Centrodestra, Meloni lancia la convention di FdI. E invita la Lega, ma non Salvini
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoSegnali dal centrodestra che prova a rincollare i pezzi: alla convention di Fratelli d’Italia in calendario a fine aprile, i vertici del partito di Giorgia Meloni hanno invitato, per ora in via riservata, Lega e Forza Italia. Un messaggio distensivo, dato che alla kermesse azzurra di inizio mese, quella che ha applaudito l’ennesima discesa in campo di Silvio Berlusconi, i meloniani si erano tenuti alla larga: nessuno li aveva invitati, come del resto gli esponenti del Carroccio. Stavolta invece una convocazione, almeno come ospiti, in platea, c’è stata. Un abbozzo di centrodestra si paleserà in prima fila. Ma a riprova che i vertici della coalizione siano ancora in limine litis, dopo lo strappo quirinalizio, a ricevere l’invito sono stati solo i capigruppo alleati. Quindi, per la Camera, Paolo Barelli di FI e il leghista Riccardo Molinari. Nessun invito ai leader. E se per Berlusconi, che da anni ha diradato le apparizioni live, era un…
Segnali dal centrodestra che prova a rincollare i pezzi: alla convention di Fratelli d’Italia in calendario a fine aprile, i vertici del partito di Giorgia Meloni hanno invitato, per ora in via riservata, Lega e Forza Italia. Un messaggio distensivo, dato che alla kermesse azzurra di inizio mese, quella che ha applaudito l’ennesima discesa in campo di Silvio Berlusconi, i meloniani si erano tenuti alla larga: nessuno li aveva invitati, come del resto gli esponenti del Carroccio. Stavolta invece una convocazione, almeno come ospiti, in platea, c’è stata. Un abbozzo di centrodestra si paleserà in prima fila. Ma a riprova che i vertici della coalizione siano ancora in limine litis, dopo lo strappo quirinalizio, a ricevere l’invito sono stati solo i capigruppo alleati. Quindi, per la Camera, Paolo Barelli di FI e il leghista Riccardo Molinari. Nessun invito ai leader. E se per Berlusconi, che da anni ha diradato le apparizioni live, era un fatto scontato, il discorso cambia per Matteo Salvini, che peraltro a Milano, dove si svolgerà la kermesse, è di casa.
La scelta del capoluogo lombardo come sede della “conferenza programmatica nazionale” di FdI non è casuale. E infiamma la competizione interna. I Fratelli d’Italia sono pronti a gettare le basi della campagna elettorale per le Politiche in quello che è sempre stato il cortile di casa del Carroccio. Dove già alle amministrative dello scorso autunno, durante la corsa disgraziata del pediatra civico (ma indicato da Salvini) Luca Bernardo, il partito di Meloni mancò il sorpasso sulla Lega per pochi decimali: 10,7% a 9,8%. E se fonti di FdI raccontano che la location è stata indicata innanzitutto per dare “un segnale di vicinanza e sostegno al mondo produttivo e industriale italiano, in un momento in grande difficoltà per l’aumento dei costi energetici e delle materie prime”, è indiscutibile che proprio quello stesso mondo economico e imprenditoriale abbia fatto per anni da benzina elettorale al serbatoio del Carroccio.
La tre giorni di Meloni & Co è in programma dal 29 aprile al primo maggio al “MiCo”, il Milano Convention Centre. La lista degli ospiti è ancora oggetto di cesello da parte dei maggiorenti di FdI. Di sicuro ci saranno delegazioni straniere, rappresentanti del partito dei Conservatori e riformisti europei di cui Meloni è presidente da quasi due anni. Come i polacchi di destra di Diritto e Giustizia, il cartello del premier di Varsavia Mateusz Morawiecki. L’elenco degli oratori sarà allargato a personalità esterne: dovrebbero esserci, da quanto trapela, Carlo Nordio, candidato da Meloni alla presidenza della Repubblica, e il sociologo Luca Ricolfi. L’obiettivo è chiaro: allargare il campo. Tenere insieme la destra classica e il mondo neo-con. Ma anche, appunto, far capire agli alleati che uno spiraglio, dopo il grande gelo calato a fine gennaio, si sta aprendo. Ma con calma. E non a tutti i costi.