ore 14,30 da corso Venezia, per arrivare in piazza Duomo un’ora dopo) non mancherà la grande bandiera-torpedone arcobaleno cucita a mano.

Sono previsti gli interventi del sindaco Beppe Sala, del presidente nazionale Aned (gli ex deportati nei campi nazisti) Dario Venegoni, del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, del presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo e di quello del Comitato permanente antifascista Roberto Cenati.

Per rimarcare la vicinanza della città e dell’Anpi col popolo ucraino, dal palco parlerà una lavoratrice dell’Ucraina vicina al sindacato, Tetyana Bandelyuk; ci sarà anche una delegazione di ucraini poco dopo la testa del corteo.  Aderiscono tutti i partiti del centrosinistra, della sinistra e il Movimento 5 Stelle. "Sarà una bella manifestazione pacifica, sono passati tre anni dall’ultima volta. I segnali che ci arrivano sono di una vera giornata di festa che secondo noi dovrebbe unire gli italiani a prescindere dalle convinzioni politiche. Quanti saremo? Ci attendiamo tra le 50 e le 70 mila persone", dice Cenati.

Come da tradizione non mancheranno i vessilli della Brigata ebraica, in passato presi di mira da qualche esagitato. Il direttore del museo della Brigata, Davide Riccardo Romano, visto il conflitto in corso aveva proposto di portare in piazza anche le bandiere della Nato. Idea poi ritirata cinque giorni fa dopo un consulto con l’Anpi locale stessa, con la quale i rapporti di collaborazione sono ottimi. Solo che nel frattempo la proposta è diventata oggetto di dibattito pubblico, se non di polemica per adesso rientrata ("quelle della Nato no, e allora cosa c’entrano le bandiere della Palestina?", la domanda di Ruth Dureghello della comunità ebraica romana a Pagliarulo).

A Torino il circolo radicale Adelaide Aglietta invece conferma che sfilerà con la bandiera dell’Alleanza atlantica — in realtà nata dopo la Liberazione — ed esporrà lo striscione “Putin all’Aja” "perché — spiegano Andrea Turi, Patrizia De Grazia e Daniele Degiorgis — riteniamo che non ci sia pace senza giustizia e che la Corte Internazionale debba giudicarlo per i suoi crimini".  Nella Capitale invece è previsto un altro corteo, al mattino, che si snoderà lungo le strade e i quartieri che collegano le Fosse Ardeatine a Porta San Paolo, per giungere con le partigiane e i partigiani al luogo dove ebbe inizio la Resistenza romana.


Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebrerà la Liberazione con una visita ufficiale ad Acerra. La cittadina non lontana da Napoli nell’ottobre 1943 venne messa a ferro e fuoco dalle truppe della divisione nazista “Hermann Göring” per piegare una rivolta di popolo nata dopo mesi di vessazioni degli occupanti. Morirono così oltre 90 persone, negli scontri e in esecuzioni a freddo. Un eccidio per molti anni quasi rimosso dalla storiografia ufficiale della Resistenza, poi nel 1999 l’allora capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi conferì la medaglia d’oro al valor civile al Comune campano. Ad accompagnarlo ci potrebbe essere il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.