Csm, non slitta più la riforma. M5S si astiene sulla separazione delle funzioni. Anm: “Si sta cambiando la Costituzione"
di Liana Milella , Conchita SanninoROMA - Schiarita nella maggioranza sulla riforma del Csm dopo la riunione dei capigruppo. Pressing dal governo per chiudere in settimana. Mentre il presidente dell'Anm Giuseppe Santalucia conferma il suo giudizio pessimistico: "Siamo in continuità con le peggiori riforme. E si sta cambiando l'assetto della Costituzione senza guardare in faccia la Costituzione". Un'Anm che, in contemporanea alla sua conferenza stampa, viene attaccata da Magistratura democratica, la corrente più a sinistra delle toghe, che definisce la sua azione finora svolta contro la riforma "intempestiva, timida ed incapace". E chiede che sia confermato subito "lo stato di agitazione".
Ma la legge delega andrà al voto domani dopo il Def, dalle 16 e trenta. Con la prospettiva del voto finale già per giovedì pomeriggio. Forcing del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà sui partiti che volevano presen…
ROMA - Schiarita nella maggioranza sulla riforma del Csm dopo la riunione dei capigruppo. Pressing dal governo per chiudere in settimana. Mentre il presidente dell'Anm Giuseppe Santalucia conferma il suo giudizio pessimistico: "Siamo in continuità con le peggiori riforme. E si sta cambiando l'assetto della Costituzione senza guardare in faccia la Costituzione". Un'Anm che, in contemporanea alla sua conferenza stampa, viene attaccata da Magistratura democratica, la corrente più a sinistra delle toghe, che definisce la sua azione finora svolta contro la riforma "intempestiva, timida ed incapace". E chiede che sia confermato subito "lo stato di agitazione".
Ma la legge delega andrà al voto domani dopo il Def, dalle 16 e trenta. Con la prospettiva del voto finale già per giovedì pomeriggio. Forcing del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà sui partiti che volevano presentare emendamenti. A cominciare proprio dal suo, tant'è che il M5S, a questo punto, non ne depositerà, anche se ha già annunciato che si asterrà sulla separazione delle funzioni da pm a giudice e viceversa, un punto molto delicato per la magistratura, sul quale era già pronta la modifica. Nel gruppo del M5S c'è comunque malumore perché l'indicazione di molti parlamentari era quella invece di presentare propri emendamenti per portare i passaggi da una funzione all'altra almeno a due, proprio com'era nella riforma dell'ex Guardasigilli Alfonso Bonafede.
Resta sulle sue posizioni Italia viva, che dopo le 13 depositerà 40 proposte di modifica e come aveva già annunciato Renzi si asterrà nel voto finale. Mentre attenua la sua posizione, rispetto a ieri, la Lega. I 5 emendamenti, tutti identici ai temi dei referendum di giugno sulla giustizia, potrebbero ridursi solo a tre, separazione delle carriere, attenuazione della custodia cautelare, responsabilità civile diretta dei giudici, mentre dalla maggioranza sono arrivate richieste insistenti perché non presentino anche l'emendamento sulla cancellazione tout court della legge Severino.
A Forza Italia è stato espressamente chiesto di non votare gli emendamenti della Lega, che pure sono in sintonia con quanto i berlusconiani hanno sempre sostenuto, ma di attenersi ai pareri contrari espressi dal governo. Dalla Guardasigilli Marta Cartabia arriveranno un paio di modifiche tecniche sull'avvocatura.