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Russiagate, Ricciardi (M5S): "Su quella cena nulla da nascondere, Renzi non ci dia lezioni"

Riccardo Ricciardi 
Il vicepresidente del Movimento: "Da quando abbiamo preso posizione sulle armi si è levato un fuoco di fila mediatico. Se il Movimento pone in trasparenza una questione politica legata agli armamenti, Draghi sale al Colle. Se lo fa la Lega sulla delega fiscale non succede nulla"
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Riccardo Ricciardi, vicepresidente del M5S, Vecchione a proposito dell'incontro con Barr parla di una "cena conviviale" di cui Conte non sapeva nulla. Noi però l'abbiamo scoperta grazie ai report interni Usa. Come minimo non c'è stata una gestione leggera del tutto?
"Penso si stia ingigantendo una vicenda che non ha nulla di nebuloso. Le pare che altrimenti Vecchione e Barr avrebbero cenato in un luogo nel centro di Roma frequentato da politici e giornalisti?".

È oggettivo che il famoso tweet di appoggio di Donald Trump a Conte ebbe un ruolo non da poco nel facilitare il suo bis.
"Quando arriva la richiesta americana di collaborazione è giugno 2019, Salvini doveva ancora bere il mojito: non c'è stato alcun do ut des. Poi mi pare inverosimile che l'endorsement di Trump abbia condizionato il Pd, mica era Obama".

Riccardo Ricciardi, vicepresidente del M5S, Vecchione a proposito dell'incontro con Barr parla di una "cena conviviale" di cui Conte non sapeva nulla. Noi però l'abbiamo scoperta grazie ai report interni Usa. Come minimo non c'è stata una gestione leggera del tutto?
"Penso si stia ingigantendo una vicenda che non ha nulla di nebuloso. Le pare che altrimenti Vecchione e Barr avrebbero cenato in un luogo nel centro di Roma frequentato da politici e giornalisti?".

È oggettivo che il famoso tweet di appoggio di Donald Trump a Conte ebbe un ruolo non da poco nel facilitare il suo bis.
"Quando arriva la richiesta americana di collaborazione è giugno 2019, Salvini doveva ancora bere il mojito: non c'è stato alcun do ut des. Poi mi pare inverosimile che l'endorsement di Trump abbia condizionato il Pd, mica era Obama".



A posteriori quell'appoggio, almeno mediaticamente, l'avete pagato caro...
"Il problema è la tesi che c'è dietro. Conte è troppo filo-americano, poi troppo filo-russo, domani sarà filo-cinese o filo-venezuelano. Pensiamola al contrario, cioè se gli Usa nel chiedere un incontro col direttore del Dis avessero ricevuto un no. Le pare possibile? Poi, se Matteo Renzi sa di più vada al Copasir, il problema è che lì bisogna dire la verità...".

A proposito: Renzi chiede una commissione d'inchiesta sul Covid e la missione russa. Ci stareste?
"Le proposte si fanno con gli atti, non con i tweet o le interviste. Lui, conferenziere per l'Arabia e che faceva parte di un cda di una società russa, il tutto da senatore in carica, ci viene a dare lezioni? Suvvia. Noi comunque non abbiamo nulla da nascondere".



Come M5S avete evocato una specie di complotto dei media contro Conte, un po' retorica vecchio stile, assai generica. Chi ce l'ha, o ce l'avrebbe, con lui?
"Notiamo che da quando abbiamo preso posizione sulle armi si è levato un fuoco di fila mediatico. Che se il Movimento pone in trasparenza una questione politica legata agli armamenti, Draghi sale al Colle. Se lo fa la Lega sulla delega fiscale non succede nulla. Comunque: mi sembra tutto sproporzionato, si buttano sospetti e veleni senza arrivare a una conclusione".

Però se si attacca "il sistema" e contemporaneamente si è alleati con il Pd, che è il partito della stabilità, qualcosa non torna.
"Il Pd è quello di Guerini favorevole a 70 ettari di allargamento di una base militare a Coltano o quello di Letta che si oppone? È quello per il salario minimo o quello che in Parlamento non ci aiuta a portarlo avanti? Contano i temi e nel Conte 2 la collaborazione è stata efficace".

Un bel proporzionale vi toglierebbe da ogni impiccio, è l'ideale per voi?
"Noi non ragioniamo così. Se avessimo pensato alla nostra convenienza, l'ideale per il M5S quattro anni fa sarebbe stato l'Italicum: avremmo fatto cinque anni di monocolore. Invece ci opponemmo perché ritenevamo non garantisse la rappresentanza. Da sempre siamo per il proporzionale, senza calcoli politici del momento".

Siete soddisfatti per come si sono chiuse le trattative sul Def?
"Sì. Grazie a noi non c'è l'aumento della spesa miliare, finalmente si parla di scostamento di bilancio come chiedevamo da mesi. E poi c'è da affrontare il tema della casa, lo riteniamo centrale anche a livello generazionale".

Beppe Grillo è arrivato a Roma, finora sulla guerra non ha detto una parola. È un silenzio che pesa?
"Non ho la presunzione di interpretare una persona che comunque ha sempre visto anni luce avanti".